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Conferenze CECAC 


Fondazione Antonio Ratti
Provincia di Milano
Rappresentanza a Milano della Commissione europea
in collaborazione con Goethe-Institut Mailand

presentano

CECAC - CORSO EUROPEO PER CURATORI DI ARTE CONTEMPORANEA
III edizione

Visiting Professor Ulrich Loock

date del corso: 1 – 10 ottobre 2009, Milano

La Provincia di Milano, la Fondazione Antonio Ratti di Como, la Rappresentanza a Milano della Commissione europea, in collaborazione con il Goethe-Institut Mailand e il supporto di EUNIC/European Union National Institutes for Culture – Milano, promuovono la terza edizione del Corso Europeo per Curatori di Arte Contemporanea/CECAC, che si terrà a Milano dall’1 al 10 ottobre 2009. Il corso, a cura di Roberto Pinto e Gabi Scardi, offre la possibilità a 19 giovani curatori, selezionati attraverso un bando di concorso e provenienti dai Paesi dell’Unione europea, di lavorare a fianco di un Visiting Professor di fama internazionale - che per questa terza edizione sarà il tedesco Ulrich Loock, vice-direttore del Museu Serralves di Porto. I partecipanti al Corso avranno inoltre la possibilità di confrontarsi con un grande artista come Pedro Cabrita Reis, designato Visiting Artist per questa III edizione.

Gli studenti selezionati sono: Fiona Boundy (UK), Viviana Checchia (Italia), Lucie Drdová (Repubblica Ceca), Ciara Ennis (UK), Petra Hanáková (Slovacchia), Katarzyna Jagodzińska (Polonia), Karin Jaschke (Austria), Yana Kostova (Bulgaria), Rosa Lleó (Spagna), Margarida Mendes (Portogallo), Zane Onckule (Lettonia), Camille Pène (Francia), Ionela-Magdalena Predescu (Romania), Lorena Tadorni (Italia), Adrien Török (Ungheria), Sevie Tsampalla (Grecia), Anne-Mette Villumsen (Danimarca), Anna-Lena Wenzel (Germania), Nadine Zeidler (Germania).

Nell’Anno europeo della creatività e dell’innovazione, il corso rappresenta un’occasione per attivare una rete di relazioni tra giovani operatori dei Paesi europei. L’insegnamento, della durata di dieci giorni, ha un’articolazione seminariale e si caratterizza di anno in anno secondo il programma proposto dal Visiting Professor. Durante il corso ci si concentrerà sulle modalità di realizzazione di una grande mostra collettiva, affrontando il caso specifico di una mostra internazionale sugli anni Ottanta. I partecipanti saranno chiamati a discutere e progettare la mostra in tutti i suoi aspetti: temi, obiettivi, aderenza storica, scelta degli artisti/opere/interventi, metodologie museologiche, installazione, pubblicazione, etc. Attraverso il confronto tra i diversi e forse contrastanti modelli realizzativi proposti dai partecipanti, si affronteranno le questioni fondamentali riguardanti le funzioni e la mission di un museo di arte contemporanea e di una mostra storica. Per approfondire ulteriormente questi aspetti, il corso prevede una ricognizione dei diversi modelli di realizzazione di mostre dagli anni Sessanta in avanti. Ai partecipanti sarà richiesto di effettuare una ricerca preliminare al corso.

Il programma prevede due conferenze aperte al pubblico presso lo Spazio Oberdan: la prima di Ulrich Loock (3 ottobre, ore 11, Spazio Oberdan) dal titolo Critica della curatela e la seconda, il 6 ottobre alle ore 18, dal titolo In conversazione con Pedro Cabrita Reis, un colloquio col Visiting Artist di quest’anno.

Ulrich Loock (1953, Brunswick, Germania) dal 1985 al 1997 ha diretto la Kunsthalle di Berna, organizzando mostre incentrate sul retaggio e la revisione critica dell’Institutional Critique. Reinhard Mucha, Thomas Schütte, Thomas Struth, Marlene Dumas, Bethan Huws, Franz West, Jean-Marc Bustamante, Christopher Wool, Robert Gober sono solo alcuni degli artisti che, all’inizio della loro carriera, hanno esposto a Berna. Dal 1997 al 2001, in veste di Direttore del Museo di Arte di Lucerna, Ulrich Loock ha lavorato sulla possibilità di adattare alle strutture di un museo una pratica curatoriale vicina al lavoro degli artisti. La mostra di apertura del nuovo Museo d’Arte di Lucerna nel 2000, Mixing Memory and Desire, affrontava questioni di identità. Dal 2003 Ulrich Loock è vice direttore del Museu Serralves di Porto. Qui ha realizzato una serie di mostre personali e collettive con artisti come David Goldblatt, Erik van Lieshout, Tatjana Doll, Robert Grosvenor, Wilhelm Sasnal, Eberhard Havekost, Johanns Kahrs, e altri. Nel 2007 ha realizzato una grande mostra intitolata The 80s. A Topology. Ulrich Loock è inoltre autore di svariati testi sugli artisti con cui ha lavorato e ha insegnato presso numerose istituzioni.

Pedro Cabrita Reis è nato a Lisbona nel 1956, dove tuttora vive e lavora. Avendo ricevuto un ampio riconoscimento internazionale, il suo lavoro è cruciale per la comprensione di un nuovo modello in scultura che si è sviluppato dalla metà degli anni '80. Il suo complesso corpo d'opere è segnato da un discorso filosofico e poetico estremamente individuale, e comprende una eterogeneità nell'uso dei media: pittura, scultura, fotografia ed installazioni site-specific composte di oggetti trovati e realizzati a mano. Usando materiali semplici, Pedro Cabrita Reis ricicla, attraverso processi costruttivi, memorie quasi anonime di gesti primordiali e azioni che ripetiamo quotidianamente. Il suo lavoro pone in questione spazio, architettura e memoria, con un suggestivo potere di associazione che va oltre il visuale, verso un livello metaforico. La complessa diversità dei lavori teorici e formali propostici da Pedro Cabrita Reis parte da una riflessione antropologica in totale opposizione al riduzionismo di un discorso sociologico. Infatti il lavoro di Pedro Cabrita Reis è basato su silenzi e domande. Há partecipato a molte ed importanti mostre internazionali. Tra queste, il suo lavoro è stato esposto a Documenta XI, Kassel 1992, alla 22° e 24° Biennale di San Paolo, rispettivamente nel 1994 e 1998, ad Aperto alla Biennale di Venezia, nel 1997. Nel 2003 há rappresentato il Portogallo alla Biennale di Venezia. Da allora il suo lavoro è stato presentato in molte mostremcome Sometimes one can see the clouds passing by, Kunsthalle Berna, 2004, Stillness, Camden Arts Centre, Londra, 2004, True Gardens #3 (Dijon), FRAC Borgogna, Digione, 2005, Pedro Cabrita Reis, Museo d'Arte Contemporanea Roma, 2006, La ciudad de adentro, OPA, Guadalajara, 2007, True Gardens #6, Kunsthaus Graz, 2008, Pedro Cabrita Reis, Fondazione Merz, Torino, 2008, La Línea del Volcán, Museo Tamayo, Città del Messico, 2009, and Xe Biennale di Lione - The Spectacle of the Everyday, Lione, 2009.



Coordinate:
Corso Europeo per Curatori di Arte Contemporanea (CECAC) – III edizione
a cura di: Roberto Pinto e Gabi Scardi
date del corso: 1 – 10 ottobre 2009, Milano
il bando è stato chiuso il 10 luglio 2009

Appuntamenti aperti al pubblico
(Spazio Oberdan - Viale Vittorio Veneto 2, Milano):
- 3 ottobre, ore 11.00
Critica della curatela
Ulrich Loock, Visiting Professor
- 6 ottobre, ore 18.00
In conversazione con Pedro Cabrita Reis
Pedro Cabrita Reis, Visiting Artist

Il Corso Europeo per Curatori di Arte Contemporanea è organizzato in collaborazione con: Accademia d’Ungheria in Roma, Ambasciata della Repubblica di Lettonia, Ambasciata d’Irlanda, Centre culturel français de Milan, Consolato generale dei Paesi Bassi, Consolato generale della Repubblica di Polonia, Dena Foundation for Contemporary Art, Forum Austriaco di cultura, Instituto Camões di Lisbona, Istituto Slovacco.

Informazioni
Fondazione Antonio Ratti + 39 031 233111 www.fondazioneratti.org
Provincia di Milano +39 02 77406341 www.provincia.milano.it/cultura



Uffici stampa
Fondazione Antonio Ratti
Teresa Saibene e Angela Maderna
+39 031233211, ufficiostampa@fondazioneratti.org
Provincia di Milano/Cultura
+39 02 774063.58/59/88
p.merisio@provincia.milano.it,
m.piccardi@provincia.milano.it







 
Las Americas Latinas 


“LAS AMERICAS LATINAS. Las fatigas del querer”
mostra d'arte contemporanea latinoamericana
dal 21 maggio al 4 ottobre 2009
Spazio Oberdan - Milano

promossa e organizzata dalla Provincia di Milano in collaborazione con Adac/Associazione Diffusione Arte Cultura di Modena
Curata da Philippe Daverio con Elena Agudio e Jean Blanchaert

L’arte contemporanea latinoamericana è una delle più interessanti realtà del panorama artistico internazionale: la difficile situazione politico-economica del Continente Sud-americano ha generato pulsioni e passioni artistiche estremamente dense. Per lo più si tratta di un’arte politica, di ribellione e di rivoluzione. Un’arte forte, come ancora rimane forte in America Latina la memoria della conquista e dell’evangelizzazione europea, e violenta come violente furono le sanguinarie usanze dei popoli indigeni precolombiani. Un’arte contemporanea tendenzialmente barocca, figlia di una mentalità complessa e di una cultura di osmosi: quella tra le tradizioni indigene e quelle occidentali-europee.

Durante il lavoro di ricerca sono emersi alcuni temi stabili attorno ai quali si coagulano energie molto precise di artisti con provenienze disparate. L’indagine sulla natura, l’attenzione alla mutazione dei popoli, il rapporto con la vita, con la morte, con il sangue. Essi si declinano dall’intellettualità alla passionalità, dall’istintività ad una ipotesi di razionalità, in modo ben diverso tra un luogo e l’altro del continente. La stessa evoluzione dei rapporti fra popoli preesistenti e immigrati di varie origini, europee e interamericane, la mescolanza e talvolta il conflitto tra religioni, cosmogonie e evangelizzazioni portano a nodi problematici paralleli ma non necessariamente similari.
Parlare di un’arte latinoamericana come di un’unità generale coerente e specifica appare però come una semplificazione. E’ difficile parlare di un’arte pan-latino-americana, se non forzando un po’ le cose: poco ha a che vedere il Cile con Panama, come quasi nulla ha a che fare il Brasile con il Messico o un argentino con un boliviano.

La mostra “Las Americas Latinas. Las fatigas del querer” infatti, come recita il titolo stesso (“Americhe Latine”), offre un panorama multiplo, diversificato e complesso, come è quello della realtà politica economica sociale e creativa del continente sudamericano. Non un’interpretazione univoca e definitiva, bensì spunti poetici per avvicinarsi alla comprensione di un paese così lontano e così vicino a noi. Una mostra che lascia aperto l’enigma e si limita solo ad essere una documentazione delle più significative correnti e qualità artistiche. Un ritratto variegato che, con la presenza sia di Maestri ormai defunti sia di artisti dell’ultima generazione, sarà una narrazione personale di Philippe Daverio sulla sua percezione dell’America Latina.

La mostra ha per contenuto le evoluzioni delle arti figurative dell’America Latina nella contemporaneità ed è basata su alcuni nuclei tematici “chiave” (sangue, morte, anima, natura, città), che saranno anche declinati e ripercorsi, allo Spazio Oberdan, attraverso contributi di autori e incontri rappresentativi della letteratura latino-americana.

Si passa dalla truculenta crudezza delle opere della cubana Tania Bruguera alla sottile spietatezza delle opere dell’argentina Nicola Costantino, senza trascurare le impressionanti visioni sanguinose della brasiliana Adriana Varejão. Dalle installazioni filamentose di Ernesto Neto, alle performance (fotografate) di Ana Mendieta, alle ispirazioni folli di Arthur Bispo do Rosario, fino a Beatriz Milhares, Vik Muniz, al fotografo guatemalteco Louis Gonzales Palma, ai giovani cubani Los Carpinteros, Ivan Capote, al cileno Demian Schopf, al brasiliano Josè Rufino, per citarne alcuni. Non mancano artisti poco frequentati dal mercato.
L’artista argentina Alejandra Mettler nei mesi precedenti all’apertura della mostra ha lavorato con le donne indigene di Salta – una provincia al nord-est dell’Argentina, ai piedi delle Ande – per la produzione di un’enorme bandiera latinoamericana. L’opera rientra nel progetto comunitario Banderas Unidas, e per lo Spazio Oberdan è coordinata da Jean Blanchaert.

Catalogo edito da Gabriele Mazzotta

Sempre allo Spazio Oberdan, accanto alla parte espositiva, sono previsti una sezione letteraria e un programma di film e incontri con registi e autori.

Nei mesi di maggio e settembre si potranno incontrare e ascoltare alcuni dei piu' importanti rappresentanti letterari del Nuovo Mondo: dall'argentino Alberto Manguel al cileno Luis Sepúlveda, dall'ispano-messicano Paco Ignacio Taibo II al cubano Leonardo Padura Fuentes, al colombiano Hector Abad, all'argentina Elsa Osorio. La rassegna e' coordinata da Paolo Collo, esperto e editor di letteratura ispano-americana e lusitana, e viene proposta in collaborazione con l'Istituto Cervantes di Milano.
Il focus sarà proprio arte e letteratura, un connubio che nelle Americhe e' riuscito a intersecarsi e a influenzarsi reciprocamente, che ha creato stili e modi di scrivere e di creare tra i piu' originali. Ben al di là, quindi, dell'immagine ormai un po' frusta della letteratura di quel Continente, che non e' solo Borges e Cent'anni di solitudine, realismo magico e tango, ma molto di piu'.

Primo incontro martedi' 19 maggio, ore 18, con lo scrittore Alberto Manguel. Ingresso libero.

La rassegna cinematografica, organizzata in collaborazione con la Fondazione Cineteca Italiana, prende invece il via a giugno. Programma in via di definizione.

Informazioni al pubblico:
-Spazio Oberdan, tel. 02 774063.02/41
-Biglietteria (Ticket One), tel. 02 774063.00

Uffici stampa:
- Provincia di Milano/Cultura, tel.02774063.58/59/88
p.merisio@provincia.milano.it; m.piccardi@provincia.milano.it

- Edizioni Gabriele Mazzotta/Alessandra Pozzi, tel. 02.878380
ufficiostampa@mazzotta.it

Inaugurazione: mercoledi' 20 maggio, ore 18.00 - vernice stampa ore 11.30

Spazio Oberdan
viale Vittorio Veneto 2, Milano
orari: tutti i giorni 10-19.30, martedi' e giovedi' fino alle 22, chiuso il lunedi'
biglietto: intero -4,00, ridotto -2,50; gruppi scolastici -1,50
ingresso libero il primo martedi' di ogni mese









 
NOI SIAMO QUI 


NOI SIAMO QUI
inContemporanea 2009
Numero TRE
8 - 9 - 10 maggio 2009
Palazzo della Triennale, Milano

IL CALENDARIO DI NOI SIAMO QUI

Venerdì 8 maggio

• 11.00/18.00 - Sala Lab
Paesaggi straordinari 01 - Convegno organizzato dal Master Paesaggi Straordinari del Politecnico di Milano e NABA Nuova Accademia di Belle Arti Milano, a cura di Gabi Scardi, Elisabetta Bianchessi, Paolo Mestriner. Intervengono Marti Peran, Alberto Massa Saluzzo, Lara Almarcegui, Franco Zagari, Raffaella Spagna, Claudio Longo.

• 18.30/20.00 - Sala Lab
Diventare curatori - Incontro organizzato dal CECAC - Corso Europeo per Curatori d’Arte Contemporanea. Intervengono Roberto Pinto e Gabi Scardi. Presentazione della pubblicazione legata al corso 2008 intitolata “Time at Work”, edizioni Postmedia books.

• 12.00 e 18.00 - Curva
Reporting System: Stanze in luogo di - Performance teatrale


Sabato 9 maggio

• 11.00/13.00 - Sala Lab
Careof Meris Angioletti. Il paradigma indiziario - Workshop

• 11.00/17.00 - Giardino
Wurmkos Wurmkosparole – laboratorio aperto con Franco Mazzucchelli

• 12.00 e 18.00 - Curva
Reporting System: Stanze in luogo di - Performance teatrale

• 14.00/15.00 - Sala Lab
O’ lecture con Christina Kubisch

• 15.00/ 19.00 - Sala Lab
AR.RI.VI. Il territorio conteso – Convegno. Intervengono: Pierluigi Cervellati, Ugo La Pietra, Roberto Prina, Marco Romano e Gabi Scardi.

• 16.00/17.00 - Castello Sforzesco
Careof visita ai sotterranei del Castello
(Solo su prenotazione. Per informazioni: Careof, tel. 02 3315800)


Domenica 10 maggio

• 11.00/14.00 - Sala Lab
Città d’Arte - Workshop per le scuole ideato in collaborazione con Assab One e l’artista Enzo Umbaca: un percorso didattico pilota, promosso dalla Provincia di Milano e curato da Francesca Zocchi con Anna Pirolli e Martina Nessi.

• 12.00 e 18.00 - Curva
Reporting System: Stanze in luogo di - Performance teatrale

• 16.00/18.00 – Curva e altri spazi della Triennale
Assab One: L’idioma di Modesto di Pierluigi Calignano – Performance musicale itinerante con l’Orchestra di via Padova


Lunedì 11 maggio

• 15.00 Partenza dalla Triennale di Milano
La compositrice Christina Kubisch accompagnerà il pubblico in una Electrical Walk - Passeggiata Elettrica. (Solo su prenotazione. Per informazioni: O’ tel. 02 66823357)


I PROGETTI DELLE ASSOCIAZIONI

aMAZElab
Giardini Mobili
Lois & Franziska Weinberger. A cura di Claudia Zanfi. In collaborazione con: Giardino degli Aromi, Paolo Pini + Geboing + VerdiSegni, Milano; “Archivio del Verde” di Lois & Franziska Weinberger, Vienna.

aMAZElab propone un progetto dedicato a Lois & Franziska Weinberger (Vienna), interessati al verde urbano, al territorio e alla sostenibilita’. GIARDINI MOBILI e’ il primo progetto di arte pubblica realizzato dai due artisti in Italia. Presso la Triennale di Milano sara’ visibile una rilevante esposizione di “giardini mobili”; un’opera inedita realizzata appositamente per l’occasione da Lois Weinberger; e per la prima volta la proiezione del video “Datura Stramonium”.


AR.RI.VI
Citta’ studi dall'alto e dal basso

Città studi da qualche tempo sembra diventata un campo di battaglia, ove da un lato si aprono o si intendono aprire numerosissimi cantieri, dall'altro si sono moltiplicati i Comitati di residenti che ad essi si oppongono. Su queste tematiche l'associazione ARRIVI propone un dibattito, una installazione documentativa, un video, ed un'opera di Ugo La Pietra, artista ed architetto.


Assab One
Via Padova 2009

Continua il progetto di indagine sul territorio di Cimiano/Via Padova iniziato lo scorso anno con Marcello Maloberti, che passa ora il testimone e invita altri artisti a posare il loro sguardo sul quartiere: Pierluigi Calignano, Alessandra Spranzi ed Enzo Umbaca. Partendo dagli elementi che il territorio offre, gli artisti svilupperanno un percorso peculiare, coerente con la loro poetica. Il progetto e’ intenzionalmente aperto e indefinito e saranno proprio il percorso e le relazioni che ciascuno degli artisti stabilira’ con il territorio e i suoi abitanti a delinearne i contorni e a dettarne le modalita’ espressive.


Careof
RITRATTI. PERCORSI VIDEO A MILANO #3
Meris Angioletti. Paradigma indiziario

A cura di Chiara Agnello
Realizzato in collaborazione con la Provincia di Milano e il contributo della Fondazione Cariplo.

Careof presenta la terza tappa di Ritratti. Percorsi Video a Milano, un progetto pluriennale di produzioni video sulla Citta’ di Milano commissionate ad artisti italiani e internazionali.
Invitata a creare un’opera video per questa terza edizione, Meris Angioletti ha concentrato la sua attenzione sulla Milano sotterranea.
Cripte, pozzi, cunicoli e canali costituiscono una Milano sconosciuta: dai celebri e sconfinati sotterranei del Castello Sforzesco, ai piu’ moderni bunker di via mecenate, ai ricoveri antiaerei di via Adriano e della Stazione Centrale, passando per catacombe e passaggi segreti. Una Milano inedita, segreta, densa di misteri.


