La Provincia di Milano ha nominato una commissione scientifica deputata a programmare le attività dello Spazio Oberdan, che comprende Giacinto Di Pietrantonio, Vittorio Fagone, Gabi Scardi, Roberta Valtorta.
In considerazione dell’impegno della Provincia nei confronti della cultura attuale, il programma di mostre e interventi dello Spazio Oberdan si concentrerà nei prossimi anni sull’arte contemporanea. Le attività dello spazio costituiranno così un elemento portante del programma di “inContemporanea” , progetto ideato dalla Provincia a supporto della produzione e promozione dell’arte e della cultura attuale.
Le scelte della commissione sono intese a far emergere le specificità e le risorse dell’ambiente culturale milanese. Si è inoltre ritenuto di dover operare da un lato per il rafforzamento della posizione e dell’immagine di Milano e del suo territorio nell’ambito del circuito internazionale dell’arte presente, dall’altro si vogliono recuperare le radici delle ricerche di oggi e i loro legami con il passato recente.
Per questo nel programma, che tiene conto sempre di un orizzonte di riferimento sovranazionale, si alterneranno personalità di artisti italiani e di altri Paesi: sono infatti state programmate mostre personali e collettive tematiche.
Tra le personali saranno realizzate sia mid-career exhibition che mostre dedicate ad artisti che hanno segnato significativamente gli ultimi decenni. Le mostre collettive saranno invece l’occasione di mostrare il lavoro di artisti emergenti.
Rumore: un buco nel silenzio
Rumore: un buco nel silenzio
dal 27/2/07 al 25/5/08
Milano
Spazio Oberdan
Viale Vittorio Veneto, 2
tutti i giorni 10-19.30, mar-gio fino alle 22, chiuso il lunedi'
Il silenzio. Il rumore. E, in mezzo, tra i due poli, tutte le variazioni e le gradazioni possibili. La mostra riunisce le opere di 21 artisti contemporanei internazionali: ogni lavoro contribuisce a delineare un frammento particolare all'interno del complesso panorama di suoni, rumori, brusii e silenzi di cui e' costituita la mostra. Il suono si frammenta, si moltiplica, appare nelle note della Traviata o nella presenza di un pianoforte, o nel colpo di vento che fa vibrare una bacchetta sul ramo di un albero. Le opere sono affiancate da testi poetici.
A cura di Giacinto Di Pietrantonio e Gwy Mandelinck
India Arte Oggi
dal 17/10/07 al 3/2/08
Milano
Spazio Oberdan
viale Vittorio Veneto 2
tutti i giorni 10-19.30, mar-gio fino alle 22, chiuso il lunedi
India Arte Oggi
L'arte contemporanea indiana tra contiuita' e trasformazione
a cura di Daniela Palazzoli
Questa mostra, promossa dalla Provincia di Milano in collaborazione con la Regione Lombardia e la Fondazione Antonio Mazzotta, cade in un momento cruciale di trasformazione della realtà economico-sociale dell'India.
INDIA ARTE OGGI: L'ARTE CONTEMPORANEA INDIANA FRA CONTINUITA' E TRASFORMAZIONE, che gode anche dell'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, approfitta quindi di questa opportunità storica per afferrare tempestivamente il quadro di un mondo dinamicissimo che sta cambiando, mentre e' ancora dotato della omogeneità di un Paese particolarmente ricco di personalità e di grandi tradizioni culturali, che si sono sviluppate in un relativo isolamento ed indipendenza.
Paesaggio Prossimo
dal 12/6/07 al 23/9/07
Spazio Oberdan
viale Vittorio Veneto 2
Milano
Paesaggio prossimo, la Provincia di Milano nello sguardo contemporaneo di 12 fotografi- e' un progetto nato nell'estate del 2006 dalla collaborazione tra la Provincia di Milano e Contrasto per raccontare il territorio in cui viviamo. Dodici fotografi italiani di fama internazionale e dodici testimoni illustri della Milano contemporanea descrivono la città e la sua provincia: dodici punti di vista per ripercorrere i luoghi e le situazioni che fanno Milano celebre e al centro delle tendenze, attraverso gli occhi di fotografi storici e contemporanei.
