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La conferenza di Mimmo Jodice prende avvio con un breve excursus su diversi modi di rappresentare l'architettura nella storia dell'arte in generale e nella storia della fotografia, al quale farà seguito una riflessione sul suo modo di affrontare
l'architettura e il paesaggio attraverso la ricerca fotografica. L'intento
dell'autore è da molti anni "da un lato indagare la storia e lo spirito dei luoghi
per darne una rappresentazione significativa e dall'altro raccontarli alla mia
maniera, cercando con la trasfigurazione di mostrare la coincidenza tra realtà e
visione, in una dimensione irreale e metafisica. Mi sono spesso ispirato a guide
spirituali a me molto care come De Chirico e Sironi, e alle altre suggestione
surrealistiche di Magritte e di Delvaux, mirando a risultati sospesi tra il silenzio e l'assenza, alla ricerca di una sorta di vuoto del mondo, per testimoniare anche la mia incapacità di accettare il caos e la follia che ci circonda".

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