Connecting Cultures
Emisfero Sud. Un vuoto di memoria da coltivare insieme
100 passi fra riso e cemento

Un progetto di Stalker/On

“Quanti sanno che a Milano si produce riso in quantità sufficiente per circa 1.000.000 di piatti al giorno”
I 46.000 ettari di quello che viene chiamato Parco Agricolo Sud sono un vero e proprio organo vivente per la città, una risorsa importante quanto sconosciuta proprio alle porte di Milano.
Portare in Triennale “tanto riso da nutrire la città” è un modo per “immaginare”, per visualizzare questa risorsa, per iniziare a riflettere sul territorio e sul futuro dell’intera regione metropolitana.


Isola Art Center
Isola Multipla

Isola Multipla e’ una serie di video presentati simultaneamente: voci, sguardi e riflessioni di chi ha vissuto o conosciuto le vicende artistiche, sociali e politiche del quartiere Isola da dentro e da fuori. Il conflitto tra societa’ immobiliari, autorita’ politiche e abitanti continua: non e’ accettata la politica di distruzione dei luoghi e di speculazione immobiliare ai danni del quartiere. Isola Art Center lavora dal 2001 al fianco degli abitanti perche’ l’arte in una citta’ non e’ solo marketing urbano. I video saranno presentati anche nel quartiere Isola durante il weekend del 23/24 maggio.


O’
Electrical Walks - Passeggiate Elettriche di Christina Kubisch

Christina Kubisch, artista e compositrice tedesca realizza una delle tappe di Electrical Walks - Passeggiate Elettriche, progetto itinerante in corso dal 2004, realizzato gia’ in 19 citta’ sparse per il mondo.
Electrical Walks/Passeggiate Elettriche sono un invito ad un particolare ‘andare a zonzo’ per la citta’. Kubisch ha progettato e prodotto delle cuffie sofisticatissime capaci di percepire e amplificare l’acustica di correnti elettriche soprassuolo e sottosuolo e con la mappa dell’itinerario ideato dall’artista, si individueranno punti di particolare interesse che il visitatore potra’ sperimentare da solo oppure in gruppo. Durante il percorso, la struttura visiva si trasforma in materia sonora. Nasce cosi’ una composizione che apre la possibilita’ di un missaggio tra un flusso e un altro, provocata dal libero movimento dell'ascoltatore nei suoi diversi percorsi.
Le cuffie e le mappe per le Passeggiate Elettriche si potranno ritirare (e poi riconsegnare!) presso la Triennale dal 6 al 12 maggio, dalle 11.00 alle 18.00


Reporting System
Stanze in luogo di

Stanze in luogo di e’ un progetto di public art che si ispira a processi partecipativi e alla creazione di piattaforme di dibattito. Focalizza l'attenzione sulla percezione dell'insicurezza e sulla costruzione dei suoi scenari, partendo da due ambiti di riflessione: l'incidenza a livello locale delle problematiche globali e l'analisi del linguaggio dei media. Lo scopo e’ di attivare una macchina culturale capace di offrire piu’ livelli di lettura dei fenomeni in questione, soffermandosi sullo scarto che spesso esiste tra la realta’ e la sua rappresentazione nel linguaggio mediatico e di invogliare il pubblico ad una percezione diversa e meno passiva di notizie e immagini.


freeUnDo
Chinatown Temporary Art Museum
Un progetto di associazione freeundo e Steve Piccolo

La storia insegna che i quartieri multietnici nelle città occidentali sono spesso stati crogioli di culture e luoghi di sviluppo delle arti. Perché questo non succede anche a Milano? Artisti e creativi che vivono nella Chinatown milanese hanno deciso di scoprirlo, cercando modi di interagire con i cinesi e stimolare scambi di vedute. Nasce così un programma di azioni e interventi temporanei che si svilupperà nel mese di aprile nelle strade del quartiere.


Uovo
ZAPRUDERfilmmakersgroup
Pletora. Il Dono
Film anaglifo
HD col e B/N, 21', 2008

Pletora. Il Dono è un film stereoscopico, un’immersione nell’immagine, un eccesso di volumi. Un invito a spalancare gli occhi. Un progetto installativo in 3D di Zapruderfilmmakersgroup che invita lo spettatore a una visione immersiva e totalizzante.


Viafarini
Finche’ morte non ci separi
A cura di Milovan Farronato

Viafarini propone due progetti di altrettanti artisti che focalizzano la loro attenzione sul contesto urbano in cui opera l’associazione. Il mostro di Castelvecchio di Anna Galtarossa e’ un gigantesco mostro che si sposta con il suo carico di materia sognante e sfavillante all’interno del quartiere Sarpi.


Comitato per la Fondazione Wurmkos
Wurmkosparole

Wurmkosparole a partire dalla scrittura, che negli anni ricorre in vario modo nell’opera del gruppo, il progetto si svolge coinvolgendo vari attori. L’opera che verra’ presentata in Triennale e’ l’esito di laboratori nelle scuole di Sesto San Giovanni e di Milano, laboratori “clandestini” e installazioni nelle piazze a Sesto San Giovanni. Partecipano al progetto Gaetano delli Santi, poeta e Franco Mazzucchelli artista visivo.



Comunicato stampa NOI SIAMO QUI
Calendario NOI SIAMO QUI






 
ivan. Poesia Viva 


ivan “Poesia viva”
mostra a cura di Jacopo Perfetti
prodotta da Art Kitchen
promossa da Provincia di Milano
Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, Milano
dal 13 febbraio al 15 marzo 2009
orari: dalle 10.00 alle 19.30 (martedì e giovedì fino alle 22.00), chiusura il lunedì
ingresso libero
sono previste visite guidate con l’artista
catalogo: Skira

inaugurazione: giovedì 12 febbraio ore 18.00, vernice stampa ore 11.30


Art Kitchen, in collaborazione con la Provincia di Milano, presenta, per la primavera 2009 dell’arte milanese, “Poesia viva”, mostra-evento di ivan, artista ed agitatore culturale discusso ed apprezzato, protagonista di punta del crescente movimento street art italiano e fondatore del movimento della poesia di strada.
Dopo aver trasformato le strade di tutto il mondo in pagine bianche per le sue poesie, ivan propone una mostra personale unica nel suo genere, che intreccia arte di strada e assalto, poesia, pittura e scultura, musica e multimedialità, nel racconto del cammino artistico dirompente del poetartista, tra le strade e le genti del mondo. E’ proprio dal concetto di strada, dal suo intendersi come luogo di socialità e confronto collettivo, dalla sua centralità per ’esperienza artistica e culturale di ivan che nasce il corpo dell’esposizione la quale, sotto la curatela di Jacopo Perfetti, crea un’unica grande esperienza poetica per la prima volta in “mostra”.
La mostra raccoglie al suo interno dieci scaglie poetiche che dalla strada trovano la propria declinazione artistica all’interno dello spazio espositivo per raccontare mondi e emozioni del vivere quotidiano. Dai pozzi d’anime di Haiti all’indipendenza zapatista, dalle pagine bianche che racchiudono poesie al futuro che non è più quello di una volta, l’artista accompagna lo spettatore in un lungo viaggio attraverso un percorso narrativo d’impatto artistico e poetico.
All’interno della mostra, ivan si confronta con molteplici supporti, dalle tele di grandi dimensioni, alle performance, dalle video-installazioni alle sculture, disciogliendo la poesia oltre i più comuni ambiti di fruizione.

Tra le opere proposte all’interno della mostra: “Il Futuro non è più quello di una volta” (installazione) - “Il poeta sei tu che leggi” (installazione) - “Chi pesta i piedi fa tamburo del mondo” (video installazione interattiva) - “Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo” (scultura) - “Una pagina bianca è una poesia nascosta” (installazione) - “Diverso è solo un altro modo di dire noi” (lightbox) - “Ognuno merita il regime che supporta (Immensa Mexico)” (videoinstallazione) - “Si scrive potere, si pronuncia sfruttamento (Pozzo d’anime ad Haiti)” (installazione interattiva) - “L’ordine è un disordine con scarsa fantasia” (installazione).

La mostra si inserisce nel progetto “Cinque Pezzi Facili”, rassegna di arte contemporanea che raccoglie al suo interno cinque personali di cinque artisti emergenti italiani appartenenti a diverse correnti artistiche con una comune matrice street e che vedrà il suo sviluppo nell’arco di tre anni (2009/2010/2011).

Artista e poeta, ivan nasce il 12 maggio 1981 nel quartiere della Barona, alla periferia sud di Milano. Studente della Facoltà di Sociologia in Bicocca, da sempre attento all’arte e alla società, fonda nel 2002 un laboratorio studentesco finalizzato ad una ricerca didattica sperimentale, promuove una rete di collettivi universitari e collabora come redattore per il quotidiano on line PeaceReporter e come dj per la Postumia Vibes. Dall'estate 2003 assalta la strada a colpi di poesia, dipingendo e affiggendo per le vie di Milano alcune tra le sue poesie che presto raccolgono l’attenzione di cittadini, quotidiani e addetti ai lavori. Ad oggi ivan è considerato il riferimento principale per il neonato movimento della Poesia di Strada, “agire poesia” che propone e promuove nuove tecniche e contenuti d'una poetica che spezza il confine elitario della poesia e che si diffonde liberamente in piazza, nelle strade, tra la gente.
Dal suo soggiorno, nel dicembre 2003, in diverse comunità ribelli e zapatiste del Chiapas, nasce “Immensa Mexico”, reading poetico visuale alla sua sesta replica, nel quale poesia, racconto e immagini si intrecciano e s'accompagnano. Nell'ottobre del 2006 è invitato da alcuni dei maggiori poeti italiani contemporanei a presentare il proprio “Assalto Poetico” alla Casa della Poesia di Milano. Nel marzo 2007 è tra i protagonisti ed organizzatori di “Street Art Sweet Art” nel giugno dello stesso anno è invitato, come unica rappresentanza per l'Italia, al XII Festival Internazionale della Poesia dell'Avana, Cuba. Negli ultimi due anni è stato invitato ad esporre al Mart di Rovereto, al Padiglione di Arte Contemporanea di Milano, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, al Tina.B Festival di Praga, alla Byblos Art Gallery a Verona, a Palazzo Sassi a Sondrio, a Fabbrica Borroni a Milano, a Cité du Soleil a Port au Prince Haiti e presso la Basilica di San Francisco a La Habana Cuba.
On line: www.i-v-a-n.net


Informazioni al pubblico:
- www.poesiaviva.it
- Spazio Oberdan, tel. 02 77406300/6302; www.provincia.milano.it/cultura
- Artkitchen, tel. 349.2208534; www.artkitchen.it

Uffici stampa:
- Provincia di Milano/Cultura, tel. 02774063.58/59/88,
mail: p.merisio@provincia.milano.it; m.piccardi@provincia.milano.it
- Art Kitchen/Rosa Carnevale, tel. 339.1746312 , mail: press@artkitchen.it






 
Alfredo Jaar. Convegno internazionale 


Alfredo Jaar - Convegno internazionale

Abbiamo dimenticato la cultura? Alla ricerca della cultura in Italia...

Provincia di Milano e la Fondazione Hangar Bicocca organizzano il convegno "Abbiamo dimenticato la cultura? Alla ricerca della cultura in Italia" , che si terrà mercoledi' 21 gennaio 2009 presso il Teatro Litta di Milano, dalle ore 10 alle ore 18.

Introdurrà il convegno Alfredo Jaar. Saranno presenti, tra gli altri, Laura Boella, Franco Cassano, Carolyn Christov-Bakargiev, Marco Revelli, Irit Rogoff, Marcello Veneziani. Conduce l'incontro Mario Fortunato.

Il convegno e' momento focale dell'ampio progetto pubblico Questions Questions dell'artista cileno Alfredo Jaar, da lui ideato e realizzato per la città di Milano in occasione della mostra personale It is Difficult, in corso fino al 25 gennaio 2009 presso Spazio Oberdan e Hangar Bicocca.
Il convegno - che coinvolge intellettuali, politici, studiosi ed esperti in diversi campi del sapere - vuole attivare un dibattito sul ruolo e sulle responsabilità della cultura in quanto espressione del tempo che viviamo, in quanto agente di trasformazione e possibile motore di sviluppo sociale; ma anche discutere sulla spettacolarizzazione della cultura e sulla troppo frequente confusione-connivenza tra cultura e intrattenimento " culturale". Un momento di confronto che mira a coinvolgere i cittadini, sulla possibilità dell'arte e della cultura di trasmettere valori, di interagire con il piu' ampio contesto sociale e di rispondere alle istanze fondamentali della contemporaneità.

Il progetto Questions Questions vuole essere uno spazio collettivo di interrogazione e di confronto a piu' voci sul senso del fare cultura sentendosi parte di un'epoca e di una collettività. Si articola principalmente in un'affissione pubblica e in una distribuzione di cartoline e poster e, adottando modalità e supporti della pubblicità, insinua nella città una serie di domande intorno al tema della cultura: Cos'e' la cultura? Cultura dove sei? La cultura e' critica sociale? La cultura e' necessaria? La cultura e' politica? La religione e' cultura? La cultura dell'emergenza. Abbiamo dimenticato la cultura? Alla ricerca della cultura a Milano. Alla ricerca di Gramsci a Milano. Alla ricerca di Pasolini a Milano. Quali sono le responsabilità della cultura? L'intellettuale e' inutile? La politica ha bisogno della cultura? La cultura fa volare l'Italia?. Il progetto si e' inoltre sviluppato in una serie di incontri allo Spazio Oberdan e in alcuni interventi sulla stampa.

Alfredo Jaar It Is Difficult
mostra antologica e progetto pubblico
a cura di Gabi Scardi e Bartolomeo Pietromarchi

Spazio Oberdan, viale Vittorio Veneto 2, Milano - fino al 25 gennaio 2009
Hangar Bicocca, via Chiese 2, Milano - fino al 25 gennaio 2009
Orari: tutti i giorni 10-19, martedi' e giovedi' fino alle 22, chiuso il lunedi'
Biglietto Spazio Oberdan o Hangar Bicocca: intero euro 4, ridotto euro 2,50
Biglietto unico: intero euro 6, ridotto euro 3
Catalogo: Edizioni Corraini

Informazioni al pubblico:
Spazio Oberdan, tel. 02 77406300/6302
http://www.provincia.milano.it/cultura

Hangar Bicocca, tel. 02 853531764
http://www.hangarbicocca.it

Uffici stampa:
Lucia Crespi, tel. 02 89415532/02 89401645
lucia@luciacrespi.it

Provincia di Milano/Cultura:
p.merisio@provincia.milano.it
m.piccardi@provincia.milano.it
tel. 02 77406358/59/88

Teatro Litta
c.so Magenta, 24 - Milano
Orario: dalle 10 alle 18






 
Alfredo Jaar. It Is Difficult 


In questo videofocus sulla grande retrospettiva di Alfredo Jaar le immagini delle opere emergono sotto le parole dell'artista cileno che parla con Gabi Scardi e affiorano mentre Bartolomeo Pietromarchi introduce la mostra.
Jaar racconta del difficile equilibrio fra poesia e informazione, di una delicata e contradditoria ricerca emozionale, della necessita' sovversiva di
far vedere, della rabbia che lo ha spinto a fare lavori con le immagini dei
giornali, del comporre politica e aspetti scenografici senza aloni estetizzanti,
di progetti pubblici che vanno alla ricerca di audience attraverso un panorama
promozionale omogeneo.
Video focus UnDo.Net in collaborazione con careof video



Comunicato stampa

mostra antologica e progetto pubblico
a cura di Gabi Scardi e Bartolomeo Pietromarchi
Spazio Oberdan, viale Vittorio Veneto 2, Milano – dal 3 ottobre 2008 al 25 gennaio 2009
Hangar Bicocca, via Chiese 2, Milano – dal 3 ottobre 2008 all’11 gennaio 2009
Orari Spazio Oberdan: tutti i giorni 10-19, martedì e giovedì fino alle 22, chiuso il lunedì
Orari Hangar Bicocca: tutti i giorni 11-19, giovedì 14.30-22, chiuso il lunedì
Biglietto Spazio Oberdan o Hangar Bicocca: intero €4, ridotto €2,50
Biglietto unico: intero € 6, ridotto € 3
Catalogo: Edizioni Corraini

La mostra di Alfredo Jaar It Is Difficult è un’ampia antologica, promossa da Provincia di Milano e Fondazione Hangar Bicocca con il contributo di Regione Lombardia, di intenso significato politico e sociale e di forte impatto visivo ed emotivo dedicata all’artista cileno.

Artista, architetto di formazione e film-maker, Alfredo Jaar nasce nel 1956 in Cile e si forma durante la dittatura militare di Pinochet, producendo diversi lavori esplicitamente critici rispetto al regime. Si trasferisce nel 1982 a New York. Nei vent’anni successivi partecipa alle maggiori mostre e rassegne internazionali.
Nell’arco del suo percorso Alfredo Jaar instancabilmente si interroga su come l'arte possa interagire con il contesto sociale e politico più vasto; affronta temi di assoluta rilevanza, legati in molti casi a situazioni di urgenza umanitaria, di oppressione politica e di emarginazione sociale, di scarsa considerazione dei diritti umani e civili. Si concentra in particolare su situazioni che la nostra coscienza tende a rimuovere e sulla retorica attraverso la quale i media manipolano e trasmettono le informazioni. Con le vicende che tratta, l’artista si confronta direttamente dando voce e volto alle vittime e ai testimoni.
Jaar crede in una correlazione tra etica ed estetica, attribuisce fondamentale importanza a un ruolo attivo e socialmente responsabile della cultura e insiste sulla necessità di ribadire, attraverso l’energia creativa dell’arte, posizioni etiche, anche fortemente critiche, di fronte a temi difficili e a fatti gravi come ingiustizie, genocidi, emergenze umanitarie.
Nelle sue opere, sempre improntate a estrema perfezione formale, adotta linguaggi e strumenti diversi, dalla scultura all’installazione, dal video alla fotografia, al lightbox fino a opere di dimensioni ambientali.
La mostra, realizzata in stretta collaborazione con l'artista, rappresenta un percorso attraverso le sue opere più importanti, rappresentative di oltre vent’anni di lavoro.
Una mostra importante, che farà riflettere, discutere, e consentirà al pubblico di conoscere l’opera di un grande maestro contemporaneo.
Le vicende e l'immagine dell’Africa e le sue relazioni con il mondo occidentale costituiscono il filo conduttore della sezione di mostra allestita allo Spazio Oberdan. Jaar ha infatti dedicato diverse delle sue serie più importanti alla situazione di paesi africani come il Ruanda, l’Angola, la Nigeria. Vero e proprio punto di svolta nel suo percorso è The Rwanda Project: ventuno lavori eseguiti tra il 1994 e il 2000 in cui Jaar dà voce e volto alle vittime e ai testimoni del genocidio di massa avvenuto in Ruanda.
Di questo ciclo saranno presenti allo Spazio Oberdan cinque opere: The Eyes of Gutete Emerita (1996), Embrace (1996), Field, Road, Cloud (1997), Epilogue (1998), Untitled (Newsweek) (1994).
The Eyes of Gutete Emerita: opera cardine della serie; innumerevoli diapositive accumulate su un tavolo luminoso presentano un’unica immagine, gli occhi di una donna che ha assistito al massacro della propria famiglia. Embrace: video in cui due ragazzini visti di spalle si danno forza stringendosi in un abbraccio mentre assistono a un episodio precluso alla nostra vista.
Field, Road, Cloud: tre lightbox con fotografie di splendidi paesaggi africani cui sono abbinate piccole mappe disegnate e annotate a mano; la natura lussureggiante stride con gli appunti di Jaar sugli efferati massacri avvenuti nei luoghi medesimi.
Epilogue: la labile immagine proiettata del volto dolente di una anziana donna ruandese si ritrae e riaffiora continuamente evocando i meccanismi della memoria, inalienabile e inafferrabile al contempo.
Segue, sempre allo Spazio Oberdan, una serie di opere dedicate alla retorica dei media, i media works: Untitled (Newsweek) (1994), From Time to Time (2006), Searching for Africa in LIFE (1996), Greed (2007). Sono lavori che testimoniano come i media più importanti decisero di ignorare, per lunghi mesi, la strage di esseri umani che nel frattempo si compiva in Africa.
Untitled (Newsweek): ancora parte di The Rwanda Project, presenta diciassette copertine dell’omonimo settimanale pubblicate dal 6 aprile al 1° agosto 1994: il tempo occorso a Newsweek per decidere di dedicare spazio al massacro del Ruanda, cento giorni circa durante i quali, complice la paralisi delle forze internazionali, morì un milione di Tutsi.
From Time to Time: nove copertine di TIME Magazine presentano immagini legate al cliché occidentale che tende a considerare l’Africa solo dal punto di vista paesaggistico, con animali selvaggi e catastrofi naturali; solo l’ultima delle copertine presenta la situazione reale della Somalia.
Searching for Africa in LIFE: copertine di sessanta annate della celebre rivista, nelle quali il soggetto “Africa” viene preso in considerazione raramente, ed è sempre trattato in modo esotico.
Greed: sulla copertina di Business Week l’avidità e lo sfruttamento che riducono la popolazione africana in una situazione drammatica sono rappresentati attraverso l’immagine di un leone feroce. Titolo emblematico del servizio è “Può l’ingordigia salvare l’Africa?”
In mostra allo Spazio Oberdan anche Geography = War (1991): sei lightbox con mappe segnate da traiettorie sul fronte e immagini dell’Italia e della Nigeria nascoste sul retro; una serie di specchi sul muro retrostante riflette le immagini e racconta i drammatici effetti del trasporto illegale di rifiuti tossici dall’Italia ai paesi del Terzo Mondo.
An Atlas of Clouds (2006) è composto da sei fotografie di nuvole che imperturbabili attraversano i cieli di altrettanti paesi africani in cui Jaar ha lavorato.
Nel film Muxima (2005), che chiude la mostra, Jaar raccontata con poetica dolcezza come l’umanità continui sempre, anche nelle più ardue situazioni, a vivere e a sentire. Girato in una Angola che cerca di riprendersi dalla guerra, Muxima – significa cuore – è una sorta di poema visivo e sonoro: la musica, sei versioni di un canto popolare locale, alterna momenti malinconici a ritmi più vivaci, accompagnando immagini che rivelano a un tempo la ricchezza del paese, le tracce della storia passata e il presente di speranza.



