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comunicato stampa, 25 settembre 2008
Sabato 4 ottobre allo Spazio Oberdan: incontro con Alfredo Jaar sul tema “Arte e politica”. Introduce Gabi Scardi.
Riprende il ciclo di incontri sull’arte contemporanea dal titolo “Perché non parli? L’arte tra le discipline”.
Primo appuntamento sabato 4 ottobre, alle ore 11, allo Spazio Oberdan di Milano, in viale Vittorio Veneto 2, sul tema “Arte e politica”: incontro con Alfredo Jaar. Introduce Gabi Scardi.
Tra marzo e maggio si sono svolti sei incontri tenuti da teorici, mentre a partire da questo, per altri sei incontri, viene data la parola agli artisti.
L’evento, organizzato in occasione della Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI, consente l’ingresso libero alla mostra di Alfredo Jaar, It Is Difficult, aperta al pubblico da venerdì 3 ottobre.
Architetto e film-maker di formazione, artista per vocazione, Alfredo Jaar nasce nel 1956 in Cile dove cresce e si forma. In reazione all’atmosfera socio-politica del Cile di Pinochet realizza i primi interventi artistici. Nel 1982, sotto la pressione della dittatura militare, si trasferisce a New York.
Anche in seguito, sarà sempre dall’immersione nelle istanze più cruciali del presente che i suoi progetti trarranno forza e necessità.
Jaar non crede che l’arte costituisca un ambito a statuto speciale. Formatosi al di fuori del mondo dell’arte e poco interessato al discorso dell’arte su se stessa, interpreta invece la ricerca artistica come ambito di riflessione, come spazio d’azione dotato di un livello di libertà che consente un’indipendenza espressiva non comune.
La considera meccanismo di apertura al contesto a 360 gradi, un modo per partecipare a fenomeni riguardanti il mondo e quindi tutti noi; e ritiene che il suo valore risieda nella forza e nella pregnanza con cui sa reagire e dare forma alle istanze cruciali della contemporaneità.
Attraverso la propria opera, instancabilmente, testimonia vicende umane, sonda i paesaggi, le politiche, gli effetti dell’economia globale; insiste sulla retorica attraverso la quale i media sistematicamente filtrano e trasmettono le informazioni; si confronta con questioni non troppo occulte, ma che la nostra coscienza tende a rimuovere.
Sottesa all’intervento l’idea che esista un’inalienabile correlazione tra etica ed estetica e che la realtà possa essere non solo raccontata, ma costruita; e che proprio in un momento di precarietà, con un mondo angustiato da conflitti e paure, l’energia costruttiva e l’attitudine critica dell’arte e della cultura possano contribuire in modo fondamentale a nuove visioni di sviluppo.
Le sue opere sono state esposte in molte delle maggiori rassegne del mondo: Jaar ha infatti partecipato, tra l’altro, a diverse edizioni della Biennale di Venezia e alle Biennali di San Paolo (1987, 1989), Sydney (1990), Kwangju (1995, 2000), Istanbul (1995), Johannesburg (1997) e Síviglia (2006) così come a Documenta di Kassel (1987 e 2002). Mostre importanti gli sono state dedicate inoltre a New York, Londra, Chicago, Stoccolma, Roma, Berlino, Madrid, Santiago del Cile, Losanna.
Il suo più recente progetto, Muxima (2005), un film incentrato sull’Angola, è stato proiettato al Biarritz Festival in Francia, all’Hirshhorn Museum a Washington, alla Fundació Antoni Tàpies a Barcellona, al Centro de Arte Reina Sofía di Madrid, al Centre George Pompidou a Parigi, al Museum of Modern Art di New York e alla Biennale di Venezia del 2007.
Ha realizzato più di cinquanta interventi pubblici in tutto il mondo. Più di trenta monografie sono state pubblicate sul suo lavoro.
Ha ricevuto il Guggenheim Fellowship nel 1985 e il MacArthur Award nel 2000. Nel 2006 ha ricevuto il Premios Extremadura a la Creación (Spagna).
“Non ho mai studiato arte – ha dichiarato Jaar – sono un architetto. E in architettura, quando si disegna un edificio, per prima cosa si analizza il luogo. Questo senso del luogo è fondamentale in architettura. E il luogo dove si sta per creare un edificio ha una sua essenza, quello spazio. Perciò l’architetto deve scoprire quale è questa essenza. E poi disegnare considerando le necessità e l’essenza di quel luogo”.
La mostra It Is Difficult aperta dal 3 ottobre 2008 a Milano allo Spazio Oberdan e all’Hangar Bicocca presenta i più importanti lavori realizzati da Jaar negli ultimi vent’anni di attività. Accanto all’esposizione, promossa da Provincia di Milano e Fondazione Hangar Bicocca con il contributo di Regione Lombardia, Jaar ha concepito per l’occasione il progetto pubblico Questions Questions che si avvale della collaborazione di IGPDecaux e di MBA Group. Il progetto è calibrato sulla città di Milano e sull’area circostante ed è incentrato sul ruolo della cultura nella vita sociale e progettuale della città.
I prossimi incontri del ciclo “Perché non parli? L’arte tra le discipline” si terranno, sempre allo Spazio Oberdan, ma dalle ore 18, nei giorni:
martedì 21 ottobre, ARTE e PSICOLOGIA con Marina Ballo Charmet
martedì 11 novembre, ARTE e DESIGN con Marjetica Potrč
martedì 18 novembre, ARTE e POESIA con Franco Vaccari
martedì 2 dicembre, ARTE e MODA con Lucy Orta
martedì 16 dicembre, ARTE ed ECOLOGIA con Maria Thereza Alves
Informazioni al pubblico:
Spazio Oberdan, tel. 02 77406381/6341; www.provincia.milano.it/cultura
Ufficio stampa:
Provincia di Milano/Cultura, tel. 02 7740.6358/6359/6388,
p.merisio@provincia.milano.it,m.piccardi@provincia.milano.it, p.diandrea@provincia.milano.it

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