di Daniela Benelli, Assessore alla cultura, culture e integrazione della Provincia di Milano
InContemporanea-la rete dell’arte è un progetto di lavoro per l’arte
contemporanea, nato dalla collaborazione tra l’istituzione, la Provincia
di Milano, e tutti coloro che a diverso titolo – associazioni, fondazioni,
scuole, gallerie – hanno come obiettivo la promozione e valorizzazione
del presente artistico.
Una rete, appunto, un “sistema”. La scommessa è il superamento di
quel senso di declino che ogni tanto affligge la nostra città, che pur
vanta eccellenze straordinarie nella sperimentazione artistica, spesso
tuttavia poco sostenute.
Sin dall’inizio, abbiamo scelto di puntare su un progetto per l’arte
contemporanea che guardasse al territorio e non al singolo evento. In
particolare, la sinergia con le Associazioni non profit nasce dall’intuizione
strategica di far dialogare tra loro realtà importanti che svolgono attività spesso
sussidiarie a quella delle pubbliche amministrazioni interessate alla relazione
con la città, ma ancora poco conosciute al più vasto pubblico. Molte si occupano
infatti di ricerca nell’arte contemporanea, un focus che è coerente con la nostra
idea: fare leva sul contemporaneo come risorsa sociale, oltre che culturale.
In particolare, numero due, realizzata in collaborazione con la Triennale di
Milano e il patrocinio dell’Accademia di Brera, testimonia delle potenzialità
e dell’ampiezza della rete.
Un network agile e intraprendente, inclusivo
e ricettivo delle realtà milanesi che fanno parte, ognuna con il proprio
bagaglio esperienziale, del circuito del contemporaneo sul nostro territorio.
Questa terza edizione, oltre a dare visibilità alle Associazioni e ai loro
progetti, è anche un momento di confronto nazionale e internazionale,
con realtà omologhe, artisti e curatori.
Quando InContemporanea ha cominciato il suo lavoro pionieristico, quattro anni fa, l’arte
contemporanea era argomento allora di nicchia sui giornali, sui media,
nel dibattito attorno alla cultura a Milano. Oggi le cose sono cambiate,
il contemporaneo artistico è di grande attualità, ma spesso solo per le
conseguenze di un mercato in ascesa e di eventi spettacolari.
L’impegno della Provincia di Milano privilegia tuttavia un lavoro stabile e
radicato sul territorio, convinti, come siamo, che l’arte contemporanea sia
destinata ad avere un ruolo di primissimo piano nella riqualificazione di
questa città. E che proprio attraverso la valorizzazione della cultura del
presente la metropoli milanese acquisterà un profilo nuovo, rinnovato, in
linea con molte altre capitali europee.
È il percorso che proponiamo ai visitatori.
Daniela Benelli maggio 2008
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Presentazione del numero zero di inContemporanea 22 marzo - 2 aprile 2006
Dare una scossa a Milano, provare a risvegliarla dal suo ritmo frenetico e distratto, restituire senso di appartenenza ai suoi cittadini, voglia di abitare la città e di difenderla, renderla più bella con l’aiuto di tutti, ma, soprattutto, promuovere le nuove energie, la creatività, l’innovazione. Assicurare un futuro alla Grande Milano investendo sui suoi giovani. Il motore di tutto questo può essere solo la cultura. E non esclusivamente quella del grande, tradizionale patrimonio storico del nostro Paese, ma anche la cultura del presente, che offre la comprensione e riflessione, attraverso la sensibilità artistica, delle problematiche e inquietudini dei nostri giorni.
Da questo punto di vista, Milano ha ancora molto da dire e offrire. In particolare, nell’arte contemporanea la città vanta un’eccellenza di cui non sembra consapevole. Milano conta il maggior numero di gallerie di arte contemporanea, le fondazioni più interessanti, un numero importante di associazioni culturali per la promozione dell’arte giovane, accademie, scuole pubbliche e private di prestigio, il collezionismo più attento, una comunità artistica giovane proveniente da ogni nazione, un’editoria di fama.
È da qui che sono partita, dal riconoscimento, che equivale ad una riscoperta, della ricchezza e vitalità creativa, economica e progettuale del territorio. Il mio impegno è stato ispirato da un sogno di città e per la città. Credo infatti che sia sulla valorizzazione di questo humus che si deve fondare la visione strategica del futuro in cui, al di là degli schieramenti politici, devono aver voce tutti coloro che hanno a cuore il destino di Milano e dei giovani.
Dobbiamo, possiamo tutti rimboccarci le maniche.
Le realtà isolate restano deboli e con poco peso. Solo creando una rete tra tutti gli attori del contemporaneo, pubblici e privati, singoli o associati, possiamo valorizzare l’esistente, potenziarlo mettendo in comune risorse, far sì che abbia un’incidenza sulla vita sociale ed economica, che investa di senso la città, che diventi “bene pubblico” e strumento di riqualificazione della grande Milano.
Non è questo un compito che si attua in breve tempo né che può essere demandato alla singola istituzione pubblica.
Si tratta di una politica dai tempi lunghi: richiede dialogo costante, fatica, lavoro comune, investimenti, fiducia, promozione capillare e divulgazione “alta”. Non è una costruzione di eventi né un investimento sul best-seller: non produce grandi numeri, folle in attesa all’ingresso delle mostre, non attrae grandi capitali, ma è l’unico modo per lavorare seriamente e per il domani. Questo vuole essere e sarà inContemporanea. La rete dell’arte, un sistema che ambisce a generare modi di lavorare diversi, improntati alla contaminazione anziché alla separazione, al coinvolgimento dei protagonisti e degli imprenditori così come alla diffusione e comprensione del visuale contemporaneo presso i suoi cittadini.
La Provincia di Milano promuove e partecipa fattivamente a questa rete con le mostre a Spazio Oberdan, con l’istituzione di borse di studio per i giovani artisti per residenze all’estero, con la realizzazione di un’opera d’arte pubblica, con l’istituzione di un info-point on line e, in prospettiva, di uno spazio dedicato al contemporaneo all’Oberdan, con la promozione di cicli di incontri sulle tecniche della contemporaneità artistica, oltre che offrendo il proprio sostegno alle iniziative culturali più interessanti.
Pur non volendo promuovere “l’evento”, volevamo un momento di visibilità corale, pubblica per questa rete. L’abbiamo chiamato inContemporanea, numero zero : dieci giorni a ridosso di MiArt, la fiera di Arte Moderna e Contemporanea, per dare rilievo a ciò che c’è sempre, trecentosessantacinque giorni l’anno. Dieci giorni per puntare i riflettori su nicchie culturali trainanti della nostra città, per presentare alcuni dei protagonisti che hanno aderito al nostro appello, per fornire occasioni di partecipazione “facile” ai cittadini.
numero zero con tutti i possibili limiti, ingenuità ed errori è la prima trama di un tessuto di nodi la cui crescita è indispensabile per un riscatto culturale della città.
Gli esempi di altre città, anche italiane, quali Torino e Genova, ci confortano in questo senso.
La mia speranza e augurio è che la rete cresca, anche autonomamente, e che sopravviva ai politici e alle amministrazioni che l’hanno generata, che istituisca un modo milanese (nel senso della migliore tradizione di aperto, concreto e internazionale) di affrontare le crisi, le recessioni, la disaffezione per la propria città: una volontà di affermare la cultura come motore dell’economia e del vivere sociale e civile, sganciandola da ogni funzione decorativa, rifinitura elegante ed effimera. Un ruolo ancillare della cultura che per troppo tempo ha penalizzato il nostro Paese.