All’Hangar Bicocca saranno visibili opere di forte impatto e di grande dimensione. Si comincia con A Logo for America, un progetto del 1987 di parole e immagini sul significato della geografia, realizzato per un edificio di Times Square a New York: Jaar ha prodotto un intervento animato proiettato ogni sei minuti, circondato dalle consuete pubblicità di prodotti, creando una sorta di aritmia nelle insistenti pulsazioni della cultura commerciale. Segue una delle installazioni più importanti di Jaar, The Sound of Silence del 2006: una grande scatola al cui interno c’è uno schermo e all’esterno una parete di neon. Per entrarvi occorre attendere che l’apposito segnale rosso diventi verde. Si assiste quindi a un video di otto minuti dove su schermo nero scorrono delle frasi in bianco con la storia del fotografo sudafricano Kevin Carter, autore di una foto scioccante realizzata in Sudan nel 1993, dove una bambina denutrita e prossima alla morte arranca a quattro zampe, scortata da un avvoltoio che attende la sua fine. Carter vince il Premio Pulitzer per questa immagine che ha fatto il giro del mondo, ma pochi mesi dopo si toglie la vita, oppresso dalle accuse di aver preferito realizzare la sua foto, piuttosto che aiutare la bambina a sopravvivere. Un momento prima che compaia la foto si viene accecati da due potenti flash. “I media sono diventati un business come un altro” – dice Jaar – facendoci riflettere sulla nostra responsabilità di consumatori.
L’opera seguente Untitled (Water) del 1990 presenta sei lightbox con scorci di mare nella baia di Hong Kong, dove, durante gli anni Ottanta, approdavano gli esuli vietnamiti alla ricerca di un’esistenza migliore e che venivano invece arrestati e imprigionati. Di fronte a questi scorci marini, trenta specchi riflettono i volti di questi esuli disperati.
Segue un’altra installazione di grande impatto: Lament of the Images I, presentata nel 2002 a Documenta 11 (Kassel) che denuncia, con la lettura di tre testi seguiti dall’esperienza di una luce accecante emessa da un grande schermo bianco, una cecità metaforica ovvero “l’impossibilità di vedere la realtà al di fuori dei media”, l’indisponibilità delle immagini, il loro sequestro e la loro completa gestione da parte dei poteri pubblici e privati.
Geography = War è invece una installazione del 1991 che fa anch’essa riferimento al traffico dei rifiuti tossici tra Italia e Nigeria, con vari bidoni neri contenenti del liquido scuro su cui si affacciano scatole luminose da cui ci guardano volti di bambini e contadini africani, a testimonianza dell’emergenza umanitaria che l’azione illegale italiana provocò. Introduction to a Distant World è un video del 1985 che presenta due tipi di documenti contrastanti: da un lato una alternanza di primi piani sui volti dei minatori, i loro gesti, i loro passi cadenzati e di piani allargati sul lavoro in miniera, dall’altro inserti muti con l’indicazione del prezzo dell’oro nelle diverse sedi delle borse di tutto il mondo. Out of Balance è una installazione del 1989 che riguarda il mondo dei minatori in Brasile: sei lightbox oblunghi sono appoggiati a diverse altezze sui quattro muri di una sala, su ciascuna di queste “finestre” appare il viso sporco di fango di un minatore. Ogni ritratto è come confinato in un angolo del fondale luminoso bianco che occupa la maggior parte dello spazio: ogni volto emerge dalla luce come segnale e ci allontana dalla abituale visione senza sforzo, aiutandoci invece a cogliere il reale significato di ciò che vediamo.
E infine nel Cubo dell’Hangar Bicocca, uno straordinario spazio quadrato con una cupola circolare da cui passa la luce solare, sarà posata l’installazione Emergencia del 1998, una sorta di piscina nera e liquida, da cui a poco a poco emerge la forma inconfondibile dell’Africa, per tornare a riflettere – e soprattutto ad agire – sull’emergenza sociale e umanitaria del continente nero.

La mostra di Alfredo Jaar It Is Difficult sarà affiancata dal progetto pubblico Questions Questions ideato per l’occasione, calibrato sulla città di Milano e sull’area circostante, che si avvale della collaborazione di IGPDecaux e di MBA Group.
Tra i maggiori rappresentanti di una pratica dell’arte critica, legata alle possibilità di una trasformazione responsabile della società, Jaar si interroga sull'impegno dell'arte e della cultura, sulla loro prontezza nell'interagire con il contesto sociale e politico più vasto e nel rispondere alle istanze fondamentali della contemporaneità.

Il progetto pubblico prende la forma variegata di uno spazio collettivo di confronto a più voci sul senso del fare cultura sentendosi parte di un’epoca e di una collettività. In particolare si articolerà in un’affissione pubblica che, adottando modalità e supporti della pubblicità, insinuerà invece nella città una serie di domande su “cos’è la cultura”. Domande relative al ruolo della cultura nella società attuale verranno inoltre proposte al pubblico tramite altri mezzi di comunicazione mediatica e saranno alla base di una serie di incontri pubblici nonché di un convegno internazionale (il 21 gennaio 2009 al Teatro Litta) che riunirà figure autorevoli di studiosi e di esperti in campi diversi del sapere. Partendo dal presupposto che l’arte coltivi sensibilità critica e rapporto con la politica, l’artista mira dunque ad attivare un dibattito sul ruolo della cultura sia in quanto espressione del tempo che viviamo in tutte le sue complessità, le sue diversità, e le sue urgenze, sia come vero e proprio agente di trasformazione e motore di sviluppo sociale.

All'indirizzo
http://www.alfredojaar.net/questions.questions
puoi rispondere alle domande di Jaar


Il 4 ottobre alle ore 11 presso lo Spazio Oberdan, in occasione della Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI, si terrà un incontro con Alfredo Jaar sul tema “Arte e politica”.

All'Hangar Bicocca sono previste visite guidate gratuite per le scuole (info: lab@hangarbicocca.it).
Allo Spazio Oberdan si terranno visite guidate per le scuole (prenotazioni a didattica@provincia.milano.it) e visite guidate per tutti ad orario fisso (il martedì e giovedì alle 19, il sabato alle 17 e la domenica alle 11) al solo costo del biglietto d'ingresso.
Si ricorda inoltre che il primo martedì di ogni mese l'ingresso allo Spazio Oberdan è gratuito.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Edizioni Corraini, con saggi di Gabi Scardi, Bartolomeo Pietromarchi, Paul Gilroy, Paolo Fabbri, schede a cura di Nicole Schweizer.


La mostra di Alfredo Jaar It Is Difficult è realizzata con la collaborazione tecnica di: Gemmo, per la realizzazione delle opere The Sound of Silence e Lament of the Images e The Family Events.


Informazioni al pubblico:
Spazio Oberdan, tel. 02 77406300/6302; www.provincia.milano.it/cultura
Hangar Bicocca, tel. 02 853531764; www.hangarbicocca.it


Ufficio stampa mostra:
Lucia Crespi, tel. 02 89415532/02 89401645; lucia@luciacrespi.it

Ufficio stampa Provincia di Milano/Cultura:
m.piccardi@provincia.milano.it, p.merisio@provincia.milano.it, tel. 02 77406358/59/88








 
Questions Questions  


Martedì 4 novembre, presso lo Spazio Oberdan, nell’ambito del progetto pubblico Questions Questions pensato da Alfredo Jaar: incontro con Paolo Fabbri dal titolo “L’artista e il testimone”.

Presso lo Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, martedì 4 novembre alle ore 18: incontro con Paolo Fabbri dal titolo “L’artista e il testimone”, promosso dalla Provincia di Milano.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Paolo Fabbri risponderà alle domande di Alfredo Jaar affisse in tutta Milano.
Quindici domande dirette, radicali, inequivocabili che sono alla base del progetto pubblico Questions Questions, ideato da Alfredo Jaar in occasione della mostra It Is Difficult e che la affiancherà in tutta la sua durata: Cos’è la cultura? - Cultura dove sei? - La cultura è critica sociale? - La cultura è necessaria? - La cultura è politica? -La religione è cultura? - La cultura dell’emergenza... - Abbiamo dimenticato la cultura? - Alla ricerca della cultura a Milano... - Alla ricerca di Gramsci a Milano... - Alla ricerca di Pasolini a Milano... - Quali sono le responsabilità della cultura? - L'intellettuale è inutile? - La politica ha bisogno della cultura? - La cultura fa volare l'Italia?

Per Alfredo Jaar l’arte non riguarda tanto ciò che si fa, ma ciò che si è. È un ambito di riflessione, un modo per sentirsi parte di un’epoca e di una collettività, per partecipare a fenomeni che investono tutti noi. L’attenzione al contesto in cui di volta in volta si trova a operare, unita a una sensibilità critica e all’idea che la realtà possa essere non solo raccontata, ma costruita, l’ha portato in diverse situazioni a ideare progetti specifici attraverso i quali confrontarsi direttamente con la collettività del luogo.
L’Italia, così orgogliosa del proprio passato culturale, gli ha ispirato Questions Questions, che verte sulla doppia valenza della cultura come esito, ma anche come motore di sviluppo sociale, e sulla possibilità, da parte della cultura, di interagire con il contesto sociale e politico come vero e proprio agente di trasformazione del mondo in cui viviamo. Il progetto verte anche sulla mancanza di consapevolezza rispetto a cosa la cultura realmente sia, sulla sua spettacolarizzazione, sulle sue connivenze, sulla troppo frequente confusione tra cultura e intrattenimento “culturale”. Jaar è convinto che proprio in un momento di precarietà, con un mondo angustiato da insicurezze e da tensioni, una rinnovata spinta culturale possa contribuire a individuare nuovo senso e nuovi valori, mentre dove manchi una visione d’insieme la percezione della realtà e degli altri resterà necessariamente frammentaria, parziale, superficiale, e rischierà di lasciare spazio a zone d’ombra e d’irresponsabilità. La cultura, con la sua attenzione al presente e con la sua energia costruttiva, può costituire un tessuto connettivo, può rappresentare questa visione d’insieme.


Il progetto Questions Questions è costituito da un’affissione pubblica – con spazi forniti da IGP Decaux e da MBA Group, oltre all'affissione di manifesti negli appositi spazi comunali – che comprende anche video-proiezioni sui megaschermi della città, box illuminati nelle stazioni della metropolitana milanese e autobus decorati. Il progetto comprende inoltre la distribuzione di materiali grafici come manifesti e cartoline. Presso l'info-point di Spazio Oberdan sono infatti a disposizione dei visitatori i poster relativi alle 15 domande. Inoltre, 150.000 cartoline promocard, ovvero 10.000 cartoline per ogni domanda, sono in distribuzione al pubblico in diversi luoghi cittadini.
Allo Spazio Oberdan è anche presente un contenitore per la raccolta delle cartoline compilate. I cittadini e gli interessati sono invitati in questo modo o attraverso il sito (www.alfredojaar.net/questions.questions) appositamente dedicato ad esprimere commenti, osservazioni, suggerimenti.

Paolo Fabbri, nato a Rimini il nel 1939, insegna Semiotica e Semiotica dell'Arte alla Facoltà di Arti e Design, IUAV, Istituto Universitario di Architettura, Venezia, come professore di prima fascia. Ha insegnato a Firenze, Urbino, Palermo, Bologna, Roma Due, a Parigi (Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales; Paris V, Sorbonne; Collège International de Philosophie); in USA (UC San Diego, UC Los Angeles), Canada (University of Toronto) e altrove (Australia, Canada, Spagna, Brasile, Argentina, Messico, Lituania, ecc.). Direttore del Laboratorio Internazionale di Semiotica a Venezia (LISAV), presso il Dipartimento Arti e Design (DADI), IUAV. E' membro del dottorato d'eccellenza Studi sulla rappresentazione visiva, Università di Siena, (SUM, Istituto di Scienze Umane, Firenze) e del dottorato di Teoria e storia dell'arte, Università di Venezia. Ha scritto libri, articoli, edito e tradotto libri sui problemi del linguaggio e della comunicazione. Ha svolto un'attività nazionale ed internazionale di pubblicazioni (riviste, collezioni) e di ricerca. Fa parte del comitato scientifico o editoriale di numerose riviste ed istituzioni nazionali e internazionali. Ha fondato il Centro di Semiotica di Urbino. Ha diretto dal 1992 al 1996 l'Istituto Italiano di Cultura a Parigi; dal 1997 al 1998 è stato direttore del Mystfest (Festival di Cinema del Giallo e del Mistero) di Cattolica; dal 1999 al 2001 Consigliere Scientifico del Prix Italia (RAI -TV); dal 2004 al 2006 è stato presidente del Festival dei Popoli di Firenze. E' presidente de l'Institut de la Pensée Contemporaine, Université de Paris VII "D. Diderot" (Parigi), Chevalier des Palmes Académiques del Ministère de l'Education National et Officier des Arts et des Lettres del Ministero della Cultura in Francia.
Pubblicazioni: Tactica de los signos, Gedisa Editore, Barcellona, 1996 (seconda ed. 1999); “La Svolta Semiotica”, Laterza, Roma, 1998 (terza ed. 2003); “Elogio di Babele”, Meltemi Ed., Roma, 2000 (seconda ed. 2003); “Segni del tempo”, Meltemi Ed., Roma, 2004. Ha curato l'antologia in due volumi Semiotica in nuce, (con G. Marrone), Meltemi Ed., Roma, 2000 e 2001; “Morfologia del semiotico” di R. Thom, Meltemi, Roma, 2006; “Semiotica. Dizionario ragionato di teoria del linguaggio” di A. J. Greimas e J. Courtès, B. Mondadori, Milano, 2007.
Dirige la collezione Il Metodo semiotico, Bruno Mondadori Editore, Milano, e Teoria della Cultura, Progetto Leonardo, Società Editrice Esculapio, Bologna.

Prossimo appuntamento: martedì 9 dicembre con Emanuela De Cecco (critico d'arte e docente di Storia dell'arte contemporanea e Semiotica dell'immagine presso la Libera Università di Bolzano) dal titolo “Quando un quadro non ha né la cornice né un muro bianco. Arte e/o pubblicità nello spazio urbano”.



Informazioni al pubblico:
Spazio Oberdan, tel. 02 77406300/6302; www.provincia.milano.it/cultura


Uffici stampa :
Lucia Crespi, tel. 02 89415532/02 89401645; lucia@luciacrespi.it

Provincia di Milano/Cultura: p.merisio@provincia.milano.it; m.piccardi@provincia.milano.it;
tel. 02 77406358/59/88







 
Cinque percorsi artistici 


Martedì 30 settembre, presso lo Spazio Oberdan: “Cinque percorsi artistici”, incontro con gli artisti Gianfranco Baruchello, Anna Valeria Borsari, Emilio Fantin, Franco Vaccari e Marco Vaglieri.

Introduce il critico d’arte Luca Panaro.


Martedì 30 settembre, alle ore 18.00, presso lo Spazio Oberdan di Viale Vittorio Veneto 2, Milano, si terrà un incontro dal titolo “Cinque percorsi artistici”.
Protagonisti cinque artisti nati a distanza di alcuni anni l’uno dall’altro che rappresentano complessivamente più generazioni ma portano avanti una linea di lavoro compatibile: Gianfranco Baruchello, Anna Valeria Borsari, Emilio Fantin, Franco Vaccari e Marco Vaglieri racconteranno le proprie esperienze e le proprie storie personali, fornendo una traccia per comprendere come siano mutate le aspettative, le aspirazioni di un artista e il contesto in cui si trova ad operare.
Introduce il critico d’arte Luca Panaro.

L’incontro è promosso e organizzato dalla Provincia di Milano/Settore beni culturali, arti visive e musei e si inserisce nel progetto “inCONTEMPORANEA, la rete dell’arte”, di supporto alla produzione e promozione dell’arte contemporanea.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Durante la serata i cinque artisti racconteranno al pubblico i primi passi intrapresi nel mondo dell'arte e le difficoltà incontrate durante il loro successivo percorso. La differenza generazionale che divide gli autori permetterà di attraversare gli ultimi cinquant'anni, comprendendo meglio il panorama culturale italiano, in maniera spontanea, senza il filtro altisonante della critica. Un incontro rivolto soprattutto ai giovani, per avvicinarli ad una ricerca artistica autonoma e coerente come quella dimostrata dai cinque artisti protagonisti:

Gianfranco Baruchello (Livorno, 1924) vive e lavora a Roma. Ha realizzato progetti espositivi nei più importanti musei del mondo e ha partecipato a Documenta VI di Kassel, alla Quadriennale d’Arte di Roma e più volte alla Biennale di Venezia. Gli inizi della sua ricerca risalgono al 1959. Attraverso l’uso di media e tecniche diverse, ha considerato l’arte come sperimentazione radicale, esercitando la pittura, l’oggetto/assemblage, la scrittura, la poesia, il cinema sperimentale e l’azione. Ha fondato società fittizie e praticato l’agricoltura e la zootecnia in chiave artistica. Nel 1998 è stata istituita a Roma la Fondazione Baruchello per la ricerca artistica contemporanea.

Franco Vaccari (Modena, 1936) compie studi di tipo scientifico ed esordisce come poeta visivo, per poi intraprendere un percorso di tipo concettuale orientato ad una riflessione sui nuovi mezzi di comunicazione. A partire da questo periodo realizza una serie d’interventi sul campo che chiama Esposizioni in tempo reale. Ha pubblicato i libri Duchamp e l’occultamento del lavoro (1978) e Fotografia e inconscio tecnologico (1979) che costituiscono tuttora un contributo importante al dibattito teorico sulla fotografia. Ha partecipato con sala personale alla Biennale di Venezia del 1972, 1980, 1993. Attualmente è docente di Arti Visive presso il Politecnico di Milano.

Anna Valeria Borsari (Bologna, 1943) ha iniziato a esporre nella seconda metà degli anni Settanta e ben presto si è si staccata da una formazione strettamente concettuale per trovare le modalità che hanno poi caratterizzato il suo lavoro fino ad oggi, operando su territorio e realizzando numerosi sites specific. Laureata in Lettere e Filosofia, fino alla metà degli anni Novanta è stata docente di Filologia Romanza presso l’Università di Bologna, poi si è dimessa per dedicarsi esclusivamente al suo lavoro di artista, che, dai primi anni del 2000 ha acquisito una maggiore connotazione sociale. Dal 2006 vive a Milano, dove con altri artisti ha fondato un Archivio di Ricerca Visiva.

Emilio Fantin (Bassano del Grappa, 1954) vive e lavora a Bologna. E’ docente di Percezione e Comunicazione Visiva e co-responsabile dell’Osservartorio di Arte Pubblica della Facoltà di Architettura e Società del Politecnico di Milano. S’interessa di nuove forme e strutture di arte partecipata, nel suo lavoro cerca le condizioni per un confronto dialettico tra diverse discipline come la matematica, l’architettura e la psicologia. Tra le sue mostre: Forgotten sculptores (Performa, New York 2007), Astrale (Galleria d’Arte Moderna, Bologna, 2003), Oreste Project (1995-2000), Concerto per un Piacere Pubblico - Pass Biennale (Biennale di Venezia, 1993).

Marco Vaglieri (Milano, 1959) vive e lavora a Oslo, in Norvegia. Ha esposto in numerose mostre Italia e all’estero. Tra le personali più recenti si ricordano Metafisica della carne (Galleria Milano, Milano, 2008) Her er han ikke længere (Rum 46, Aarhus, Danimarca, 2005) e Il tempo che serve (Luigi Franco, Torino, 2002). Per quanto riguarda le molteplici collettive: La parola nell’arte (MART, Rovereto, 2007), Calculated Risks (Office for Contemporary Art Norvay, Oslo, Norvegia 2005), Moltitudes & Solitudes (Museion, Bolzano, 2003) e Haunted by Detail (Stichting De Appel, Amsterdam, Olanda 2002).