Franco Vaccari. Col tempo
a cura di Vittorio Fagone e Nicoletta Leonardi
La mostra, promossa dalla Provincia di Milano in collaborazione con l’Associazione a.titolo, e' una retrospettiva di Franco Vaccari che raccoglie una selezione delle esposizioni in tempo reale, delle installazioni, delle videoinstallazioni, dei film, dei video e dei libri realizzati dall’artista fra il 1965 e il 2007.
Spazio Oberdan
Wherever We Go - Ovunque andiamo. Arte, identità, culture in transito
dal 17/10/2006 al 28/01/2007
L'esposizione, a cura di Hou Hanru e Gabi Scardi, promossa dalla Provincia di Milano e realizzata in collaborazione con il Museo della Fotografia Contemporanea, raccoglie le opere di ventidue artisti di provenienza differente accomunati dal fatto di abitare in paesi diversi da quelli in cui sono nati e di aver sperimentato l'incontro con valori, visioni del mondo e sistemi di vita eterogenei, facendosi portatori di una cultura sfaccettata che integra punti di vista molteplici.
Progetto per "numero zero" (marzo-aprile 2006): Ecce Uomo (33+1 artisti contemporanei da collezioni private)
L’esposizione, curata da Gemma De Angelis Testa (Presidente di ACACIA) e Sergio Risaliti (Direttore di Quarter, Firenze), affronta il tema universale e senza tempo del dolore e della sua rappresentazione nelle opere degli artisti contemporanei: un progetto dedicato alla condizione umana oggi.
Con questa mostra, lo Spazio Oberdan accoglie opere di artisti affermati, ponendoli a confronto con quelle di giovani emergenti. Tutte le opere esposte provengono dalle collezioni private di ACACIA, associazione sorta su iniziativa di Gemma De Angelis Testa nel 2003, che ad oggi raccoglie un centinaio di soci.
L’iniziativa rientra nel progetto “inContemporanea. La rete per l’arte” con cui la Provincia di Milano intende promuovere l’arte contemporanea intesa come risorsa utile alla crescita del territorio, non solo dal punto di vista culturale ma anche sociale ed economico. Tra gli obiettivi sono, infatti, la valorizzazione delle realtà esistenti sul territorio e la diffusione di una cultura del contemporaneo.
Il titolo, “Ecce Uomo”, è stato scelto perchè richiama una riflessione sulla tradizione iconografica dell’Ecce Homo, valorizzando però l’accezione di attualità e contemporaneità delle opere scelte, senza per questo dissociarsi dalla potenza evocativa del significato originario. Il compito di mostrare il corpo dolorante degli uomini è affidato allo sguardo lucido dell’artista e alla sua capacità di cogliere e mettere in evidenza gli aspetti più schiaccianti della realtà.
La tematica é strettamente connessa al tempo biologico, al tempo interiore e non é solo la rappresentazione del dolore in senso didascalico, ma qualcosa di mentale, che ognuno ricollega alla propria relazione con la vita, alla propria linea d’ombra, della quale si fa portatore l’artista. Le collezioni private rappresentano un patrimonio di arte contemporanea importante, un museo privato diffuso, e a volte segreto, che conserva e tutela opere di eccezionale valore e significato. La funzione del collezionismo non si esaurisce nell’esercizio di un proprio gusto, non inizia e termina all’interno della propria dimensione privata e quando si apre all’esterno e si crea un gruppo filantropico vi si legge quella sensibilità al sociale che i francesi chiamano mission pubblique, una visione di più ampio respiro, che vede nell’impegno a fare promuovere e conservare cultura contemporanea una delle naturali deviazioni della propria storia personale.
I collezionisti di Acacia, che non a caso è nata a Milano, città di spirito europeo e di cultura illuministica, riunendosi in un’associazione senza finalità di lucro hanno maturato in sè il germe della condivisone con gli altri e del mecenatismo pubblico. La mostra raggruppa, dopo attenta e meditata selezione, circa sessanta opere di artisti contemporanei, portando alla luce un florilegio di capolavori, ma soprattutto un gruppo di opere significative che, nell’ambizione dei curatori, possono parlare all’uomo contemporaneo mettendolo di fronte al suo doppio esistenziale. Da sempre condannatosi a vivere facendo esperienza del male e della violenza, l’uomo non può che fare incondizionatamente l’esperienza più penosa e insopportabile: la morte di sé e dell’altro. Dolore supremo, che struttura sia biologicamente che culturalmente l’essere umano: se c’è l’uomo - potremmo dire - ecco la morte.
