home         guida al sito     contatti     credits        





 
Geografie ridisegnate 


Intervista a Gabi Scardi, co-curatrice di Wherever We Go – Ovunque andiamo. Arte, identità, culture in transito, collettiva che inaugura il 16 ottobre allo Spazio Oberdan.


Francesca di Nardo - Il 16 ottobre inaugura allo Spazio Oberdan Wherever
We Go – Ovunque andiamo. Arte, identità, culture in transito
, mostra che
curi in collaborazione con Hou Hanru e che ha per tema il concetto di mobilità nella pratica degli artisti. Mobilità che in molti casi produce un mix culturale e geografico denso di senso e di diversità significative sia nei contenuti che nei mezzi espressivi.

Gabi Scardi – In questa mostra si parla delle nuove forme di vita e di identità nate dalla grande mobilità che è uno dei portati della globalizzazione, mobilità che è sempre esistita ma che ha subito negli ultimi decenni un aumento esponenziale. La questione della mobilità che emerge come fondamentale nelle opere degli artisti riguarda in realtà il mondo intero, il modo in cui il mondo sta cambiando.
Questi artisti tendono a pronunciarsi su ciò che avviene intorno a loro, e quindi anche sulla mobilità del mondo di oggi che è un dato di fatto che riguarda ognuno di noi: tutti, come turisti o come professionisti, abbiamo una crescente necessità di muoverci. Ma riguarda soprattutto i grandi fenomeni delle migrazioni spesso drammatiche, che oggi attraversano il mondo.
In mostra sono presenti artisti nati per lo più in posti diversi da quelli in cui vivono; artisti che portano con sè ancora molto viva l’esperienza dei luoghi, delle tradizioni e delle culture diverse che hanno attraversato. Da ogni fase, da ogni incontro questi artisti sono usciti rinnovati e arricchiti; ed ora con il loro stesso stile di vita negano l’idea dell’identità come qualcosa di stabile, di statico e di definito una volta per tutte e soprattutto come qualcosa che è legato ad un’origine geografica, territoriale o culturale precisa. Portano invece con sè il senso dell’identità come di qualcosa di molteplice, fatto di travasi, di innesti, di confronti, di scambi; qualcosa che si sviluppa continuamente nel corso della vita, che si modifica e si rinnova per via di esperienza. Lo stesso essere di questi artisti, così come la loro opera, risulta stratificato. Attraverso l’opera di questi artisti si esprimono dunque l’orientamento interculturale e la mobilità che caratterizzano molta parte della società e dell’arte attuale. Si esprimono anche i temi della dislocazione e della stratificazione culturale, della rappresentanza. Si esprime, fondamentalmente, l’idea di cultura come ambito dotato di vitalità, capace di assimilare ed integrare continuamente nella propria forma e nella propria tradizione espressiva elementi nuovi ed estranei.

FdN - Direi che è un’altra faccia della globalizzazione, che in questo caso, invece di presentarsi come fattore omologante si manifesta come diversità costruttiva e arricchimento.

GS - La globalizzazione è sicuramente qualcosa di molto contraddittorio, è fatta di uniformità da un lato, di diversità, di inclusione, di crescente mobilità dall’altro.

FdN - In questo modo presentando artisti di differente origine viene abbattuta la classificazione spesso anche un po’ ostica e non sempre particolarmente veritiera che definisce gli artisti in base alla loro origine geografica, come se nel sistema dell’arte contemporanea ciò possa rappresentare una classificazione con canoni prestabiliti all’interno dei quali sia possibile inserire e contestualizzare il lavoro di ogni un singolo artista.

GS - In questa mostra volutamente questo concetto viene scardinato.

FdN - Il tema della mobiltà è un tema cardine in questo momento, che riguarda gli artisti ma anche il pubblico, che con grande duttilità si deve spostare da un posto ad un altro. In fondo questo stare sempre in movimento non è solo una pratica di vita, ma diventa anche una pratica estetica.

GS – Certo. L’artista, del resto, tende ad essere ubiquo per eccellenza. E l’arte stessa consiste anzitutto nel rinunciare a qualsiasi definizione a priori e nel superare la norma per muoversi verso nuovi orizzonti, nell’individuare possibilità inespresse della realtà e nell’inventare continuamente nuove vie e nuove prospettive reali o metaforiche.

FdN - C’è un’autoreferenzialità nelle opere degli artisti riguardo queste loro esperienze di viaggio o anche di sradicamento?

GS – Sì, in alcuni casi questo aspetto del viaggio è esplicito. Per esempio Banu Cennetoglu espone un lavoro che è proprio una relazione di viaggio, Kristine Alskne presenta lavori che nascono dalle visioni che ha durante i suoi viaggi e movimenti spesso dall’aereo: il suo lavoro è una sorta di mappa di paesaggi sovrapposti visti dall’alto. Quindi in alcuni casi il tema è esplicito, in altri viene espresso in modo implicito. In tutti è assolutamente evidente, anche nella complessità dei linguaggi espressivi. Nella loro posizione culturale ubiqua avvertono consapevolmente la necessità di rinunciare a definizioni e paletti disciplinari e di far convivere visioni diverse del mondo e godono di una libertà che contribuisce alla ricchezza e alla stratificazione di significati
del loro lavoro.

FdN - La collaborazione con un curatore di fama internazionale come Hou Hanru è nata inserendosi nei progetti di rilancio dello Spazio Oberdan come punto di riferimento per il contemporaneo?

GS - Anche questa collaborazione è connaturata all’idea del contemporaneo
e questa rete di conoscenze è stimolante. Per quanto riguarda questa mostra in particolare, non è un caso che a curarla sia stato Hou Hanru una persona la cui storia corrisponde al tema della mostra. E’ stata una collaborazione molto feconda. Tra l’altro questa primavera la mostra raggiungerà San Francisco.

FdN - I prossimi progetti allo spazio Oberdan?

GS - La prossima mostra che si terrà in gennaio allo Spazio Oberdan ci riporterà in Italia e sarà dedicata a Franco Vaccari, un artista molto importante che è di riferimento per molti giovani e che ha davvero precorso i tempi per molti aspetti. Chi vedrà la mostra avrà modo di constatarlo.




  Ultimi video pubblicati:
Videointervista a Franco Vaccari Reporting System Daniela Benelli Gabi Scardi

Ultime immagini pubblicate:





Ultimi commenti pubblicati:
walter buetto (21-10-2007)
ben curato! esauriente! ottima presentaz...
rocco pellegrini (02-10-2007)
sul tema, un dialogo reale tra artista s...
FRANCO CORROCHER - ARTISTA (19-07-2007)
Ottima iniziativa ,complimenti, ...
    Provincia di Milano cultura     |     Appuntamenti Metropolitani     Network partner