Luca Panaro (Firenze, 1975) è critico d’arte, insegna all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e collabora con altre università italiane. Ha curato diverse mostre personali e collettive, scrive regolarmente su “Around Photography International”, “Artkey”, “Flash Art” e ha pubblicato i seguenti libri: L’occultamento dell’autore. La ricerca artistica di Franco Vaccari (2007), Olivo Barbieri. Site specific_NYC 07 (2007) e, con Miroslava Hajek, Fantasia esatta. I colori della luce di Bruno Munari (2008).



Informazioni al pubblico:
Provincia di Milano/Settore cultura, tel. 02.7740.6341/6302
www.provincia.milano.it/cultura

Uffici stampa:
Provincia di Milano/Cultura: tel 02.7740.6388/6359
p.merisio@provincia.milano.it m.piccardi@provincia.milano.it







 
Beatles '68 


Beatles '68
Spazio Oberdan
Viale Vittorio Veneto 2, Milano
17 giugno - 14 settembre 2008
tutti i giorni 10-19.30
martedì e giovedì fino alle 22
chiuso il lunedì

Ingresso:
intero €4,00
ridotto €2,50
gruppi scolastici €1,50
ingresso libero primo martedì del mese

Per informazioni:
Spazio Oberdan
tel. 02 774063.00/02

catalogo edito da Gabriele Mazzotta

Nel quarantesimo anniversario del Sessantotto, la nuova mostra dello Spazio Oberdan individua nei Beatles, nella loro storia, nelle trasformazioni, nei segni che sembrano cucire insieme l’apice della popolarità e l’anticamera dello scioglimento del più celebre guppo della storia della muisca pop, il riferimento ideale per raccontare quella stagione straordinaria.
“Beatles ’68” è curata, come la mostra “Arrivano i Beatles” tenutasi ad Aosta nei mesi scorsi, da Umberto Buttafava e Enzo Gentile, ma da essa si differenzia sotto vari aspetti.
L’allestimento curato da Nicola Marras visualizza e spettacolarizza i punti focali di quell’anno fatidico in rapporto alla vicenda dei Beatles, in modo da fornire una finestra e uno sguardo privilegiato sul periodo nella dimensione strettamente artistica-musicale e nelle relazioni con la società.
In un percorso narrativo e divulgativo, i Fab Four vengono raccontati a partire da una sorta di quadrilatero che ne fotografa le gesta, i prodromi della fine e gli avvenimenti dei tempi.
Quattro quindi i punti cardinali del ’68 beatlesiano individuati:
1 - il doppio lp omonimo, meglio conosciuto come “White Album”
2 - il viaggio in India, con le implicazioni e le variabili che ne seguirono
3 - il rapporto con il cinema (da "Magical Mystery Tour" presentato alla fine di dicembre ’67, a "Yellow submarine")
4 - l’inizio di tutte le carriere soliste e dei progetti individuali che coincide con il lancio della Apple, società dalle molte facce e anime.
Per ciascuno di questi punti sono create delle aree specifiche, dove sviluppare l’esposizione dei materiali, che stuzzicheranno gli appassionati come i semplici curiosi per qualità e quantità, tra copertine discografiche, spartiti, acetati, rarità autografate.
Uno spaccato della storia dei Beatles che presenta una dimensione poco vista e indaga i dischi solisti e le avventure a proprio nome che John, Paul, George e Ringo cominciano in quel periodo a firmare, ancora senza grande attenzione da parte dei media.
Correda il tutto un’ampia selezione di immagini (giornali, riviste, libri e 45 giri, cover, manifesti, locandine, oggettistica e memorabilia di stretta derivazione beatlesiana) che aiuta a focalizzare il ruolo dei Fab Four nel 1968, e da un originale impianto grafico: una serie di pannelli riassumono gli eventi di quell’anno in Italia e a livello internazionale nel campo dello spettacolo e della cultura e in quello della cronaca e degli aspetti socio-politici.
Importanti i contributi audio-video di reperti poco noti o mai visti del ’68 beatlesiano.
La mostra si avvale anche della collaborazione dell’Agenzia Grazia Neri, che permette di avere in mostra cinque fotografie esclusive di Don Mc Cullin, gentilmente stampate da Epson, e cinque immagini di Paul Salzmann, unico fotografo ad immortalare i “quattro” e la loro compagnia nell’ashram indiano, oltre alle immagini di repertorio e costume che, sullo sfondo della vicenda musicale e umana dei Beatles, raccontano per suggestioni il ’68.
L’esposizione è accompagnata da un catalogo pubblicato da Mazzotta Editore, (144 pagine) arricchito, rispetto all’esposizione, da interventi e testimonianze di personaggi noti, del mondo dello spettacolo e della vita pubblica (Albero Fortis, Enrico Ruggeri, Altan, Mick Hucknall e Beppe Carletti). Inoltre ci sono le cronologie dettagliate sul Sessantotto dei Beatles, della musica internazionale e del costume con i principali avvenimenti mondiali.

Iniziative collaterali alla mostra

Martedì 24 giugno alle 20, alla sala cinema dello Spazio Oberdan in Viale Vittorio Veneto 2: “Serata con i Beatles” , presentazione e proiezione in anteprima dei video “The Beatles: Rare And Unseen” e “John Lennon - Classic Album: Plastic Ono Band” . Saranno presenti i curatori della mostra e il cantautore Alberto Fortis.
La serata è in collaborazione con Edel Italia srl.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

“The Beatles: Rare And Unseen” , courtesy of Liberation Entertainment.
Durata: 45 min circa (esclusi contenuti extra). Versione originale sottotitolata in Italiano.
A quasi 40 anni di distanza dallo scioglimento della leggendaria band inglese si fa sempre più difficile trovare del materiale d'archivio che non sia già stato presentato al grande pubblico e che non faccia parte degli innumerevoli titoli in VHS e DVD che raccontano il mito tra film, concerti dal vivo e interviste. Esistono però filmati d'epoca privati, scene rubate dal set dei film e immagini completamente inedite di performance meno conosciute ma non per questo meno sorprendenti. Vi sono poi interviste che spaziano da fan illustri del quartetto di Liverpool come Phil Collins ai primi collaboratori della band e agli amici d'infanzia di Liverpool per ritratti e aneddoti mai rivelati prima. Tutto ciò fa parte delle rarità e degli inediti di "Rare and Unseen": materiale esclusivo attraverso il quale viene raccontata la nascita dei Beatles e la loro ascesa nel corso degli Anni Sessanta.
Il restauro delle immagini e il montaggio innovativo di questo documentario ne fanno un must per tutti i collezionisti e i fedelissimi della band.
E’ una presentazione in anteprima rispetto alla data di pubblicazione (27 giugno 2008).

“John Lennon - Classic Album: Plastic Ono Band” , dalla serie "Classic Albums" di Eagle Vision, courtesy of Eagle Rock Entertainment.
Durata: 50 min circa (esclusi contenuti extra). Versione originale sottotitolata in Italiano.
Plastic Ono Band”, il primo album solista di John Lennon all'indomani dello scioglimento dei Beatles, è un lavoro istintivo, appassionato, sincero e bello come pochi altri dischi rock. Dedicato alla moglie Yoko Ono, è stato frutto della collaborazione della coppia Lennon con il leggendario produttore Phil Spector. Gli accordi di chitarra sono dei più semplici, gli arrangiamenti basilari (Lennon alla chitarra e pianoforte, Klaus Voormann al basso e Ringo Starr alla batteria) e i testi si riferiscono in gran parte a temi universali come la morte, l'isolamento, la rabbia, la religione, la classe sociale, la paura e l'amore. Molti dei brani traggono ispirazione dall'esperienza di John e Yoko con la terapia del prof. Arthur Janov, basata sull' ‘urlo primordiale’, le cui sedute sono alla base dello ‘sfogo’ lirico che caratterizza la scrittura dei brani. L'album, di conseguenza, non è altro che un viaggio nell'intrigante biografia di Lennon fino alla soglia degli Anni Settanta.
Attraverso interviste esclusive con Yoko Ono, Ringo Starr, il bassista Klaus Voormann, il prof. Janov, il fondatore del magazine Rolling Stone Jan Wenner e grazie all'impiego dei report fotografici in studio dell'epoca e delle registrazioni inedite contenute negli originali nastri di registrazione multitraccia presentati dagli ingegneri del suono degli studi di Abbey Road, il documentario racconta come mai prima d'ora il genio creativo che ha concepito un capolavoro come "Plastic Ono Band", classic album della storia del rock per antonomasia.






 
Arte e Politica 


Titolo dell’incontro: “Arte e Politica”. Conduce Roberto Pinto, introduce Gabi Scardi.

Inizio incontro: ore 18.00. L’ingresso è libero.
Si consiglia la prenotazione via e-mail: incontemporanea@provincia.milano.it.

Il progressivo intrecciarsi di arte e realtà, che ha caratterizzato soprattutto l’arte del XX secolo, ha avuto come conseguenza anche l’avvicinarsi, da parte di numerosi artisti, ai problemi sociali e politici che affliggono la nostra società. Nella conferenza si cercano di tracciare alcune delle linee di ricerca che, intersecando il piano della rappresentazione estetica con quello dell’intervento etico e politico, caratterizzano una parte importante della scena attuale.
Oltre alla presentazione di alcune opere particolarmente significative dell’impegno politico di alcuni artisti, si cercherà di approfondire motivazioni e radici storiche di tali sperimentazioni anche in relazione alla molteplicità dei punti di vista sulla società attuale propostaci da artisti provenienti da Paesi più poveri o, comunque, non occidentali.

Roberto Pinto, curatore indipendente e storico dell'arte, è stato caporedattore di "Flash Art", ha curato mostre come la Biennale di Gwangju (2004), la Biennale di Tirana (2005), Subway (vari sedi, Milano, 1998), Transform (varie sedi, Trieste 2002), Spazi Atti (Pac, Milano, 2004), Dimensione Follia (Trento, Galleria Civica, 2004), Confini (MAN, Nuoro, 2006). Ha curato le 8 edizioni del programma di incontri e conferenze “La generazione delle Immagini” (Accademia di Brera e Triennale di Milano) e i relativi libri. Tra i libri segnaliamo “Lucy Orta”, “Phaidon Press”, London 2003.
Dal 2004 al 2007 è stato curatore del Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Ratti, Como, e dal 2007 è curatore del CECAC (Corso europeo per curatori d'arte contemporanea) organizzato dalla Fondazione Ratti e dalla Provincia di Milano. Attualmente è ricercatore di Storia dell'arte contemporanea all'Università di Trento.



Per informazioni:
Provincia di Milano/Servizio Arti visive, tel. 02 7740.6381/6341
www.provincia.milano.it/cultura

Ufficio stampa:
Provincia di Milano/Cultura, tel. 02 7740.6358/6359/6388,
p.merisio@provincia.milano.it, m.piccardi@provincia.milano.it, p.diandrea@provincia.milano.it












 
numero due 


NUMERO DUE - 23, 24, 25 maggio 2008 – Triennale – Cadorna

Progetto promosso dalla Provincia di Milano
in collaborazione con Triennale di Milano
con il patrocinio di Accademia di Belle Arti di Milano
Triennale di Milano, Viale Alemagna 6, Milano
23-24-25 maggio 2008
ingresso libero


Da venerdì 23 a domenica 25 maggio alla Triennale di Milano appuntamento con Numero Due, terza edizione di una delle iniziative di inCONTEMPORANEA la rete dell’arte, promossa dalla Provincia di Milano, le cui precedenti - Numero Zero (2006) e Numero Uno (2007) – hanno incontrato forte consenso di pubblico ed operatori, e che riunisce in un unico luogo e per la durata di 3 giorni, in un vivace non stop ad ingresso libero, i progetti delle Associazioni che compongono la rete. Numero Due di inCONTEMPORANEA si svolge in collaborazione con Triennale di Milano e si avvale del patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Milano.

Nel corso di questi tre giorni la Triennale diventerà un punto di raccolta e confronto delle Associazioni non profit di Milano che si occupano di arte e di sperimentazione nel campo della cultura visiva contemporanea. Un’occasione unica e preziosa di offrire al grande pubblico la possibilità di conoscere, attraverso un’unica vetrina espositiva, la loro ricerca. Il tutto sarà arricchito da un fitto programma di eventi, concerti, performance e convegni.

In occasione di Numero Due, che si avvale della cura artistica di Gabi Scardi, le 15 Associazioni della rete – aMAZElab, AR.RI.VI, Assab One, Atelier Spazio Xpò, Careof, Connecting Cultures, FreeUndo, Isola Art Center, Museo Teo, Neon>FDV, O’, Reporting System, Viafarini, Wurmkos, Xing, cui si affiancano esterni e Uovo – avranno l’occasione di illustrare il proprio lavoro, proponendo progetti, opere ed installazioni di artisti selezionati accanto ad un fitto calendario di eventi.
Uovo propone Blue Tired Heroes durational performance di Massimo Furlan, artista svizzero di origini italiane che lavora sul personaggio di Superman. O’ (già O’artoteca) presenterà al pubblico di Numero Due un concerto del pianista-compositore newyorkese Charlemagne Palestine che sarà in Triennale venerdì 23. Careof ha chiamato a lavorare a Milano per un periodo di residenza la coppia di artisti inglesi Semiconductor (Ruth Jarman e Joe Gerhardt): il risultato del loro lavoro sarà visibile in Triennale.

Filo conduttore che accomuna le Associazioni che aderiscono a inCONTEMPORANEA, sia nella loro attività permanente sia nella loro presentazione in occasione di Numero Due sono, oltre alla sensibilità nei confronti delle nuove espressioni artistiche, la relazione con un territorio vitale e creativo, l'attenzione nei confronti della trasformazione del tessuto abitativo, nonché l'intenzione di attivare modi sostenibili di vivere il contesto urbano e metropolitano. Le associazioni sono quindi al contempo sensori dei cambiamenti in un'area urbana che di questi cambiamenti è epicentro, potenziali motori di rinnovamento e innovativi propulsori culturali, in una situazione di ascolto attivo verso spinte ed esigenze che emergono dal territorio urbano e metropolitano. Infine, fanno cultura ponendosi come fondamentale trait d’union tra il territorio e l’ambiente artistico nazionale e internazionale.

La Triennale si trasformerà quindi in uno spazio al plurale: il progetto intende, al contempo, far emergere l'energia da questi spazi culturali e metterne a confronto caratteri, metodi, obiettivi per evidenziarne la complementarietà.
L’iniziativa vuole anche sottolineare lo “stato dell’arte” delle Associazioni e dei loro progetti, permettendo di vedere come sono cambiate queste realtà nel corso del tempo, quali di queste sono nate o cresciute, quali di queste si sono esaurite, quali progetti si sono sviluppati e quali hanno incontrato difficoltà. Si vuole quindi fare il punto su una rete di realtà associative indipendenti, presenti e attive da anni sul territorio con il ruolo di fucine di ricerca e di produzione di attività culturali, che con il loro importante e magmatico contributo, sono tra i maggiori attori nella produzione artistica e sperimentale.
Estremamente attente ai contenuti, ai linguaggi, alle problematiche dell’arte del nostro tempo, queste realtà fungono spesso da bacino di raccolta di nuove idee, nuove tendenze, nuove modalità espressive dal quale istituzioni e gallerie stesse attingono ampiamente. Alcune di queste Associazioni sono dotate di un proprio spazio espositivo, altre prescindono dall’esistenza di una sede fisica. Animate secondo principi di totale autonomia e mosse da orientamenti, obiettivi e metodi di lavoro diversi, tutte si muovono nel segno di una stretta relazione con il territorio, con proposte di alto livello qualitativo e un orizzonte di ricerca internazionale, contribuendo a vivacizzare il panorama culturale del milanese.
Le iniziative di questo tipo di Associazioni sono costitutive per lo sviluppo dell’ambiente dell’arte italiano: si va dalla creazione e gestione di archivi, banche dati e sportelli informativi, all’organizzazione di workshop e residenze, dai progetti speciali e territoriali, alle relazioni con istituzioni di altri paesi per momenti di aggiornamento e alle proposte culturali rivolte al pubblico.

“Numero Due vuole essere – sottolinea l’Assessore alla cultura della Provincia di Milano Daniela Benelli - un segnale di responsabilità culturale e di continuità rispetto all’attenzione nei confronti delle Associazioni che la Provincia ha manifestato sino ad ora, sottolineando la fondamentale importanza di un rapporto sinergico con la vita culturale del territorio”.


Il programma:

Venerdì 23

Ore 11 - 13 (Sala Lab)
Careof: seminario (a inviti) con Semiconductor

Ore 14.30 (Sala Lab)
CECAC - Corso Europeo per Curatori di Arte Contemporanea promosso da Provincia di Milano, Fondazione Antonio Ratti (Como) e Rappresentanza a Milano della Commissione europea.
Presentazione del catalogo del CECAC 2007 e dell'edizione 2008 con: Daniela Benelli, Mario Fortunato, Roberto Pinto, Gabi Scardi, Zdenka Badovinac, Antonio Grulli.

Ore 15.30 – 18.00 (Sala Lab)
Viafarini: MILANO ON THE MOVE
incontro con Nirith Nelson, direttore del JCVA Jerusalem Center for the Visual Arts, Gerusalemme
Alessio Antoniolli, direttore di Gasworks, Londra
Kaja Pawelek, curatore del Centrum Sztuki Wspolczesnej - Centre for Contemporary Art , Varsavia
Moderatore Gabi Scardi

18.00– 19.00(Sala Lab)
DOCVA documentation center for visual arts: Mario Gorni e Monica Thurner presentano i servizi del Centro di Documentazione Arti Visive organizzato da Careof e Viafarini

Aperitivo – ore 19.00 (Curva)

Ore 19.00 – 21.00
UOVO Performance itinerante Blue Tired Heroes di Massimo Furlan

Ore 21.00 (Salone d'Onore)
Careof: performance sonora live Semiconductor

Ore 22.00 (Salone d'Onore)
O': concerto Charlemagne Palestine


Sabato 24

Ore 11 - 13 (Sala Lab)
FreeUndo: convegno “La memoria del Contemporaneo”
Introduce l’incontro Vincenzo Chiarandà, freeUnDo. Partecipano: Martina De Luca, Presidente Eccom - Centro Europeo per l’Organizzazione e il Management Culturale; Enzo Minervini, Responsabile Sistema Informativo Regionale Beni Culturali; Silvia Stabile, avvocato, esperta in diritto d’autore e proprietà intellettuale; Licia Bettarelli, Responsabile del servizio Appuntamenti Metropolitani, URP Provincia di Milano; Stefano Pirovano, giornalista e collaboratore dell’Archivio Ico Parisi.


Ore 14.30 – 19.00(Sala Lab)
AR.RI.VI. convegno "Identità artista"
Intervengono: Aurelio Andrighetto, Pino Boresta, Anna Valeria Borsari, Piero Cavellini, Cuoghi & Corsello, Barbara Fassler, Luigi Negro, Giancarlo Norese, Marcello Pecchioli.


Ore 18.00 – 20.00
UOVO: performance itinerante Blue Tired Heroes di Massimo Furlan

Aperitivo – ore 19.00 (Curva)
Aperitivo marocchino

Ore 20.30 (Atrio)
aMAZElab: performance di musiche tradizionali e contemporanee dal Marocco, eseguite dal gruppo Aziz Riahi Ensamble e letture di brani dei maggiori scrittori di Tangeri


Domenica 25

Ore 11 - 13(Sala Lab)
Xing: convegno "Hot Spots: arti, creatività, stili e consumi delle scene artistiche attraverso i magazine a Milano"

Ore 14.30 – 19.00(Sala Lab)
Forum sulle Associazioni non profit d'arte contemporanea in Italia a cura di Maria Rosa Sossai. Intervengono: 1:1 projects (RM), 26CC spazio per l'arte contemporanea (RM), Base (FI), Expòsito (NA), Lungomare (BZ), Nosadella 2 (BO), Progetto Isole (PA)

ore 16.00 – 18.00 (Salone d'Onore)
UOVO Performance itinerante Blue Tired Heroes di Massimo Furlan

ore 19.00 - 20.30 (Curva)
Home sounds- live set a cura degli studenti di Sound Design dello IED Arti visive di Milano

Ore 20.30– 21.30 (Sala Lab)
O’: Charlemagne Palestine presenta una selezione di alcuni suoi film: Body Music 1&2 (1973-74), Running Outburst (19759, Island Song (1976), Dark into Dark (1979), Rituel dans le Vide (2001)



L'invito a numero due di inContemporanea






 
Bang Bang. Il rumore diventa musica  


Nell'ambito della mostra ''Rumore: un buco nel silenzio''

Il 31 marzo, il 9 e il 28 aprile, allo Spazio Oberdan: breve ciclo di incontri collaterali alla mostra ''Rumore: un buco nel silenzio''.

Prende il via lunedi 31 marzo, allo Spazio Oberdan, un ciclo di incontri collaterali alla mostra ''Rumore: un buco nel silenzio'', promossa dalla Provincia di Milano e curata da Giacinto Di Pietrantonio e Gwy Mandelinck, aperta allo Spazio Oberdan fino al 25 maggio 2008.

Sono tre appuntamenti che si propongono di ampliare e approfondire i temi della mostra ''Rumore: un buco nel silenzio'', che affianca le opere degli artisti alla poesia (la quale si interseca con l'arte riproponendo per lo spettatore un ''ascolto'' che crea continuamente nuove impressioni e nuovi significati) nonche' alla musica.