Molte opere d’arte esprimono questa soverchia vicinanza con l’angoscia, anche quando indugiano su fatti dolorosi, violenze, sofferenze, disagi, forme di depressione e malinconia, paure e spasmi, perfino sul massimo annichilimento dell’esistenza che è la riduzione dell’uomo, del suo corpo e della sua sessualità, a cosa, a scarto di cosa o a pura merce di scambio.
Così si spiega il perché di un titolo come “Ecce uomo” al posto dell’Ecce Homo. Perché semplicemente Dio è morto e l’uomo, almeno da un secolo, prova l’angoscia e ogni forma di violenza vivendo nichilisticamente l’oblio del divino. Da cui la sua solitudine di fronte al Male e alla Fine, alla pura violenza e all’abiezione, quando a nulla valgono le rassicuranti parole della scienza e della tecnica, le leggi del diritto e quelle della morale. “Ecce uomo” è allora non solo una mostra sull’angoscia e il dolore, ma anche un modo di interrogarsi sulla relazione tra eros ed ethos.
Frugando e scegliendo tra le centinaia di opere collezionate da un gruppo nutrito di amanti dell’arte contemporanea, può accadere di recuperare, tra tanti possibili, un soggetto forte. Tra tutti i temi possibili è stato scelto questo dell’umanità dolente, angosciata, sofferente, perché oggi l’arte può e deve parlare di nuovo al cuore della gente, ricucendo in modi non più disincantati e provocatori il suo rapporto con la vita e con la storia, con il divenire e l’assoluto. Ripescando una delle iconografie più note della Passione di Cristo e offrendone un aggiornamento iconologico, l’uomo di dolore oggi è l’uomo e basta. È umanità nuda e disarmata alla ricerca di qualcosa o qualcuno che la possa salvare dalla disumanizzazione. Ecco l’uomo allora che - se ha imparato presto a subire violenze, ingiustizie, persecuzioni, malattie, mutilazioni, soprusi, offese - eredita ontologicamente uno stato angoscioso soverchiante i sentimenti o le sensazioni quotidiane. Se ogni evento è un dramma in sé, l’uomo è il più tragico degli accadimenti.
In mostra, seguendo un allestimento poetico, concepito a gruppi tematici, per consonanze, suggestioni, contrappunti, quella che avanza dal fondo segreto del linguaggio artistico è una specie di via dolorosa. Laddove ogni tappa funziona come parte di una visione generale e come frammento compiuto.
La nuda vita dell’anima del mondo che si dispiega davanti a noi immensa, sovrumana, profonda come un grande mare immerso nella sua altissima quiete.
E’ sempre l’uomo solo, errante, vilipeso, esausto che patisce il semplice fatto di essere sulla terra e a questo dolore cerca risposte, vie d’uscita, rimedi e panacee.
“Ecce Uomo” raccoglie opere di Marina Abramovic, Vanessa Beecroft, Maurizio Cattelan, Roberto Cuoghi, Peter Fischli & David Weiss, Marlene Dumas, Carlos Garaicoa, Kendel Geers, Felix Gonzalez Torres, Mona Hatoum, Damien Hirst, Alfredo Jaar, Kcho, William Kentridge, Anselm Kiefer, Ingar Krauss, Marcello Maloberti, Margherita Manzelli, Shirin Neshat, Tony Oursler, Adrian Paci, Miguel Angel Rios, Pipilotti Rist, Michal Rovner, Andres Serrano, Hiroshi Sugimoto, Armando Testa, Marcella Vanzo, Francesco Vezzoli, Bill Viola, Sislej Xhafa, Mark Wallinger, Chen Zen.
In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo (edito da ELECTA) di circa cento pagine con foto a colori e b/n, con testi dei curatori, Gemma De Angelis Testa e Sergio Risaliti, affiancati ai testi di Carolin Corbetta e Edoardo Testori. Le schede di presentazione dei singoli artisti sono di Pietro Gaglianò. Progetto grafico della copertina di Pasquale Di Donato.
Informazioni al pubblico:
Spazio Oberdan
02 7740.6300/6302
www.provincia.milano.it/cultura
www.incontemporanea.it
Uffici stampa:
Provincia di Milano/Cultura
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