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Francesca di Nardo: In Italia le residenze d’artista sono realtà ancora sporadiche e in molti casi poco strutturate, prive dell’adeguato sostegno pubblico e considerate poco appetibili dagli sponsor privati. In realtà nel resto d’Europa e anche oltre oceano le residenze sono esperienze non solo consolidate, ma sono considerate momenti formativi imprescindibili. L’associazione Viafarini è stata tra le prime a promuovere un programma per accogliere in residenza a Milano artisti stranieri, come è nata e come si è sviluppata questa esperienza?
Monica Thurner: Il programma è nato nel 1996 in seguito a una visita in Italia di una responsabile dell'Australia Council for the Arts che, visto e conosciuto lo spazio Viafarini, si è mostrata interessata a organizzare un residence per artisti e curatori australiani a Milano. Vincente è stata l’idea di offrire agli ospiti uno studio “legato” a un’organizzazione artistica con una galleria con regolare programma espositivo e con una serie di servizi di documentazione e informazione capaci di essere da supporto all’artista ospite nel creare contatti con le istituzione e gli operatori italiani.
Da allora l’Australia Council Studio ha ospitato quattro artisti ogni anno.
Inoltre Viafarini ha ospitato curatori italiani e stranieri in residence.
FdN: Cosa può offrire e quali sono le occasioni che possono spingere un’artista straniero a partecipare ad una residenza a Milano?
MT: Milano con tutti i suoi difetti resta senz’altro una città ricca di stimoli. Se da un lato mancano le istituzioni che svolgano un ruolo importante nell’arte contemporanea, d’altro canto esiste un’efficace rete di gallerie che nell’insieme offre un buon panorama. La vera forza della città è il suo ruolo nel mondo del design: ed è questo in molti casi la vera attrattiva per i borsisti dell’Australia Council. Spesso sono artisti che operano fra arte e design, che trovano quindi in una città come Milano un terreno fertile in termine di stimoli e di contatti. In questo contesto il periodo del Salone del Mobile è sempre il più ambito.
FdN: Com’è strutturato il programma di residenze di Viafarini?
MT: L’assegnazione del residence dell’Australia Council è completamente gestito dall’Australia: sono loro a bandire il concorso, a fare la selezione dei borsisti e ad assegnare la borsa di studio che permette agli artisti di mantenersi durante il soggiorno a Milano.
In altre occasioni Viafarini ha ospitato curatori italiani e stranieri in residence in maniera sporadica, sempre in seguito a un contatto diretto con la persona interessata.
FdN: Sono previsti scambi e collaborazioni con altre residenze in Italia o all’estero?
MT: Viafarini ha da sempre promosso la mobilità degli artisti italiani, organizzando fin dai primi anni di attività (avviata nel 1991) una banca dati sulle opportunità per artisti quali corsi, concorsi, borse di studio, finanziamenti e residence. La banca dati ArtBox già dal 1997 è online all’indirizzo www.bancadatiartbox.it.
Su questa base si è lavorato per diffondere le informazioni il più possibile e da qualche anno è attivo il servizio ArtBox Newsletter che periodicamente segnala le opportunità più interessanti in scadenza, con particolare attenzione alle residenze.
Viceversa, al fine di sfruttare al meglio gli innumerevoli contatti creati grazie a questa raccolta di informazioni e per fare conoscere ai responsabili delle istituzioni estere il lavoro degli artisti italiani, si è avviato nel 2006 il programma Milano on the move, in collaborazione con la Provincia di Milano e con il sostegno della DARC, che avrà un suo seguito con una seconda edizione nel 2007.
Quattro direttori di prestigiose residenze per artisti straniere sono stati invitati a Milano, per un soggiorno di ricerca sulla scena artistica italiana, invitati da Viafarini. I curatori sono stati guidati allo studio degli artisti attraverso i materiali del Centro di Documentazione Careof & Viafarini dall’attuale curatore, Milovan Farronato. Sono state per loro organizzate una serie di visite agli studi degli artisti e di incontri con critici italiani. I critici ospiti per il 2006 erano: Karin Eklund direttrice di Delfina Projects di Londra, Els van Odijk direttrice di Rijksakademie di Amsterdam, Christoph Tannert direttore di Künstlerhaus Bethanien di Berlino, Euridice Arratia membro del comitato di Art-Omi di New York.
In seguito è stata organizzata una tavola rotonda in occasione del MiART, in cui i direttori hanno presentato in dettaglio i propri programmi di residenze al pubblico milanese.
Sono così nati nuovi rapporti di scambio con alcuni dei migliori Residence esteri, a favore della mobilità dei nostri artisti verso queste istituzioni, tra essi:
- Premio Furla e Künstlerhaus Bethanien: la nuova formula del Premio Furla prevede una borsa di studio per un soggiorno presso un importante residence all’estero; la scelta del residence sarà gestita e organizzata da Viafarini. Il Residence per il 2007 sarà il Künstlerhaus Bethanien di Berlino.
- Rijksakademie: da quest’anno Viafarini è il referente in Italia per gli artisti che fanno domanda di partecipazione per il programma di residence dell’importante Accademia di Amsterdam. Nell’ambito del ruolo di referente, Viafarini offrirà anche un training agli artisti per prepararli ai colloqui di selezione finali.
- Pier Luigi Calignano all’ISCP: Viafarini è l’istituzione rappresentante italiana per la partecipazione dell’artista all’ International Studio and Curatorial Program di New York nel 2007, come in passato con Maggie Cardelùs (1997) e Margherita Manzelli (1998).
- Seat PagineBianche d’Autore: Viafarini collabora fin dalla prima edizione alla promozione del concorso, che da quest’anno prevede come premio la partecipazione dell’artista vincitore all’ISCP di New York.
Nell’edizione del 2007 a direttori di importanti residence stanieri, Vasif Kortun di Platform Garantì a Istanbul e Maria Lind di IASPIS a Stoccolma, si aggiungeranno tre direttori di istituzioni culturali per la promozione della ricerca artistica contemporanea – Katerina Gregos (argos Centre for Art and Media, Bruxelles), Raimundas Malasauskas (CAC Vilnius), Sung Won Kim (Artsonje Centre, Seoul) – nonché Polly Staple, responsabile dei progetti curatoriali di Frieze Art Fair di Londra.
FdN: Perchè secondo lei le istituzioni stanno recependo solo ora il valore degli scambi e della mobilità degli artisti come occasioni ad alto potenziale educativo e di promozione?
MT: Evidentemente sono stati i privati – organizzazioni artistiche e imprese sponsor di premi – a sensibilizzare le istituzioni su questo tema. Semplicemente mi viene da dire “meglio tardi che mai”: come al solito le istituzioni sono più lente ad attivarsi, l’interesse e le buone intenzioni magari c’erano già da tempo. Il programma Movin’ up del GAI in collaborazione con la DARC e altre istituzioni, in realtà, esiste già da tempo. E’ un programma che favorisce la mobilità degli artisti dando un contributo a spese di viaggio o di trasporto ad artisti che hanno ricevuto un invito dall’estero per partecipare a una mostra, a un programma di studio o di residenza all’estero.

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