L'arte e' espressione di senso, di vitalità e di pensiero. E gli artisti, grandi creatori-sperimentatori, si sono sempre mossi all'interno di una complessità culturale specifica nell'intento di dare forma sensibile al sentire della propria epoca. Per questo, lungi dal restare in romantico isolamento, con la propria epoca si sono sempre confrontati con le altre discipline, o meglio col mondo interno ed esterno.
Oggi piu' che mai gli artisti si muovono appropriandosi di qualsiasi cosa paia loro utile allo scopo di creare un'immagine della contemporaneità.
Ne risulta che l'arte del presente si muove sempre piu' liberamente al confine con ambiti e discipline (confinanti e non) dai quali tende a dedurre criticamente istanze, strumenti e metodi e ai quali, d'altra parte, fornisce idee, stimoli e l'invito a utilizzare gli strumenti dell'immaginazione per risolvere questioni che possono essere concrete e pregnanti.

Gli incontri si tengono presso lo Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, alle ore 18, con ingresso libero fino a esaurimento posti.
E' raccomandata la prenotazione via e-mail: incontemporanea@provincia.milano.it

Ecco il programma degli incontri:

Lunedi' 31 marzo 2008:
Arte e Poesia (Dalla parte degli artisti).
Incontro con Francesca Pasini e Giacinto Di Pietrantonio.

L'appuntamento rientra nel ciclo di incontri ''Perche' non parli? L'Arte tra le discipline'' del progetto InCONTEMPORANEA 2008.
Tra arte e poesia c'e' una lunga storia di scambi reciproci, ma c'e' anche un'abitudine ad attribuire un significato poetico alle immagini tutte le volte in cui si riconosce un equilibrio ritmico e armonico. E' uno stereotipo? E' una realtà espressiva specifica? Si indagherà su questo rapporto tra poesia e immagine in alcuni artisti contemporanei e, seguendo quello che diceva la grande poetessa Anna Achmatova (''i colori non si possono descrivere, si possono solo pronunciare'') si rifletterà sul valore di una pronuncia poetica del colore nell'epoca attuale, dove la visione sembra dominare sulla parola scritta.

Mercoledi' 9 aprile 2008
Un buco nel rumore (Dalla parte dei poeti)

Incontro sulla poesia con Marco Ceriani, Gabriele Frasca e Patrizia Valduga.
L'incontro e' concepito come una vera e propria performance, durante la quale i poeti si muovono all'interno dello spazio espositivo e recitano i loro versi in un'interazione continua con le opere in mostra, suggerendo cosi' corrispondenze e confronti tra le diverse modalità espressive.
Le poesie recitate schiudono nuovi orizzonti di senso facendosi letteralmente strada tra i rumori e i suoni dei video in mostra e creando un percorso all'interno del quale il pubblico e' invitato a seguire i poeti e ad ascoltare, o anche solo intuire, le loro parole e i loro silenzi.

Lunedi' 28 aprile 2008:
Bang Bang. Il rumore diventa musica (Dalla parte dei musicisti)

Incontro promosso dalla Provincia di Milano, a cura di UnDo.Net e Steve Piccolo con: Fabio Carboni e Bruno Stucchi (di Die Schachtel, casa editrice e casa discografica di ricerca sonora a Milano), Silvia Zambrini (sociologa, autrice di ''La città in concerto. Eterofonia e conflitto nella metropoli contemporanea'', Auditorium Edizioni), Gak Sato (musicista giapponese che utilizza suoni concreti e elettronici, docente all' Accademia Carrara di Bergamo e allo IED Milano).
Si discuterà sul significato del rumore, con musicisti, esperti di inquinamento acustico a livello urbano, ecc.

Per il progetto "Bang Bang - il rumore diventa musica" artisti ed autori sono stati invitati a inviare via web un file audio della lunghezza massima 5 secondi, con un suono che definisse la loro idea di rumore. Il contributo audio doveva essere accompagnato da una frase che contestualizzasse la scelta di quel suono in particolare. In occasione dell'incontro verra' distribuito agli autori che hanno partecipato il Cd che raccoglie la sequenza dei suoni ricevuti...


Uffici stampa:
Provincia di Milano/Cultura tel. 02 77406358/59/88;
p.merisio@provincia.milano.it, m.piccardi@provincia.milano.it
NewRelease di Elena Bari tel. 328 9781241 - press@newrelease.it

Rumore: un buco nel silenzio
mostra promossa dalla Provincia di Milano
a cura di Giacinto Di Pietrantonio e Gwy Mandelinck
catalogo edito da Electa
fino al 25 maggio 2008
Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, Milano
orari: tutti i giorni 10-19.30, martedi' e giovedi' fino alle 22, chiuso il lunedi' e il 1° maggio
biglietto: intero E 6,20, ridotto E 4,10; gruppi scolastici E 2,70
ingresso libero il primo martedi' di ogni mese
Visite guidate: tutti i martedi' e giovedi' alle ore 19; sabato alle ore 17 e domenica alle ore 11 (E 3,50 + biglietto di ingresso).


Immagine:
William Kentridge, South Africa, 1955-Zeno Writing, 2001/2002-Video, 12'. Courtesy Lia Rumma, Milano







 
Rumore: un buco nel silenzio 


Opere di 21 artisti contemporanei internazionali

A cura di Giacinto Di Pietrantonio e Gwy Mandelinck

Il silenzio. Il rumore. E, in mezzo, tra i due poli, tutte le variazioni e le gradazioni possibili. "Rumore: un buco nel silenzio" riunisce le opere di ventidue artisti: ogni lavoro contribuisce a delineare un frammento particolare all'interno del complesso panorama di suoni, rumori, brusii e silenzi di cui si costituisce la mostra, che trae ispirazione da "Een lek in het zwijgen: noise", evento ideato e curato da Gwy Mandelinck (poesia) e da Giacinto Di Pietrantonio (arte) a Watou in Belgio durante l'estate 2007 e giudicata dalla stampa belga come migliore mostra dell'anno e di tutte le 27 edizioni del festival in Belgio.

Lo spettatore e' libero di addentrarsi nel percorso espositivo con l'invito di un "ascoltami" ribadito all'incontro con ogni opera. La materia sonora, a volte fortemente presente, altre misteriosa, si snoda e si declina con linguaggi differenti: il suono si frammenta, si moltiplica, si nasconde per un attimo per poi riapparire in una risata, nella presenza scultorea e materica di un pianoforte, o semplicemente nel colpo di vento che fa vibrare una bacchetta attaccata al ramo di un albero.

I protagonisti di questa esposizione: Joseph Beuys (Germania), Marcel Broodthaers (Belgio), John Cage (USA), Mircea Cantor (Romania), Giuseppe Chiari (Italia), Jimmie Durham (USA), Jan Fabre (Belgio), Lara Favaretto (Italia), William Kentridge (Sud Africa), La Monte Young (USA), Filippo Tommaso Marinetti (Italia), Kris Martin (Belgio), Shirin Neshat (Iran), Melik Ohanian (Francia), Yoko Ono (Giappone), Adrian Paci (Albania), Diego Perrone (Italia), Miguel Angel Rios (Argentina), Luigi Russolo (Italia), Mungo Thomson (USA), Bill Viola (USA), Jordan Wolfson (USA).

Le opere sono affiancate dalla poesia, la quale si interseca con l'arte riproponendo per lo spettatore un "ascolto" che crea continuamente nuove impressioni e nuovi significati.
Presenti in mostra i versi di: Hugo Claus, Charles Ducal, Gerrit Komrij, Rutger Kopland, Anton Korteweg, Erik Lindner, Lucebert, Gwy Mandelinck, Eugenio Montale, Erwin Mortier, Fernando Pessoa, Juan Manuel Roca, Camillo Sbarbaro, Geert van Istendael, Peter Verhelst.

Giacinto Di Pietrantonio e' Direttore della GAMeC-Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo. Docente di Storia dell'Arte presso l'Accademia di Brera, ha ricoperto il ruolo di Redattore Capo prima e Vicedirettore poi per Flash Art Italia dal 1986 al 1992.
Dal 1994 al 1996 e' stato consulente per le arti visive della Regione Abruzzo.
Tra le molte mostre da lui curate ricordiamo la mostra degli artisti russi all'interno della rassegna "Passaggi ad Oriente" alla Biennale di Venezia del 1993, le edizioni di "Fuori Uso" del 1995, 1997, 1998 e 1999 e "Over the Edges" con Jan Hoet a Gand (Belgio) del 2000. È stato curatore del Corso Superiore di Arti Visive presso la Fondazione Antonio Ratti di Como dal 1995 al 2004. Consulente del Premio Furla-Querini Stampalia per l'Arte, e' membro del Consiglio d'Amministrazione e vice presidente dell'AMACI (Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani) e direttore di I love Museums, la rivista organo di informazione dell'Associazione. È direttore della rivista d'arte contemporanea Perche'/?.
Commissario della Quadriennale di Roma 2005, e' membro del comitato scientifico della Fondazione Kogart di Budapest, del Cenro d'Arte Pecci di Prato. E' stato membro del comitato scientifico dello Spazio Oberdan di Milano.

Gwy Mandelick (1937, Belgio), poeta, e' membro dell'Academie Royale pour Literature Neerlandaise e dal 1980 e' direttore del festival Estate in Poesia, che si svolge ogni anno a Watou.
Molte sue liriche sono state tradotte in francese, tedesco, inglese e italiano. Tra le raccolte di poesie pubblicate, Overval, De Arbeiderspers, Amsterdam, 1997 (ristampa, 1998), Dwangschrift, Desmet, Wakken 1997, De Buitenbocht, Lannoo, Tielt, 1989, De droefheid is in handbereik, Lannoo, Tielt, 1981 (ristampa, 1982), De wijzers bij elkaar, Orion, Brugge, 1974 (ristampa, 1975) e Het oogbad, Orion, Brugge, 1971. È stato insignito di numerosi premi letterari, tra cui il Tweejaarlijkse PEN-prijs 2003, il Gulden Boek 2001, il G.H. 's Gravesandeprijs della Jan Campert-stichting (Paesi Bassi) (1999), il Maurice Gilliamsprijs (1998), il Prijs van de Vlaamse Provincies (1985), il Guido Gezelleprijs (1982), lo Yangprijs (1982), il Prijs voor poëzie van West-Vlaanderen (1978), il Prijs van de Vlaamse Poëziedagen (1978) e il Merghelynckprijs (1973).

Immagine: Melik Ohanian, 1969, Francia, The Hand, 2002. Installazione: 9 schermi, sonoro, testo su muro. Courtesy Galerie Chantal Crousel, Parigi.

La mostra e' promossa e organizzata dalla Provincia di Milano con il contributo di Turismo Fiandre.

Catalogo edito da Electa

Uffici stampa:
Provincia di Milano/Cultura
tel. 02 77406358/59/88
p.merisio@provincia.milano.it m.piccardi@provincia.milano.it

spazioberdan@provincia.milano.it

NewRelease di Elena Bari
tel. 328 9781241
press@newrelease.it

Electa
Ilaria Maggi
tel. 02 21563250
imaggi@mondadori.it

Vernice stampa martedi' 26 febbraio ore 11.30, inaugurazione mercoledi' 27 febbraio ore 18.00.Fino al 25/5/08

Spazio Oberdan
viale Vittorio Veneto 2, Milano
orari: tutti i giorni 10-19.30, martedi' e giovedi' fino alle 22, chiuso il lunedi'
Ingresso: biglietto intero euro 6,20, ridotto euro 4,10; gruppi scolastici euro 2,70. Ingresso libero il primo martedi' di ogni mese






 
Ecologia e Ambiente nell'arte 


Ecologia e Ambiente nell'arte


Il caso Joseph Beuys

Serata in collaborazione con Radio Lifegate - Goethe Institut ­- Consolato tedesco

Intervengono, nella prima parte dell'incontro: Bruno Corà (critico d'arte), Marco Roveda (Lifegate responsabile impatto zero), Giuliano Mauri (artista delle architetture naturali); moderatore Claudio Vigolo; presenta Martina Mazzotta.

Seconda parte: in collaborazione con la Gioventu' Musicale e Musicamorfosi, proiezione del video di Lasse Gjrtensen Daydream di Giovanni Sollima (per gentile concessione della Casa Musicale Sonzogno). Giovanni Sollima: Beuys Songs per violoncello e elettronica; violoncello Naomi Berrill. Evento collaterale della mostra "Warhol - Beuys. Omaggio a Lucio Amelio" in corso alla Fondazione Mazzotta di Milano.

Arte ed ecologia sono i protagonisti di questa serata. La natura e' l'elemento ispiratore e protagonista nel linguaggio artistico di Joseph Beuys; tutta la sua opera diviene attuale in un momento storico in cui le politiche ambientali assumono un'importanza fondamentale per il futuro del nostro pianeta. La portata del suo lavoro in questo ambito e' ancora tutta da scoprire e prefigura aspetti che sono diventati all'ordine del giorno in alcune manifestazioni artistiche contemporanee.

Consigliabile la prenotazione.

Spazio Oberdan
viale Vittorio Veneto 2 - Milano
ore 21
ingresso libero






 
Nell'ambito della mostra: India Arte Oggi  


Mercoledì 30 gennaio, alle ore 18.00, la curatrice Daniela Palazzoli amplierà, assieme all’artista indiano Jitish Kallat, alcuni dei temi introdotti dalla mostra INDIA ARTE OGGI: L’ARTE CONTEMPOREANEA INDIANA FRA CONTINUITA’ E TRASFORMAZIONE , in corso allo Spazio Oberdan di Milano fino al prossimo 3 febbraio.
L’incontro si tiene nello spazio espositivo e prevede anche una visita guidata alla mostra.
Verrà offerto un aperitivo indiano.
L’ingresso è libero.

Qualcuno ha parlato di Secolo Asiatico, molti hanno etichettato il 2007 come “l’Anno dell’India” che celebrava il Sessantesimo Anniversario della conquista della sua Indipendenza.
Nell’agenda degli argomenti di questa conversazione sono compresi temi come il rapporto fra moderno e contemporaneo nell’arte indiana dal 1947 a oggi, i paragoni e le differenze fra gli aspetti e lo stile popolare dell’arte indiana rispetto a quello di altri Paesi, ed in particolare al Pop angloamericano.
Ci si interrogherà sull’ascesa esponenziale del mercato artistico indiano, il ruolo ed il futuro dei giovani artisti; come si conciliano globalità e localismo nel mondo indiano.
Inoltre: paragoni e differenze rispetto all’arte contemporanea cinese, a cui lo Spazio Oberdan ha dedicato una importante mostra, sempre curata da Palazzoli, nel 2005.

Jitish Kallat è uno dei rappresentanti internazionalmente più conosciuti delle tendenze più innovative della nuova arte indiana. Nato nel 1974 a Bombay dove vive e lavora, Kallat è un artista multimediale versatile ed inesauribile nella pratica di media vecchi e nuovi – dalla pittura alla scultura, alla fotografia ,al video e al fax .Dopo un esordio basato sull’autoritratto, egli è rimasto sempre più coinvolto dai vari aspetti della città, ed in particolare di una megalopoli come Bombay, che egli concepisce un po’ come la star per eccellenza del postmoderno. I suoi interessi culturali e la sua verve creativa si estendono anche alla riflessione sui temi e sui problemi dell’India , grazie alla sua conoscenza dell’ambiente artistico indiano.

Giovedì 31 gennaio ore 19, la curatrice Daniela Palazzoli terrà una visita guidata ad ingresso gratuito, acquistando il biglietto d’ingresso alla mostra.

INDIA ARTE OGGI: L’ARTE CONTEMPORANEA INDIANA FRA CONTINUITA’ E TRASFORMAZIONE
mostra promossa dalla Provincia di Milano
in collaborazione con Regione Lombardia e Fondazione Antonio Mazzotta
sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana
a cura di Daniela Palazzoli
Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, Milano, fino al 3 febbraio 2008
orari: tutti i giorni 10-19.30, martedì e giovedì fino alle 22, chiuso il lunedì
biglietto: intero € 6,20, ridotto € 4,10; gruppi scolastici € 2,70,
ingresso gratuito il 1° martedi di ogni mese
catalogo edito da Gabriele Mazzotta

Informazioni al pubblico:
Spazio Oberdan, tel. 02.7740.6300/6302; www.provincia.milano.it/cultura

Uffici stampa:
- Provincia di Milano/Cultura, tel.02774063.58/59/88 -
p.merisio@provincia.milano.it; m.piccardi@provincia.milano.it;
- Fondazione Antonio Mazzotta/Alessandra Pozzi, tel. 02.878380 - ufficiostampa@mazzotta.it






 
Visita guidata 


Prende il via lunedi 17 dicembre un calendario di eventi organizzati dalla Provincia di Milano in occasione della mostra “INDIA ARTE OGGI: L’ARTE CONTEMPORANEA INDIANA FRA CONTINUITA’ E TRASFORMAZIONE", promossa da Provincia di Milano e curata da Daniela Palazzoli.
Per ampliarne i temi e aiutare a cogliere il quadro di un mondo dinamicissimo che sta cambiando, ancora dotato dell'omogeneità di un Paese particolarmente ricco di personalità e di grandi tradizioni culturali, sono in programma incontri con esperti, visite guidate con la curatrice e laboratori per bambini e ragazzi.

Lunedì 17 dicembre:

"Lo sviluppo economico tra tradizione e modernità. La spiritualità indiana davanti alla globalizzazione". Incontro con Marilia Albanese (Direttore della Sezione Lombarda dell'IAO-Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente) e Giuliano Boccali (docente di Indologia, Università degli Studi di Milano).
Il prof. Boccali parlerà dello sviluppo economico indiano e delle contraddizioni identitarie che esso comporta. Marilia Albanese si concentrerà sulla spiritualità indiana, nelle forme in cui essa è 'mediata' dalle mode occidentali (ad esempio con la pratica dello yoga) e nella difficile sfida della continuità della "mistica" indiana nella terra d'origine.

Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, alle ore 18, con ingresso libero fino a
esaurimento posti

Il calendario dei prossimi incontri:

8 gennaio 2008

"La speranza indiana. Storie di uomini, città e denaro dalla più grande democrazia del mondo", presentazione del libro e conversazione con Federico Rampini, autore e giornalista corrispondente di Repubblica dalla Cina e dall'India.

22 Gennaio 2008

"La "brillante" middle class indiana tra consumismo e qualunquismo", incontro con Alessandra Consolaro, docente di Lingua e Letteratura Hindi, Università di Torino.



In programma inoltre tre visite guidate gratuite della mostra con la curatrice Daniela Palazzoli : giovedì 10 gennaio ore 19, sabato 19 gennaio ore 16 e giovedì 31 gennaio ore 19.

Infine, sono in corso attività gratuite per bambini e ragazzi:

- nelle domeniche 16 dicembre, 13 e 27 gennaio 2008, alle ore 11: "Raccontami l’India" (per bambini da 4 a 8 anni), lettura di fiabe tratte dalla tradizione indiana, scelte per l’attinenza con alcune delle opere in mostra
Durata: 1 ora circa; posti disponibili: 25.

- domenica 16 e giovedì 27 dicembre, giovedì 3 gennaio e domenica 20 gennaio 2008, ore 15.30: "Indiamoci a Milano" (per ragazzi da 8 a 12 anni), visita guidata a una selezione di opere in mostra, i ragazzi hanno modo di avvicinarsi alla vita nelle città indiane contemporanee e paragonanrla al loro vissuto quotidiano. Segue laboratorio.

Posti disponibili: 20; durata: 1 ora e mezza; prenotazione obbligatoria .









 
India Arte Oggi 


India Arte Oggi


L'arte contemporanea indiana tra continuita' e trasformazione



a cura di Daniela Palazzoli

Questa mostra, promossa dalla Provincia di Milano in collaborazione con la Regione Lombardia e la Fondazione Antonio Mazzotta, cade in un momento cruciale di trasformazione della realtà economico-sociale dell'India.

INDIA ARTE OGGI: L'ARTE CONTEMPORANEA INDIANA FRA CONTINUITA' E TRASFORMAZIONE, che gode anche dell'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, approfitta quindi di questa opportunità storica per afferrare tempestivamente il quadro di un mondo dinamicissimo che sta cambiando, mentre e' ancora dotato della omogeneità di un Paese particolarmente ricco di personalità e di grandi tradizioni culturali, che si sono sviluppate in un relativo isolamento ed indipendenza.

Ecco l'elenco degli artisti presenti in mostra:
Dhruvi Acharia, Navjot Altaf, Atul Dodiya, V.S. Gaitonde, Chitra Ganesh, Scheela Gowda, Sakshi Gupta, Shilpa Gupta, Suboth Gupta, M.F. Husain, Tushar Joag, Jitish Kallat, Saini Reena Kallat, Bhupen Khakhar, Sonia Khurana, Riyas Komu, Bose Krishnamachari, Nalini Malani, Tyeb Mehta, Nasreen Mohamedi, Akbar Padamsee, S.H. Raza, Ravinder Reddy, T.V Santosh, Tejal Shah, Arpita Singh, F.N.Souza, Vivan Sundaram.

