La storia dello spritz: il perfetto cocktail da aperitivo

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    Da secoli, lo spritz è uno dei cocktail da aperitivo più amati e apprezzati in tutto il mondo. La sua storia affascinante viene studiata all’interno di qualunque accademia barman e risale all’epoca veneziana del XIX secolo; ad oggi, questa bevanda alcolica è diventata parte integrante della tradizione di diversi paesi europei.

    Lo spritz ha conosciuto ulteriormente popolarità proprio negli ultimi anni grazie alle sue qualità aggraziate che incontrano il gusto della maggior parte delle persone, forse per merito del mix perfetto tra l’amaro e il prosecco frizzante, che lo rende un drink versatile adatto sia a coloro che amano l’aperitivo salato sia i palati amanti dei dolci. Inoltre, essendo così semplice da preparare anche senza essere esperti barman, lo spritz si può portare avanti come classico rito pre-cena durante le serate con gli amici. Scopriamo ora insieme la storia dietro a questa preparazione alcolica che ormai fa parte della nostra cultura!

    La tradizione del cocktail spritz

    La tradizione del cocktail spritz è comune a molti paesi europei, ognuno con la sua variazione specifica. L’origine dello spritz, però, probabilmente risale a Venezia, dove un miscuglio di vino bianco con un tocco di Aperol o di Campari è stato servito sin dal 1800. Questa bevanda ha poi iniziato a essere servita in tutta Europa, sia come leggera bevanda prima del pasto sia come bevanda da aperitivo informale.

    Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la tendenza dei cocktail spritz ha raggiunto un picco di popolarità in Italia, assieme a molti altri drink come il Negroni. In questo periodo, le ricette per lo spritz sono diventate sempre più personalizzate e creative e sono iniziati i lavori per perfezionare la ricetta ufficiale. Alla fine degli anni ’60, la ricetta italiana standard dello spritz è stata pubblicata nella “Guida di Campari” e recentemente si sta diffondendo anche nel resto dell’Europa. In questa ricetta viene miscelato vino bianco, Aperol o Campari e acqua tonica o soda.

    Tuttavia, diversi paesi europei offerte versioni diverse di spritz a seconda delle proprie preferenze, con le loro specialità di liquore o aggiungendo altri elementi come sale o limone, per conferire alla bevanda un sapore più intenso e originale: questo ha portato alla variazione individuale all’interno della ricetta e alla creazione di cocktail regionali unici.

    Il ritorno in auge negli ultimi anni

    Il ritorno in auge negli ultimi anni dello spritz come aperitivo, noto anche come “il cocktail per antonomasia”, è sicuramente da attribuire alla rinnovata tendenza di voler recuperare gli antichi stili dell’arte del bere. La popolarità dello spritz, in particolare, ha reso molto semplice per chiunque trovare versioni concrete del cocktail in qualsiasi parte della mondializzata società contemporanea.

    Da lì, la voglia di innovazione della cultura e del gusto nel mondo ormai globalizzato ha consentito un soddisfacente avvicinamento delle persone a questa tipica e rinfrescante bevanda alcolica, che è in grado di mettere d’accordo proprio tutti: dai più giovani, ai trentenni, fino ad arrivare alle generazioni più vecchie. Il successo tra le varie generazioni, giovani e meno giovani, testimonia l’apprezzamento per l’eccellente miscela di acqua o soda, di vino bianco o rosso, di Campari o di Aperol.

    Gli italiani possono anche vantarsi di possedere una ricca tradizione di saper apprezzare anche il più piccolo piacere e quello dello spritz è proprio un esempio calzante. Merito di questo cocktail può andare sia a coloro che lo hanno reso famoso nella vecchia Unione Europea sia a coloro che hanno contribuito alla riscoperta dello spritz, come un classico con un tocco moderno, che ha conquistato proprio tutti.

    E ora cosa state aspettando? Non è forse l’ora dello spritz?