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‘Le associazioni credo siano state molto contente e soddisfatte per il riscontro di pubblico, c’è stata molta affluenza anche grazie soprattutto agli eventi collaterali organizzati, come i convegni e i concerti serali. Le associazioni hanno risposto in modo molto positivo all’idea di Numerouno. Per loro è stato un momento di grande visibilità, per le loro attività e per il lavoro che svolgono normalmente per il resto dell’anno.
I rapporti con le associazioni sono stati improntati allo spirito di collaborazione e l’idea di rete è sempre stata presente ed è stata ancora maggiore nei due mesi, molto intensi, antecedenti Numerouno. I rapporti sono stati positivi anche per la presenza assidua di una parte scientifico-curatoriale affidata a Gabi Scardi e una di coordinamento affidata a noi della Provincia, tutte le parti erano in armonia anche perchè si interfacciavano costantemente.
L’idea di aver scelto un unico luogo, la Triennale, credo sia stata un successo e si sia evitato il rischio di far apparire l’evento come una ‘fiera del no-profit’ e questo grazie all’allestimento studiato da Giordana Ferri. L’unicità di spazio e l’essere in Triennale sono stati fattori positivi che hanno contribuito alla riuscita della tre giorni, favorendo la conoscenza di tutte le associazioni e rendendo immediatamente visibile e percepibile la grande diversità di attività, orientamenti e progetti portati avanti dai partecipanti, ciò ha dato ancora più valore alla rete, sottolineandone l’ampiezza dell’offerta artistico-culturale.’
Valentina Briguglio
Coordinamento Numero Uno
'Seconda edizione in Triennale: efficacia dello spazio unificato (forse un
po' ridotto per tante realtà); efficacia del tema unico e della
comunicazione. In futuro: maggiore attenzione nella sovrapposizione dei
programmi; un po' meno mercatino un po' più arte.....'
Team aMAZelab
'La rete delle associazioni non profit che si occupano di arte contemporanea non dovrebbe essere un momento "one shot". E' difficile restare connessi, ma e' necessario affinche' si possa parlare di rete e non di meeting.
Il momento alla triennale e' stato assolutamnte utile e unico. Ha permesso ai diversi operatori culturali e ad alcuni artisti di stare a stretto contatto tra loro.
Le variegate soggettivita' sono emerse in modo molto chiaro e onesto.
Ci auguriamo che di momenti del genere ce ne siano di piu', programmati magari con un calendario specifico, in luoghi vari della citta', spalmati nell'arco di un anno.
L'istituzione Provincia ha dato un grande sostegno, e' stata promotore della rete. Adesso la rete di Incontemporanea deve avere la capacita' di coinvolgere la Provincia stessa e altri enti interessati a fare ulteriori passi importanti per questa citta', una Milano divenuta delle "xy" notti bianche e dai pochi contenuti culturali.'
Associazione ATELIER SPAZIO XPO'
www.asxpo.it
Coordinatore, Christian Gancitano
'Credo che inContemporanea, la rete dell'arte sia a tutti gli effetti un
esempio di good practices che può diventare un modello interessante anche
sul piano nazionale. Finalmente qualcuno si è accorto che la cultura non è
solo una questione di mercato e spettacolo e di questo va dato merito a
Daniela Benelli e al suo staff. Per quanto mi riguarda sento forte quello
che C. Basualdo chiama un impulso anti-strumentale e quindi non credo sia
tutto oro ciò che luccica, come molti ci inducono a credere. Dare spazio e
fondi alla ricerca denota intelligenza e lungimiranza, esprime una libertà
di pensiero che non può che far bene al complesso sistema dell'arte e della
cultura'
Gennaro Castellano, Reporting system

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