Vivan SundaramUnica fra le molte importanti iniziative espositive dedicate nel mondo all'India nel sessantesimo anniversario della sua Indipendenza (1947), questa mostra offre al visitatore l'opportunità di abbracciare in un percorso lungo sessant'anni la vita artistica del Paese. Gli artisti presenti vanno dagli oltre novanta ai ventotto anni. Essa e' organizzata (come era già accaduto con la mostra -Cina: prospettive d'arte contemporanea-, ospitata dallo Spazio Oberdan nel 2005), per movimenti, isole tematiche scottanti, emergenze sociali e scelte stilistiche che evidenziano il gioco fra continuità e trasformazioni che caratterizza l'arte indiana moderna e contemporanea.

A rendere possibile questo straordinario exploit contribuisce la concessione di un prestito eccezionale, da parte della National Gallery of Modern Art di New Delhi, di alcuni dei capolavori della sua collezione. Alla mostra e' stato anche concesso l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana.

Nel periodo di apertura della mostra, si terranno allo Spazio Oberdan iniziative collaterali, incontri, proiezioni cinematografiche.

Uffici stampa:
Provincia di Milano/Cultura, tel.02774063.58/59
p.merisio@provincia.milano.it;
m.piccardi@provincia.milano.it;
Fondazione Antonio Mazzotta/Alessandra Pozzi, tel. 02.878380,
ufficiostampa@mazzotta.it.

catalogo edito da Gabriele Mazzotta

Inaugurazione mercoledi 17 ottobre ore 18
Vernice stampa ore 11.30

Spazio Oberdan
Viale Vittorio Veneto 2, Milano
Orari: tutti i giorni 10-19.30, martedi e giovedi fino alle 22, chiuso il lunedi
biglietto: intero euro 6,20, ridotto 4,10; gruppi scolastici 2,70



 
Visita guidata  


In questo video la visita guidata alla mostra ''Il futuro del futurismo'' dedicata ai giovani curatori del CECAC e tenuta da Giacinto Di Pietrantonio, direttore della Gamec e co-curatore della mostra con Maria Cristina Rodeschini Galati.

Vai al video






 
Perchè non parli? 


Perche' non parli? Conversazioni d'arte


Arte e Musica con Carsten Nicolai

L'iniziativa, rientra nel progetto -InContemporanea. La rete dell'arte- con cui la Provincia di Milano intende promuovere l'arte del presente intesa come risorsa indispensabile per la riqualificazione urbana, sia dal punto di vista culturale che da quello sociale ed economico. Il ciclo di incontri e' realizzato in collaborazione con UniCredit, gruppo impegnato in un progetto di divulgazione dei linguaggi della contemporaneità e di valorizzazione delle giovani risorse creative del nostro Paese.

Carsten Nicolai appartiene a quella generazione di artisti che lavora intensamente nell'aerea di transizione tra arte e scienza. Il lavoro di Nicolai interroga la creatività, la coincidenza, e il potere della creazione artistica. Nicolai utilizza differenti media - compresi il suono, la scultura e i computer - come strumenti ibridi della sua ricerca artistica. Con eleganza minimalista, le sue installazioni evocano l'ambientazione del laboratorio: Nicolai usa i suoi strumenti per catturare visioni microscopiche del processo creativo, nella continua ricerca di una puntuale -codifica del mondo-. Carsten Nicolai presenterà il suo lavoro al pubblico attraverso immagini e suoni.

Carsten Nicolai, nato nel 1965 a Karl-Marx-Stadt (già Chemnitz, RDT), vive e lavora a Berlino come artista e musicista. Dapprima apprendista giardiniere, poi architetto paesaggista, Carsten Nicolai inizia l'attività artistica nel 1986 a Lipsia. Dopo la sua partecipazione in importanti esposizioni internazionali come Documenta X e la Biennale di Venezia (49a e 50 a), i lavori di Nicolai sono stati presentati in alcune monografiche: nel 2005, alla Schirn Kunsthalle di Francoforte (anti reflex) e alla Neue Nationalgalerie di Berlino (syn chron); nel 2007, presso Haus Konstruktiv di Zurigo e la PaceWildenstein di New York.

Da molti anni, sotto lo psedudonimo -alva noto-, Nicolai lavora nel campo della musica elettronica. Come -alva noto-, ha suonato anche al Guggenheim Museum di New York, al San Francisco Museum of Modern Art, al Centre Pompidou di Parigi, al Kunsthaus di Graz e alla Tate Modern di Londra. Oltre a cio', intrattiene progetti con diversi artisti, come Ryoji Ikeda (cyclo.), Mika Vainio o Thomas Knak (opto); recentemente ha fatto un tour con Ryuichi Sakamoto attraverso l'Europa, l'Australia e l'Asia.

Ufficio stampa:
Provincia di Milano/Cultura
tel. 02 7740.6358/6359/6388,
p.merisio@provincia.milano.it
m.piccardi@provincia.milano.it

Martedi' 4 Dicembre alle 18
Si consiglia la prenotazione via e-mail:
incontemporanea@provincia.milano.it.

Spazio Oberdan
viale Vittorio Veneto 2, Milano
Ingresso libero







 
Conferenza annullata 


si comunica che l'incontro del ciclo "Perché non parli?" con Joseph Kosuth previsto per il 13 novembre 2007 è stato sospeso e reinviato a data da
definirsi.






 
Perche' non parli? 


“Perché non parli?”:
ciclo di incontri sull’arte contemporanea
e i suoi rapporti con le altre forme di espressione artistica e culturale
dal 16 ottobre allo Spazio Oberdan

in collaborazione con UniCredit

Si tiene dal 3 aprile al 4 dicembre 2007 allo Spazio Oberdan di Milano, in Viale Vittorio Veneto 2, il ciclo di dodici incontri sull’arte contemporanea dal titolo “Perché non parli?”. L’iniziativa rientra nel progetto “InContemporanea. La rete dell’arte” (giunto al suo secondo anno) con cui la Provincia di Milano intende promuovere l’arte del presente intesa come risorsa indispensabile per la riqualificazione urbana, sia dal punto di vista culturale che da quello sociale ed economico.
Il ciclo di incontri è realizzato in collaborazione con UniCredit, gruppo impegnato in un progetto di divulgazione dei linguaggi della contemporaneità e di valorizzazione delle giovani risorse creative del nostro Paese.

Inizio incontri: ore 18.00. L’ingresso è libero.
Si consiglia la prenotazione via e-mail: incontemporanea@provincia.milano.it

L’arte è sempre stata, anzitutto, espressione di senso e di pensiero. E gli artisti, grandi creatori-sperimentatori, non possono che muoversi all’interno di una temperie culturale specifica nell’intento di dare forma sensibile al sentire del proprio tempo. Per questo, lungi dal restare in romantico isolamento, si sono sempre confrontati con la propria epoca .
Oggi più che mai gli artisti agiscono appropriandosi di qualsiasi cosa paia loro utile allo scopo di creare un’espressione plastica della contemporaneità. Ne risulta che l’arte del presente si muove sempre più liberamente al confine con ambiti limitrofi, dai quali tende a dedurre criticamente istanze, strumenti e metodi e ai quali, d’altra parte, fornisce idee, stimoli e l’invito a utilizzare l’immaginazione per trasformare il mondo e per risolvere questioni che possono essere concrete e pregnanti.
Questo ciclo di conferenze vuole esplicitare la relazione che arti cosiddette visive intrattengono con altre forme d'arte o con ambiti e discipline extrartistiche: vuole raccontare la vitalità di quel modo di muoversi tra appropriazioni, prestiti, rielaborazioni al fine di suggerire nuove, diverse visioni del mondo.

I sei incontri tra ottobre e dicembre avranno come protagonisti gli artisti.

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PERCHE' NON PARLI? autunno/inverno 2007
Il calendario degli incontri:

16 Ottobre
ARTE E TEATRO (Katarzyna Kozyra)
introduce Roberta Valtorta

30 Ottobre
ARTE ed ECONOMIA (Cesare Pietroiusti)
introduce Giacinto Di Pietrantonio

6 Novembre
ARTE e CINEMA (Fabio Mauri)
introduce Giacinto Di Pietrantonio

13 Novembre
ARTE e FILOSOFIA (Joseph Kosuth)
introduce Gabi Scardi

20 Novembre
ARTE e ARCHITETTURA (Mimmo Jodice)
introduce Roberta Valtorta

4 Dicembre
ARTE e MUSICA (Carsten Nicolai)
introduce Gabi Scardi



Tutti gli incontri si svolgeranno allo Spazio Oberdan dalle 18.00 alle 20.00
Ingresso libero fino a esaurimento posti
È gradita la prenotazione: incontemporanea@provincia.milano.it
Per informazioni: 02.77406381/41
www.incontemporanea.it
www.provincia.milano.it







 
Arte e vita nelle citta' 



comunicato stampa, 9 ottobre 2007

ARTE E VITA NELLE CITTA’
Esperienze e idee per la trasformazione urbana e la qualità sociale
Convegno internazionale
promosso da Provincia di Milano/Settore beni culturali, arti visive e musei
a cura di Gabi Scardi
Venerdì 19 ottobre 2007, ore 9.30 – 19
Triennale di Milano, Viale Alemagna 6
ingresso libero

Il convegno - organizzato dalla Provincia di Milano/Settore beni culturali, arti visive e musei con La Triennale di Milano e la collaborazione di Viafarini–Associazione per la promozione della ricerca artistica, Milano, nell’ambito di inCONTEMPORANEA-La rete dell’arte - si articola in una sessione dedicata all'esposizione di case histories e di considerazioni teoriche da parte di personalità del mondo dell'arte internazionale, e in una successiva fase di scambio sul tema della progettualità artistica come concreta e non occasionale opportunità di intervento urbano.
Partecipano al convegno, artisti, teorici, associazioni e operatori a vario titolo impegnati nella produzione e promozione di interventi di arte pubblica. Tra le ore 9.30 e le 16, dopo un’introduzione di Daniela Benelli, Assessora alla cultura, culture e integrazione della Provincia di Milano e di Gabi Scardi, curatrice della giornata di studio, sono previsti gli interventi di Francesca Zajczyk, Jeanne van Heeswjk, Nathalie Zonnenberg - Bureau Beyond (Utrecht), Maria Papadimitriou, Cesare Pietroiusti, Pelin Tan, Bartolomeo Pietromarchi - Fondazione Olivetti, Pier Luigi Sacco,
Segue dalle ore 16.30 una tavola rotonda moderata da Pier Luigi Sacco, cui partecipano Gennaro Castellano - Reporting System, Francesca Comisso - a.titolo, Anna Detheridge – Connecting Cultures, Jochen Gerz, Multiplicity.lab, Alessandra Pioselli, Marina Pugliese, Marco Scotini, Claudia Zanfi – aMAZElab.

La giornata di studio sarà seguita da un workshop destinato ad artisti interessati ad approfondire le tematiche in questione. Il workshop si terrà negli spazi di Viafarini – Associazione per la promozione della ricerca artistica (Via Farini 35, Milano) il 20 ottobre 2007. Visiting professor: Maria Papadimitriou.

Il desiderio di fare il punto sul rapporto tra arte, spazio pubblico, trasformazione urbana, nasce dalla convinzione che la cultura vada considerata come valore intrinseco di una società, volàno e prova al contempo della sua evoluzione.
Il convegno mira a sottolineare il rinnovato ruolo dell'arte come opportunità di sviluppo del territorio e ad evidenziare l'ampiezza assunta negli ultimi anni da questo ambito di ricerca nonchè la sua specificità dal punto di vista teorico, operativo e critico.
Negli ultimi decenni, città e territorio si sono modificati rapidamente dando luogo ad assetti inediti. Tra le figure più sensibili e più attente alle trasformazioni, ai nuovi contesti e ai nuovi valori, alle istanze sociali del presente ci sono gli artisti.
Capaci di attivare uno sguardo critico, ma anche fortemente progettuale e di collocarsi nel punto d'intersezione tra sensibilità individuale e collettiva, gli artisti tendono oggi sempre più a recepire - e a loro volta ad attivare - una domanda di qualità della vita, e a misurarsi con lo spazio urbano e con tematiche attinenti alla sfera pubblica.
Per questo un numero sempre crescente di progetti scaturisce dalla relazione con specifici ambiti, e a quegli ambiti è destinato.


L'intervento si radica dunque nel contesto e il suo esito, estremamente variegato ma tendenzialmente lontano sia da quello del tradizionale intervento artistico-monumentale, sia dalla logica mass-mediatica di molti odierni "eventi culturali", farà riferimento in modo specifico, anche se non esclusivo, a quello stesso contesto.

Gli artisti che si riconoscono in questo ampio ambito di ricerca sono accomunati dalla tendenza a far affiorare, nello spazio condiviso, la trama più sottile e poetica del vissuto quotidiano, ma anche le sue contraddizioni, gli eventuali elementi di crisi, di conflitto o di urgenza. I loro progetti hanno come orizzonte di riferimento il mondo reale di oggi e di un futuro prossimo, in particolare le aree urbane sensibili: quelle in cui le tensioni identitarie, dell'abitare, della comunità, dell'integrazione e dello sviluppo sostenibile si fanno più cruciali e le esigenze di crescita o di cambiamento si manifestano con particolare urgenza.
Attenti a questo genere di tematiche, gli autori di questi progetti sono mossi dall'attitudine a prefigurare situazioni, trasformazioni, a ridisegnare spazi e modelli di vita, piuttosto che a rappresentarli.
Tra le loro preoccupazioni prioritarie la qualità ambientale e la convivenza sociale; tra le loro modalità l'attivazione di processi di rilettura del territorio, di progettazione partecipata, l'innesco di esperienze individuali o collettive, la definizione di ambiti comuni, talvolta funzionali. Il loro apporto può andare in direzioni diverse, con azioni che contribuiscono a rinsaldare legami con un territorio e ad attivare, rispetto a esso, processi di consapevolezza e di riappropriazione, di riqualificazione e di valorizzazione.

Animati da uno spirito fortemente progettuale, questi artisti sono potenziali interlocutori di enti e amministrazioni pubbliche interessati a reali strategie di sviluppo territoriale. I loro interventi si possono inserire, secondo modalità diverse, all'interno di una programmazione pubblica orientata alla valorizzazione o rigenerazione di specifici contesti.



informazioni:
Provincia di Milano, tel +39 02 77406341, www.provincia.milano.it/cultura
Cristiana Rota, cell +39 347 5258440, cristiana.rota@fastwebnet.it


uffici stampa:
- Provincia di Milano/Cultura, +39 02 77406358/59/88,
p.merisio@provincia.milano.it, m.piccardi@provincia.milano.it
- Cristiana Rota, +39 347 5258440, cristiana.rota@fastwebnet.it









 
Tavola rotonda 



comunicato stampa, 3 ottobre 2007


Sabato 6 ottobre 2007, allo Spazio Oberdan:
Dietro le quinte – Le ragioni per costruire una mostra
tavola rotonda con Zdenka Badovinac, Roberto Pinto e Gabi Scardi
nell’ambito del CECAC Corso Europeo per Curatori di Arte Contemporanea - I edizione
(dal 27 Settembre al 6 Ottobre 2007, Milano - visiting professor Zdenka Badovinac)


Sabato 6 ottobre, alle ore 11.00, presso la Spazio Oberdan di Milano, Viale Vittorio Veneto 2, in occasione della Giornata del contemporaneo, Zdenka Badovinac tiene, con Roberto Pinto e Gabi Scardi, una tavola rotonda sul tema Dietro le quinte – Le ragioni per costruire una mostra, in cui verranno affrontati sia temi legati alle varie figure protagoniste, pur dietro le quinte, del mondo dell’arte e dei ruoli professionali e culturali, sia le impressioni, i risultati e le riflessioni degli studenti sul Corso ormai concluso.
Infatti, questo incontro – come quello tenutosi il 2 ottobre scorso con Daniel Buren - rientrano nell’ambito del CECAC/Corso Europeo per Curatori di Arte Contemporanea, promosso dalla Provincia di Milano, la Fondazione Antonio Ratti di Como e la Commissione Europea/Rappresentanza a Milano. La prima edizione del CECAC, in corso allo Spazio Guicciardini di Milano fino al 6 ottobre, ha come visiting professor Zdenka Badovinac, critico d’arte e curatrice d’arte contemporanea, che dirige dal 1993 la Moderna galerija/Museum of Modern Art di Lubiana.
Il progetto è curato da Roberto Pinto e Gabi Scardi, per conto della Provincia di Milano e della FAR.

L’ingresso alla tavola rotonda è libero fino ad esaurimento posti.

Zdenka Badovinac ha curato numerose mostre relative alla situazione artistica slovena e internazionale. Per la Moderna galerija/Museum of Modern Art di Lubiana ha dato avvio alla prima collezione dedicata all’arte dell’Europa dell’Est, la Arteast Collection 2000+. La Badovinac ha sistematicamente lavorato sul processo di ridefinizione della storia e sulle tradizioni delle differenti avanguardie artistiche. Zdenka Badovinac è stata Commissario per il Padiglione Sloveno alla Biennale di Venezia (1993–1997, 2005) e Commissario per il Padiglione Austriaco alla Biennale di San Paolo (2002).

L’iniziativa è in collaborazione con Accademia d’Ungheria, AICEM-Associazione Istituti di Cultura Europei Milano, Consolato Generale della Repubblica di Polonia, Dena Foundation for Contemporary Art, Forum Austriaco di Cultura, Goethe-Institut Mailand, Istituto Camões, Instituto Cervantes, Istituto Culturale Ceco, Curating Contemporary Art-Royal College of Art London.

Informazioni:
Fondazione Antonio Ratti, + 39 031 233111 - www.fondazioneratti.org
Provincia di Milano, +39 02 77406341 tel 02 77406302, www.provincia.milano.it/cultura


Uffici stampa:
Fondazione Antonio Ratti, Ilaria Gianoli +39 333 6317344, Teresa Saibene +39 031233211, ufficiostampa@fondazioneratti.org
Provincia di Milano/Cultura, +39 02 774063.58/59/88, p.merisio@provincia.milano.it, m.piccardi@provincia.milano.it








 
Paesaggio prossimo 


“Paesaggio Prossimo, la Provincia di Milano nello sguardo contemporaneo di 12 fotografi”
mostra promossa e organizzata dalla Provincia di Milano
in collaborazione con Contrasto

Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, Milano
dal 13 giugno al 7 ottobre 2007
orari: tutti i giorni 10-19.30, martedì e giovedì fino alle 22, chiuso il lunedì
ingresso libero
inaugurazione: martedì 12 giugno, ore 18.30
libro-catalogo edito da Contrasto e Provincia di Milano


“Paesaggio prossimo, la Provincia di Milano nello sguardo contemporaneo di 12 fotografi” è un progetto nato nell’estate del 2006 dalla collaborazione tra la Provincia di Milano e Contrasto per raccontare il territorio in cui viviamo.
Dodici fotografi italiani di fama internazionale e dodici testimoni illustri della Milano contemporanea descrivono la città e la sua provincia: dodici punti di vista per ripercorrere i luoghi e le situazioni che fanno Milano celebre e al centro delle tendenze, attraverso gli occhi di fotografi storici e contemporanei. Accanto alle foto le parole di esponenti del mondo della cultura, della creatività e dell’attualità raccontano la loro Milano, tra passioni e dubbi, tra ricordi e speranze per il futuro. Massimo Siragusa ed il regista Ermanno Olmi raccontano la Milano della Cultura e dell’Arte.
Moda e Creatività sono viste attraverso l’occhio di Stefano De Luigi e raccontate dallo stilista Elio Fiorucci.
Le immagini di Gianni Berengo Gardin sono accompagnate dalle riflessioni di Don Virginio Colmegna, presidente della Fondazione Casa della Carità, nel capitolo Assistenza, Integrazione e Solidarietà.
Guido Harari con le immagini e Umberto Veronesi con le parole intervengono nel capitolo su Medicina e Scienza.
Alex Majoli e Camila Raznovich, conduttrice televisiva e radiofonica, raccontano il mondo dei Giovani.
Sport e Tempo libero sono visti attraverso gli occhi di Riccardo Venturi e le osservazioni di Dino Meneghin.
L’architetto Massimiliano Fuksas e Gabriele Basilico si occupano di Architettura Urbana.
Le parole di Ferruccio de Bortoli, attualmente direttore de Il Sole 24 Ore, e le immagini di Enrico Bossan parlano di Economia e Sviluppo.
Paola Antonelli, acting chief curator del dipartimento di architettura e design al MoMa di New York, e Paolo Pellegrin raccontano la Milano del Design.
Gli argomenti legati ai Trasporti provinciali e alla Mobilità vengono affrontati nell’intervista all’architetto Stefano Boeri e nelle fotografie di Francesco Radino.
Daniele Dainelli e Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia, si occupano di Ambiente.


Infine il Presidente della Provincia, Filippo Penati racconta Milano in un’intervista, insieme alle fotografie di Lorenzo Cicconi Massi.

“Paesaggio prossimo”, proprio perché narrato da dodici sguardi diversi e a volte contrastanti, giunge ad un solo risultato, un unico racconto che permane negli occhi e nella memoria dello spettatore e che ci svela una Milano fulcro della finanza, della moda, del design, dell’editoria e delle grandi imprese, una città “cuore del nuovo”.


Informazioni al pubblico:
Provincia di Milano/Spazio Oberdan, tel. 027740.6300/02; www.provincia.milano.it/cultura

Uffici stampa:
Provincia di Milano/Cultura, tel.0277406358/59,
p.merisio@provincia.milano.it; m.piccardi@provincia.milano.it;

Contrasto/Roberta De Fabritiis, tel.06328281, rdefabritiis@contrasto.it







 
Bando di Concorso 


CORSO EUROPEO PER CURATORI DI ARTE CONTEMPORANEA
(EUROPEAN COURSE FOR CONTEMPORARY ART CURATORS)


Promosso da
Provincia di Milano, Fondazione Antonio Ratti
Rappresentanza Milano della Commissione Europea

A cura di
Roberto Pinto e Gabi Scardi

Visiting Professor
Zdenka Badovinac

Date
27 Settembre - 6 Ottobre 2007

Corso Europeo per Curatori d’Arte Contemporanea (CECAC)
La Provincia di Milano, la Fondazione Antonio Ratti di Como e la Commissione Europea – Rappresentanza a Milano promuovono la prima edizione del Corso Europeo per Curatori d’Arte Contemporanea (CECAC), che si terrà nel settembre 2007 a Milano. L’iniziativa è in collaborazione con Accademia d’Ungheria, Consolato generale dei Paesi Bassi, Consolato Generale della Repubblica di Polonia, Dena Foundation, Forum Austriaco di Cultura, Goethe Institut, Istituto Camões, Instituto Cervantes, Istituto Culturale Ceco e Royal College of Art.
Il Corso offre la possibilità a 11 giovani curatori provenienti da paesi dell’Unione Europea di lavorare a fianco di un Visiting Professor di fama internazionale, analizzando criticamente aspetti teorici e operativi dell’attività curatoriale e approfondendo la conoscenza del contesto artistico attuale.
Il corso rappresenta, inoltre, un’occasione per attivare una rete di relazioni tra giovani operatori di diversi paesi europei.

Struttura del Corso
L’insegnamento, avrà un’articolazione seminariale e si caratterizzerà di anno in anno secondo l’orientamento del Visiting Professor.
Il corso si strutturerà in un corso intensivo della durata di dieci giorni, costituito da lezioni teoriche e pratiche. Si alterneranno giornate che verteranno su temi proposti dal Visiting Professor ad altre destinate alla presentazione di progetti ed esperienze da parte dei partecipanti, alla visita di spazi espositivi, all’incontro con artisti e realtà del territorio.
Una giornata sarà dedicata al confronto con un artista individuato dal Visiting Professor in relazione alle tematiche proposte. Il programma prevede inoltre che lo stesso artista faccia una conferenza aperta al pubblico.
Le lezioni occupano le intere giornate. La frequenza è obbligatoria.
Al termine del corso sarà realizzato un catalogo/raccolta di saggi.
Contenuti
Visiting Professor di questa prima edizione sperimentale è Zdenka Badovinac. I temi che verranno approfonditi saranno: i concetti di “identità”, “cultura” e “territorio” e le relazioni tra arte dei paesi dell’Est e quella dell’Europa occidentale; il ruolo del museo e i possibili nuovi modelli espositivi; la questione della storia e della sua ridefinizione; i rapporti tra arte e società (sistemi paralleli/conoscenze locali).

Visiting Professor
Zdenka Badovinac dirige dal 1993 la Moderna galerija / Museum of Modern Art, di Lubiana e ha curato numerose mostre relative alla situazione artistica slovena e internazionale. Per tale istituzione ha dato avvio alla prima collezione dedicata all’arte dell’Europa dell’Est, Arteast Collection 2000+. La Badovinac ha sistematicamente lavorato sul processo di ridefinizione della storia e sulle tradizioni delle differenti avanguardie artistiche. Tra le mostre orientate in questa direzione ricordiamo: The Art of Eastern Europe in Dialogue with Body and the East – From the 1960s to the Present, installata alla Moderna galerija, nel 1998 (che è stata allestita anche ad Exit Art, New York, 2001), cui è seguita una serie di esposizioni dedicate ai medesimi temi: Form-Specific, 2003; 7 Sins: Moscow – Ljubljana, (co-curata con Victor Misiano e Igor Zabel), 2004; Interrupted Histories, 2006; Arteast Collection 2000+23, 2006.
Tra gli altri progetti espositivi segnaliamo: Silence – Contradictory Shapes of Truth, Moderna galerija, (1992); House in Time, Moderna galerija, (1995); The Sense of Order, Moderna galerija, (1996); Museum of Contemporary Art Sarajevo 2000. The Moderna galerija Collection 1996, Moderna galerija, (1996) (esposta anche all’Orangerie im Congress, Innsbruck, 2001; ZKM Karlsruhe, 2002; Umetnička galerija Skopje, Čifte Amam, Prostor2, Skopje, 2002); unlimited.nl-3, DeAppel, Amsterdam (2000); (un)gemalt, Sammlung Essl, Kunst der Gegenwart, Klosterneuburg/Vienna (2002) (esposta anche alla Moderna galerija, 2002); Marjetica Potrč – Next Stop, Kiosk, Moderna galerija, (2003); ev+a 2004, Imagine Limerick, Open & Invited, in differenti spazi espositivi, Limerick (2004); Democracies – the Tirana Biennale, Tirana (2005).
Zdenka Badovinac è stata anche Commissario per il Padiglione Sloveno alla Biennale di Venezia (1993–1997, 2005) e Commissario per il Padiglione Austriaco alla Biennale di Sao Paulo (2002).

Finalità
Il corso si propone di:
- promuovere riflessioni e approfondimenti sul ruolo del curatore e progetti di ricerca sull’arte del presente.
- avviare una piattaforma di lavoro grazie alla quale i partecipanti potranno articolare ulteriori progetti curatoriali.
- offrire la possibilità di lavorare a fianco di alcuni tra i maggiori esperti della scena artistica europea.
- favorire lo scambio tra giovani operanti nel mondo dell’arte contemporanea dell’Unione Europea.
- incoraggiare la circolazione transnazionale di competenze e di progetti culturali.
- promuovere la pubblicazione di un catalogo che documenti ogni anno le articolate attività del corso

Come partecipare
Possono fare domanda di iscrizione cittadini della Comunità Europea che abbiano compiuto la maggiore età, senza obblighi di certificati di studio, provenienti dai seguenti paesi:
Austria, Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna e Ungheria. È necessaria la conoscenza della lingua inglese. Un’apposita commissione selezionerà, tra le domande pervenute, uno studente per ciascun paese sopraindicato.
Le domande di iscrizione - indirizzate a CECAC (Corso Europeo Curatori Arte Contemporanea), Ufficio Arti Visive – Settore Beni Culturali Arti Visive e Musei - Provincia di Milano, Via Vittorio Veneto 2, 20124 Milano Italia – dovranno essere inviate entro il 7 Luglio 2007 (fa fede il timbro postale) e contenere il seguente materiale:
- curriculum vitae (completo di nome, cognome, nazionalità, età, indirizzo postale, email e telefono) che illustri attività formative, scolastiche e lavorative
- copia dei principali testi pubblicati e progetti realizzati
- una dichiarazione riguardante gli interessi del candidato e le motivazioni per la partecipazione al corso (max 2 cartelle/4.000 caratteri)
I candidati ammessi riceveranno avviso di accettazione via email entro il 23 Luglio 2007. Frequenza, viaggio a/r dal luogo di residenza a Milano, vitto e alloggio durante il Corso, sono gratuiti. Il materiale inviato non verrà restituito. Ai sensi dell’ art. 13 del d.l. 196/03 i dati personali dei candidati saranno trattati esclusivamente per le procedure di selezione e ammissione al Corso, e non verranno ceduti a terzi.

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Promoted by
Provincia di Milano, Fondazione Antonio Ratti
Rappresentanza Milano della Commissione Europea

Curated by
Roberto Pinto e Gabi Scardi

Visiting Professor
Zdenka Badovinac

Dates
27 September - 6 October 2007

European Course for Contemporary Art Curators (CECAC)
Provincia di Milano, Antonio Ratti Foundation, and the European Commission – Rappresentanza a Milano promote the first edition of the European Course of Contemporary Art Curators (CECAC), starting in September 2007, in Milan, Italy. The initiative is in collaboration with Accademia d’Ungheria, Consolato Generale dei Paesi Bassi, Consolato Generale della Repubblica di Polonia, Dena Foundation, Forum Austriaco di Cultura, Goethe Institut, Istituto Camões, Instituto Cervantes, Istituto Culturale Ceco and Curating Contemporary Art - Royal College of Art London. The Course gives the opportunity to 11 young curators from countries of the European Union to work side by side with an internationally renowned visiting professor, approaching a critical analysis of theoretical and practical aspects of curatorship, and investigating the contemporary art scene.
The Course also represents an occasion to create new connections between young operators from different European countries.

Course Structure
The Course has a seminar structure; every year its contents are planned according to the Visiting Professor’s guidelines. The Course lasts 10 days, with an intensive schedule of theoretical and practical lessons held by the Visiting Professor, presentations of the participants’ projects and experiences, and visits to artists, exhibition spaces and institutions of the territory.
The students will spend one day with an artist chosen by the Visiting Professor, whose work is related to the Course issues. The artist also holds a lecture open to the public. Classes are full time, attendance is compulsory. A catalogue/essay collection will be published following the Course.

Contents
Zdenka Badovinac is the Visiting Professor of the first experimental edition of the Course. The themes investigated during the lessons will be: concept of “identity”, “culture”, “territory”, and the relations between countries of Eastern and Western Europe; the role of museums and new possible expositive solutions; the question of history and its redefinition; relations between art and society (parallel systems/local knowledge).

Visiting Professor
Zdenka Badovinac directs the Moderna galerija / Museum of Modern Art in Ljubljana since 1993, and has curated numerous exhibitions related to the Slovene and international art scene. In this institution Badovinac started the first collection dedicated to eastern European art, Arteast Collection 2000+. Badovinac has systematically worked on the process of redefinition of history and on the traditions of the various artistic avant-gardes. Among the exhibitions focusing on these issues: The Art of Eastern Europe in Dialogue with Body and the East – From the 1960s to the Present, Moderna galerija, 1998 (also presented at Exit Art, New York, 2001), which was followed by a series of exhibitions dedicated to the same themes such as: Form-Specific, 2003; 7 Sins: Moscow – Ljubljana, (co-curated with Victor Misiano and Igor Zabel), 2004; Interrupted Histories, 2006; Arteast Collection 2000+23, 2006.
Among other exhibition projects: Silence – Contradictory Shapes of Truth, Moderna galerija, (1992); House in Time, Moderna galerija, (1995); The Sense of Order, Moderna galerija, (1996); Museum of Contemporary Art Sarajevo 2000. The Moderna galerija Collection 1996, Moderna galerija, (1996) (also presented at the Orangerie im Congress, Innsbruck, 2001; ZKM Karlsruhe, 2002; Umetnička galerija Skopje, Čifte Amam, Prostor2, Skopje, 2002); unlimited.nl-3, DeAppel, Amsterdam (2000); (un)gemalt, Sammlung Essl, Kunst der Gegenwart, Klosterneuburg/Vienna (2002) (also presented at the Moderna galerija, 2002); Marjetica Potrč – Next Stop, Kiosk, Moderna galerija, (2003); ev+a 2004, Imagine Limerick, Open & Invited, in various exhibition spaces, Limerick (2004); Democracies – the Tirana Biennale, Tirana (2005).
Zdenka Badovinac was Commissioner of the Slovene pavilion at Venice Biennale (1993–1997, 2005) and Commissioner of the Austrian pavilion at Sao Paulo Biennale (2002).

Objectives
The Course aims to:
- promote reflections and investigations questioning the role of the curator, and research projects on contemporary art.
- set up a working platform that may enable participants to develop further curatorial works.
- offer the opportunity of working side by side with one of the leading experts of the European art scene.
- support contacts between young operators of the European contemporary art scene.
- encourage international circulation of cultural projects and competences.
- promote the publication of a catalogue documenting the Course activities of each year.


How to Apply
European Union citizens over 18, of the following countries may send their application: Austria, Czech Republic, France, Germany, Italy, Poland, Portugal, Netherlands, Spain, Uk and Hungary. No study certificate is required. English essential. A committee will select from the applications one student for every country.
The applications must be posted by 7 July 2007 to the following address: CECAC (Corso Europeo Curatori Arte Contemporanea), Ufficio Arti Visive – Settore Beni Culturali Arti Visive e Musei - Provincia di Milano, Via Vittorio Veneto 2, 20124 Milan, Italy.
The applications must include
- curriculum vitae (with name, surname, nationality, age, postal address, email, phone) illustrating studies, work experiences
- a copy of the most relevant published texts and reports of realized projects
- a motivational statement of the applicant illustrating his/her interests and explaining the reason for his/her application (max 4.000 characters)
The selected applicants will be contacted via email by 23 July 2007. Attendance, travel from place of residence to Milan and back, lunches and accommodation during the Course are free. The material sent for the application will not be returned. According to art. 13 del d.l. 196/03, personal data of the applicants will be exclusively used for the Course selection procedures and will not be communicated to others.

Scarica il bando di concorso






 
Feedback. Scritti su e di Franco Vaccari 


Presentazione del volume

FEEDBACK
Scritti su e di Franco Vaccari
a cura di Nicoletta Leonardi

presenta
Antonello Frongia

intervengono
Franco Vaccari, Nicoletta Leonardi, Vittorio Fagone

Spazio Oberdan, Sala Cinema
lunedì 21 maggio, ore 18.00
ingresso libero

Verrà presentato lunedì 21 maggio alle ore 18.00 presso la Sala Cinema dello Spazio Oberdan di Milano il volume Feedback. Scritti su e di Franco Vaccari, a cura di Nicoletta Leopardi (postmedia books, Milano 2007), realizzato in occasione della mostra Franco Vaccari, Col Tempo: esposizioni in tempo reale, fotografie, film, video, video-installazioni 1965-2007, promossa dalla Provincia di Milano in collaborazione con l’Associazione a.titolo, in corso allo Spazio Oberdan fino a domenica 27 maggio.

Nonostante di lunedì la mostra sia chiusa, in occasione dell’incontro verrà eccezionalmente aperta, con ingresso gratuito, dalle ore 16.00 alle 18.00.

Questo volume nasce da una doppia esigenza: approfondire la riflessione sull’opera di Franco Vaccari, artista fra i più importanti della neoavaguardia europea; rileggere un periodo della storia dell’arte italiana, dalla seconda metà degli anni ’60 alla prima metà degli anni ’80, ancora oggi conosciuto prevalentemente nei termini dell’arte povera e della transavanguardia. Il libro ripercorre non soltanto lo sviluppo della ricerca di un protagonista del concettualismo internazionale che ha modificato in maniera sostanziale il nostro modo di guardare alla pratica artistica, ma anche la storia della letteratura critica –orientata soprattutto all’analisi del rapporto fra arte e mezzi cosiddetti “extra-artistici”– che Vaccari ha ispirato e dalla quale è stato sostenuto.
A tal fine, è stato fatto un lavoro di recupero e di selezione di testi dispersi in riviste e cataloghi talvolta di difficile reperibilità. Gli scritti sono stati raccolti in due sezioni, ciascuna ordinata cronologicamente. La prima contiene saggi di Adriano Altamira, Renato Barilli, Pietro Bonfiglioli, Gillo Dorfles, Claudio Marra, Daniela Palazzoli, Adriano Spatola e Roberta Valtorta pubblicati nel periodo che va dagli esordi della carriera artistica di Vaccari agli anni ’80.
La seconda presenta una larga scelta degli scritti di Franco Vaccari dagli anni ’60 ad oggi, alcuni dei quali inediti, con la particolare esclusione di Fotografia e inconscio tecnologico (1979), già pubblicato in diverse edizioni.
Il confronto degli scritti sull’artista con gli scritti dell’artista mette in risalto le complesse relazioni che intercorrono fra i significati proiettati su un lavoro e i significati da questo prodotti. Da qui, il titolo del libro: Feedback. Del resto, tutta la ricerca di Vaccari, che non a caso è un fisico di formazione, ruota proprio attorno al concetto di feedback, all’idea cioè del lavoro artistico come frutto dell’incontro fra uno stimolo e la relazione da questo suscitata nel contesto di una specifica situazione, della realtà intesa come sistema dinamico.
I 28 saggi di Vaccari raccolti nella seconda parte del libro testimoniano la ricchissima e quanto mai variegata produzione critico-teorica dell’autore. Come alcuni suoi contemporanei, a partire dagli anni ’60 Vaccari rompe i tradizionali confini disciplinari dell’arte operando sia sul fronte della pratica artistica che su quello della critica e della teoria. L’artista riflette sui temi fondamentali che percorrono, fin dagli esordi, il suo lavoro: la dissoluzione dell’oggetto estetico modernista; l’utilizzo degli strumenti mass mediatici quali la fotografia, il film, il video, al fine di impegnare lo spettatore in un processo di partecipazione critica; l’accento sulle specifiche condizioni contestuali, ovvero spaziali, temporali e corporee, dell’esperienza. Egli affronta inoltre problematiche quali il modo in cui l’arte contemporanea assorbe le tecnologie e i linguaggi della cultura dello spettacolo, la rappresentazione dell’esperienza privata e di quella pubblica nel momento in cui l’industria culturale invade gli spazi, le istituzioni, le pratiche dell’avanguardia. La crisi del concetto di sfera pubblica provocata dall’invasione massiccia della vita quotidiana da parte delle nuove tecnologie e dei mass media è l’elemento centrale con cui Vaccari si confronta nel tentativo di rappresentare e narrare la soggettività.


Feedback Scritti su e di Franco Vaccari, a cura di Nicoletta Leonardi, postmedia, Milano 2007, 176 pagine, 78 illustrazioni a colori e in bianco e nero, €18,60 (in occasione dell’incontro, il volume sarà in vendita al prezzo speciale di € 10).



Informazioni al pubblico:
Spazio Oberdan, tel. 02 7740 6300/6302, www.provincia.milano.it/cultura


Uffici stampa:
• Provincia di Milano/Cultura, tel. 02 7740.6358/59/88; p.merisio@provincia.milano.it - m.piccardi@provincia.milano.it
• Studio De Angelis, tel. 02 324377 – 3387272846; info@deandelispress.it
• postmedia books, tel. 02 4525.221; press@postmediabooks.it - www.postmediabooks.it







 
InCONTEMPORANEA / Numero Uno 


InCONTEMPORANEA/Numero Uno
progetto promosso dalla Provincia di Milano
Triennale di Milano, Viale Alemagna 6, Milano
11 – 12 – 13 maggio 2007
venerdì dalle 10.30 alle 20.30, sabato e domenica dalle 10.30 alle 23.00
ingresso libero


E’ stata presentata da Daniela Benelli, Assessore alla cultura, culture e integrazione, la manifestazione Numero Uno, promossa dalla Provincia di Milano che fa parte del progetto InCONTEMPORANEA la rete dell’arte.
Erano presenti: Gabi Scardi, curatrice del progetto e i rappresentanti delle associazioni che aderiscono all’iniziativa.

L’appuntamento si svolgerà durante i giorni 11, 12 e 13 maggio e verrà ospitato dalla Triennale di Milano, sede scelta come punto di raccolta e confronto delle Associazioni no profit di Milano che si occupano di arte e di sperimentazione nel campo della cultura visiva contemporanea, per offrire al pubblico la possibilità di conoscere, attraverso un’unica vetrina espositiva, il loro lavoro di ricerca. La tre giorni, giunta alla seconda edizione (il precedente Numero Zero ha avuto luogo dal 22 marzo al 2 aprile 2006), ha la curatela scientifica di Gabi Scardi.

Negli spazi destinati a Numero Uno le quindici associazioni presenti – aMAZElab, artandgallery, Assab One, Atelier Spazio Xpò, C/O careof, esterni, FreeUndo, Isola Art Center, Museo Teo, Neon, O’Artoteca, Reporting System, Viafarini, Wurmkos, Xing – potranno illustrare il proprio lavoro, proponendo progetti, opere ed installazioni di artisti selezionati accanto ad un fitto calendario di eventi, come concerti, performances e convegni che ruoteranno attorno al tema della città sostenibile. In occasione di questi tre giorni, la Triennale si trasformerà in uno spazio al plurale: il progetto intende, al contempo, far emergere l'energia da questi spazi culturali e metterne a confronto caratteri, metodi, obiettivi per evidenziarne la complementarietà.
Aderiscono Connecting Cultures, UOVO/Med, e ANISA.

Tra le diverse proposte delle associazioni, AssabOne è presente con “Buzzbox”, un progetto ideato con Nathalie du Pasquier e Steve Piccolo: una piccola casa in legno dove il visitatore è invitato a lasciare commenti su mostre, luoghi cittadini d’interesse e strategie di sopravvivenza urbana, che verranno registrate e inserite in una mappa dinamica della città che al termine dei tre giorni formerà un documento utilizzabile online, una sorta di guida prodotta dalla città per la città.
Wurmkos ha realizzato “Wurmkoskammer”, una installazione composta da armadi che diventano stanze, ambienti delle “curiosità”, nei quali si può camminare, conversare, sentire odori lungo un percorso, mentre Atelier Spazio Xpò presenta “APT – We are here, Xpo'”, un ipotetico ufficio dell’Azienda di Promozione Turistica, provvisto di un punto informazioni e di hostess che indicano percorsi ragionati di opere di strada e luoghi significativi per la cultura urbana, indicando nella città stencil, stikers, installazioni urbane, nuovi linguaggi espressivi e luoghi alternativi alla galleria.
Numerosi sono i progetti presentati, compiuti o in fase di realizzazione, come “Drafting Emotions”, ideato da Gennaro Castellano, in collaborazione con Reporting System e InCulture, strutturato come un work in progress: sono state scelte due classi di scuola superiore di Milano e Amburgo che, attraverso stesse attività scolastiche e una serie di happening organizzati in giro per la città, si comportano come una redazione e un collettivo di progettazione per la realizzazione di un giornale e di un video che documentano il lavoro svolto.

Nel corso delle tre giornate si terranno alcuni appuntamenti di confronto e dibattito, come “L’arte pubblica è sostenibile?”, organizzato da Neon con Emilio Fantin, Mili Romano, Mauro Folci, Alberto Zanazzo, Cesare Pietroiusti, Daria Filardo, Cecilia Guida e “Artmakers-Produrre l’arte oggi in Italia”, promosso da Lima e Xing con Giovanna Amadasi, Frank Boehm, Luca Cerizza, Anna Daneri, Guido Guerzoni, Tullio Leggeri, Andrea Lissoni, Massimiliano Gioni, Catterina Seia, Patrick Tuttofuoco, Francesca Pennone e Antonella Berruti.

In ateprima, venerdì alle 10.30 verrà presentato un DVD, contenente interviste e servizi, relativo a Numero Zero, l'edizione 2006 di In contemporanea, la rete dell'arte, realizzato in collaborazione tra l'Assessorato alla cultura, culture e integrazione della Provincia di Milano, e IED/Arti Visive, Scuola del Network internazionale Istituto Europeo di Design. Il progetto didattico - in linea con la filosofia IED che vede l'unione del sapere al saper fare - ha coinvolto gli studenti del 2° anno del Corso di Video Design per fornire la documentazione video della manifestazione. Gli studenti sono stati guidati da Giuseppe Baresi, regista e docente IED, Fabio Filippi, Assistente di Video Design e Simona Bordone e Alessandra Pioselli, consulenti sui contenuti.

Sabato 12 maggio alle 18.00, si terrà la performance “Arriverà e ci coglierà di sorpresa” di Francesca Grilli.
La memoria è al centro di questo progetto, che unisce suggestioni personali con immagini collettive: il ricordo di serate emiliane, di feste, di musiche suonate e danzate, di balli interminabili. Gesti e atmosfere che attraverso l’interpretazione di due ballerini attempati rivendicano l’avanzare del tempo, il trasformarsi della vita, delle forze, delle apparenze. Una performance (presentata in collaborazione con la quinta edizione di UOVO, festival indisciplinare e indisciplinato sulle performing arts) che indaga il tema della vecchiaia, ne riscopre il fascino e ne celebra la fragilità e la bellezza..

Numero Uno chiuderà domenica 13, con una conferenza–concerto dal titolo “La musica libanese fra tradizione e modernità”, con la professoressa Manuela E.B. Giolfo (musicologa, docente di Lingua e Letteratura Araba presso l'Università degli Studi di Torino) che introduce il gruppo musicale arabo Ensemble Takht Cham. Infine, il video-designer Claudio Sinatti e il musicista Stephan Mathieu presenteranno in anteprima la loro collaborazione "Carrillon sessions", uno spettacolo mix-mediale che vede suono e immagini generati in tempo reale. I due artisti hanno in comune un uso misurato di tecnologie avanzate attraverso cui compongono opere dalle atmosfere emozionali.

Milano e il suo hinterland sono sede di un’ampia rete di realtà associative indipendenti, presenti e attive da anni sul territorio con il ruolo di fucine di ricerca e di produzione di attività culturali. Estremamente attente ai contenuti, ai linguaggi, alle problematiche dell’arte del nostro tempo, queste realtà fungono spesso da bacino di raccolta di nuove idee, nuove tendenze, nuove modalità espressive dal quale istituzioni e gallerie stesse attingono ampiamente. Alcune di queste Associazioni sono dotate di un proprio spazio espositivo, altre prescindono dall’esistenza di una sede fisica. Animate secondo principi di totale autonomia e mosse da orientamenti, obiettivi e metodi di lavoro diversi, tutte si muovono nel segno di una stretta relazione con il territorio, con proposte di alto livello qualitativo e un orizzonte di ricerca internazionale, contribuendo a vivacizzare il panorama culturale del milanese.
Le iniziative di questo tipo di Associazioni sono costitutive per lo sviluppo dell’ambiente dell’arte italiano: si va dalla creazione e gestione di archivi, banche dati e sportelli informativi, all’organizzazione di workshop e residenze, dai progetti speciali e territoriali, alle relazioni con istituzioni di altri paesi per momenti di aggiornamento e alle proposte culturali rivolte al pubblico.
inCONTEMPORANEA vuole essere un segnale di responsabilità culturale e di continuità rispetto all’attenzione nei confronti delle Associazioni che la Provincia di Milano ha manifestato sinora, sottolineando attraverso questo progetto l’importanza di un rapporto sinergico con la vita culturale del territorio.


Informazioni al pubblico: tel. 02 7740.6341; www.incontemporanea.it; www.provincia.milano.it/cultura

Uffici stampa:
Provincia di Milano/Cultura, tel. +39 02 77406358/59/88 p.merisio@provincia.milano.it, m.piccardi@provincia.milano.it
Ilaria Gianoli, tel. +39 02 514406, ilariagianoli@tin.it, Marta Colombo +39 340 3442805 martacolombo@gmail.com







 
L'arte tra le discipline 


InCONTEMPORANEA la rete dell’arte

PERCHE' NON PARLI? 2007

3 Aprile
Arte e cinema: Maria Rosa Sossai

17 Aprile
Arte e economia: Guido Guerzoni

15 Maggio
Arte e architettura: Beppe Finessi

22 Maggio
Arte e filosofia: Marco Senaldi

29 Maggio
Arte e musica: Luca Cerizza

4 Giugno
Arte e teatro: Valentina Valentini


Tutti gli incontri si svolgeranno allo Spazio Oberdan dalle 18.00 alle 20.00
Ingresso libero fino a esaurimento posti
È gradita la prenotazione: incontemporanea@provincia.milano.it
Per informazioni: 02.77406381/41
www.incontemporanea.it
www.provincia.milano.it








 
La Provincia di Milano al MiArt 


Anche quest’anno la Provincia di Milano offre il suo sostegno e la sua collaborazione al MiArt/Fiera Internazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, in occasione della quale annuncia anche le iniziative di “InContemporanea 2007”.

La Provincia di Milano sarà presente alla 12esima edizione di MiArt, rinnovando una collaborazione ormai pluriennale, con un proprio stand (A 19, Pad 2 ) nel quale presentare le proprie iniziative a sostegno dell’arte contemporanea e, inoltre, ha scelto di condividere con MiArt il progetto Video and Film Lounge, che prevede, nella sezione Anteprima, uno spazio dedicato a proiezioni di opere filmiche di artisti visivi, nonchè una tavola rotonda sul tema L’eredità della forma cinema nel video d’arte.
Il progetto Video and Film Lounge, rassegna di video e film d'artista - a cura di Maria Rosa Sossai, Jan White e Christian Merhliot - vuole essere una panoramica internazionale e, nello stesso tempo proporre una riflessione sulle pratiche creative contemporanee orginate dal mezzo filmico secondo l'elaborazione degli artisti visivi, una commistione di generi fondamentale per le pratiche artistiche attuali, per il mercato e per la cultura del presente, in generale.

La Provincia di Milano ha scelto di essere presente in Fiera con un proprio stand nella sezione Anteprima per promuovere direttamente l'attività svolta nell'ultimo anno e, soprattutto quella in corso di realizzazione, in particolare la rete dell'arte di inContemporanea e i nuovi appuntamenti di Perchè non parli? ciclo di conferenze allo Spazio Oberdan (dal 3 aprile), promosso con Unicredit, quest'anno sul tema dell'arte a cavallo tra le discipline, e della tre giorni di inContemporanea/Numero Uno che si svolgerà alla Triennale di Milano l'11, 12 e 13 maggio, focalizzando specificamente l'attenzione sulle associazioni di arte contemporanea e sulla loro attività di promozione e valorizzazione dei giovani artisti e delle tematiche più attuali del vivere sociale attraverso le pratiche artistiche.

Inoltre, sempre nell’ambito delle sue attività legate all’arte contemporanea, la Provincia ospita, presso lo Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, prorogata al 27 maggio, la mostra Franco Vaccari, Col tempo - esposizioni in tempo reale, fotografie, film, video, video-installazioni, 1965-2007, a cura di Vittorio Fagone e Nicoletta Leonardi.


Informazioni al pubblico: Spazio Oberdan, tel. 02 7740 6381/6341;
www.incontemporanea.it
www.provincia.milano.it/cultura.


Ufficio stampa:
• Provincia di Milano/Cultura, tel. 02 7740.6358/59/88
p.merisio@provincia.milano.it, m.piccardi@provincia.milano.it








 
Franco Vaccari 


Franco Vaccari, Col tempo
esposizioni in tempo reale, fotografie, film, video, video-installazioni, 1965-2007
mostra promossa dalla Provincia di Milano
in collaborazione con Associazione a.titolo
a cura di Vittorio Fagone e Nicoletta Leonardi
Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, Milano
dal 14 febbraio al 13 maggio 2007
orari: tutti i giorni 10-19.30, martedì e giovedì fino alle 22, chiuso il lunedì
biglietto: intero €6,20, ridotto €4,10; gruppi scolastici €2,70
ingresso libero il primo martedì di ogni mese

Inaugurazione: 13 febbraio ore 18.00; vernice stampa ore 11.30

Presso lo Spazio Oberdan di Milano si terrà dal 14 febbraio al 13 maggio 2007 la mostra “Franco Vaccari Col tempo: esposizioni in tempo reale, fotografie, film, video, video-installazioni, 1965-2007”, a cura di Nicoletta Leonardi.
La mostra, promossa dalla Provincia di Milano in collaborazione con l’Associazione a.titolo, è una retrospettiva di Franco Vaccari che raccoglie una selezione delle esposizioni in tempo reale, delle installazioni, delle videoinstallazioni, dei film, dei video e dei libri realizzati dall’artista fra il 1965 e il 2007.
A partire dalla metà degli Anni Sessanta, Franco Vaccari ha incentrato la sua ricerca su due tematiche fondamentali: l'utilizzo degli strumenti mass mediatici quali la fotografia, il film, il video; l'accento sulle specifiche condizioni contestuali, ovvero spaziali, temporali e corporee, dell'esperienza, con particolare riferimento allo spazio pubblico e alla città. La ricerca di Vaccari risulta tangente a diverse aree, ma quella che ne esprime meglio il senso, potrebbe essere definita realismo concettuale. Il tema della traccia e il fotografico sono due costanti che attraversano tutto il suo lavoro. Sin dall’inizio Vaccari non usa la fotografia per produrre immagini mimetiche, analogiche, ma come impronta di una presenza, come segnale, come sintomo, come traccia fisica di un esserci.
Le numerose esposizioni in tempo reale, che Franco Vaccari ha realizzato a partire dal 1969 ad oggi, sono un episodio di grande importanza del concettualismo. Ingrediente fondamentale delle esposizioni in tempo reale è il coinvolgimento diretto dell’osservatore nella realizzazione di interventi spesso effimeri e provvisori, in cui l'artista da produttore unico ed originale si trasforma in colui che innesca un evento senza necessariamente controllarne gli esiti. L'opera si sviluppa in relazione al modo in cui il pubblico la recepisce e reagisce ad essa, contribuendo a determinarne il significato. Opere aperte e corali realizzate sia dentro i confini istituzionali dell’arte che direttamente nel tessuto urbano, le esposizioni in tempo reale invitano chi è coinvolto nell'operazione a interrogarsi sulla propria identità sociale e sulle dimensioni pubbliche e private dell’esperienza.
Esempi fra i più emblematici della strategia estetica adottata da Vaccari sono le esposizioni in tempo reale n. 4 e 5, rispettivamente intitolate “Lascia una traccia fotografica del tuo passaggio” (1972) e “Photomatic d’Italia” (1972-1974). Invitato ad esporre alla Biennale di Venezia del 1972, Vaccari colloca una cabina per fototessere nella sala che gli viene assegnata all'interno del Padiglione Italia. Su una delle pareti dello spazio espositivo, l’artista inserisce una grande scritta in quattro lingue che recita "Lascia una traccia fotografica del tuo passaggio”. La cabina photomatic, un oggetto di strada e di uso quotidiano destinato alla produzione di immagini multiple, standard e di poco costo, viene spostata all'interno di un prestigioso ed auratico spazio espositivo. Con questa operazione, finalizzata alla critica al sistema dell'arte e ai canoni estetici ad esso legati, il mezzo di produzione meccanica, e dunque tutt'altro che autoriale, di ritratti formato francobollo, diviene fonte di serie eterogenea di immagini che si accumulano sulle pareti espositive tradizionalmente destinate ad accogliere opere uniche di grandi autori.
L’artista rovescia la modalità di produzione e la finalità d’uso della fototessera, che da immagine destinata ai documenti di identità, e dunque soggetta alle logiche dell’individuazione e alla sorveglianza, viene trasformata in strumento ludico e liberatorio di riappropriazione degli spazi del quotidiano e di rottura dei confini autoreferenziali dell’arte.
Dopo l'esposizione in tempo reale della Biennale, Vaccari sposta l'operazione dallo spazio circoscritto della galleria d'arte a quello diffuso della strada. In “Photomatic d’Italia” l’artista utilizza per un intero anno circa un migliaio di cabine photomatic sparse per l’Italia, accessibili 24 ore su 24. All'interno di ciascuna di esse, colloca un poster che pubblicizza la ricerca di volti per la realizzazione di un film, invitando gli utenti a ritrarsi e a lasciare una strip di foto tessere in una scatola metallica appositamente collocata nelle cabine. Vaccari propone nuovamente un momento di autocoscienza offrendo a coloro che accettano il gioco uno spazio privato, da gestire in modo autonomo, immerso nello spazio pubblico.

Vaccari ha sempre accompagnato l’attività artistica alla riflessione teorica pubblicando, fra l’altro, “Duchamp e l’occultamento del lavoro” (1978) e “Fotografia e inconscio tecnologico” (1979).


La mostra è accompagnata dal volume monografico Franco Vaccari, Esposizioni in tempo reale/Exhibitions in real time, testi in italiano e inglese di Renato Barilli, Valerio Dehò, Vittorio Fagone, Nicoletta Leonardi, Damiani Editore, Bologna 2007. 250 pagine, 160 illustrazioni a colori.

La mostra prevede la programmazione di una serie conferenze di critici e studiosi, oltre che dell’artista stesso. Gli interventi verranno raccolti in un volume a cura di Nicoletta Leonardi.

Franco Vaccari è nato nel 1936 a Modena, dove vive e lavora. Il suo lavoro è stato esposto alla Biennale di Venezia (1972, 1980, 1993 e 1995) e in numerose mostre personali e collettive tenutesi, fra l’altro, presso il Saint Peter’s College di Oxford (1967), la Neue Galerie di Graz (1973), il Kunstmuseum di Hannover (1980), il Centre Pompidou di Parigi (1981), il Museum Moderner Kunst di Vienna (1984), la XI Quadriennale di Roma (1986), il Palazzo delle Esposizioni di Mosca (1988), il Museum of Art di Taiwan (1990), il P.S.1. di New York (1999), il Centro per l’Arte Contemporanea di Varsavia (2001), l’Istituto Italiano di Cultura di Praga (2004).

La mostra prevede la programmazione di una serie conferenze di critici e studiosi, oltre che dell’artista stesso.


Informazioni al pubblico:
Spazio Oberdan, tel. 02 7740 6300/6302; www.provincia.milano.it/cultura


Uffici stampa:
• Provincia di Milano/Cultura, tel. 02 7740.6358/59/88
p.merisio@provincia.milano.it, m.piccardi@provincia.milano.it
• Studio De Angelis, tel. 02 324377 – 3387272846
stefano@deangelispress.it
• Damiani Editore Studio Pesci, tel. 051269267
info@studiopesci.it







 
Wherever We Go 


Wherever We Go, la mostra a cura di Hou Hanru e Gabi Scardi allestita allo Spazio Oberdan fino al 28 gennaio 2007, si arricchisce di contenuti multimediali disponibili on-line.

Servizi multimediali a cura di ItineraNet: http://www.itineranet.it










La presentazione sonora della mostra
Il testo della presentazione della mostra
La guida sonora alla mostra
I testi della guida sonora






 
Invideo 2006 


Realta' sospese - Mostra internazionale di video e cinema oltre. XVI edizione

Invideo edizione numero sedici: la creativita' audiovisiva internazionale fa tappa a Milano, Monza, Vienna e Parigi.

Proiezioni, seminari e incontri con Daniele Hibon, Philippe Dubois, Egbert Mittelstadt, Fluid Video Crew, Masbedo, Marina Spada; i video di Franz Ferdinand, Goldfrapp e Feder girati da Jonas Odell; un omaggio a Nam June Paik e le sperimentazioni di 6 artisti che reinterpretano gli spazi del Nine Hotel di Monza.

Appuntamento con la creativita' audiovisiva da tutto il mondo con “Invideo. Mostra internazionale di video e cinema oltre" a Milano, Spazio Oberdan, dall’8 al 12 novembre.
L’ormai storica manifestazione dedicata alle arti elettroniche, al video indipendente e non narrativo, alle nuove forme di sperimentazione cinematografica e digitale, e' giunta alla sua XVI edizione e nel corso degli anni ha articolato e arricchito i modi e i temi dell’immersione totale nelle visioni “indisciplinate" che propone.

Tradizionale apertura europea, quest’anno al Top Kino di Vienna il 7 novembre, con una serata dedicata a video austriaci e italiani sul rapporto fra immagine e architettura; il 28 novembre chiusura all’mk2 Bibliothe'que di Parigi, con una serata in tandem con la mitica rivista francese “Bref", dedicata al video e al cinema corto e sperimentale.

A Milano, sede centrale di Invideo, viene presentata invece un’ampia scelta della produzione internazionale di quest’ultimo anno (molti gli inediti e le anteprime), con 123 opere da 23 paesi, iniziative, seminari, incontri con autori, artisti e studiosi.

In calendario un incontro con Danie'le Hibon, responsabile settore cinema del Jeu de Paume di Parigi; un seminario di Philippe Dubois (Universita' di Paris III) sul “movimento improbabile", al confine fra fotografia, cinema e digitale; la personale di uno straordinario sperimentatore tedesco, Egbert Mittelstadt; l’omaggio al collettivo italiano dei Fluid Video Crew, fra impegno sociale e ricerca di nuovi linguaggi; una ricognizione sulle nuove tendenze del video spagnolo e latinoamericano anche in rapporto con le arti contemporanee e le nuove tecnologie, presentata da Claudia Giannetti, direttrice del MECAD di Barcellona, in collaborazione con l’Istituto Cervantes di Milano; infine un piccolo doveroso omaggio a Nam June Paik, il “papa'" della videoarte recentemente scomparso.

La serie di documentari su importanti fotografi (Mario Cresci, Vincenzo Castella, Francesco Radino), a firma di Marina Spada, sara' accompagnata, per tre sere, dall’incontro con gli artisti ritratti.

Come sempre, Invideo dedica uno spazio all’incontro fra video e musica: quest’anno viene esplorato l’universo visionario dello svedese Jonas Odell, regista di videoclip per Franz Ferdinand, Golfrapp e Feder e autore del corto Never Like The First Time! Premiato con l’Orso d’Oro per il miglior cortometraggio all’ultimo Festival internazionale del cinema di Berlino, che propone uno stile sospeso fra humour e nostalgia.

Alla musica e alla sua fusione con le immagini e' anche dedicata l’anteprima della performance musical/visiva di OPUS (Antonella Bersani, Matteo Pennese & Walter Prati) e Rau'l Gabriel, “impaginati" dallo scrittore, e autore di libretti d’opera, Giuliano Corti.

Nelle intense giornate della rassegna, seguite sempre da un foltissimo pubblico appassionato ed esigente e punteggiate dalla presenza di molti autori, si potranno vedere opere sempre originali e diverse da quelle proposte dall’universo dei media: videodanza, rielaborazioni di film amatoriali e d’archivio, documentari poetici, riflessioni su zone calde del pianeta, ritratti di artisti e di luoghi, squarci visionari sull’attualita', brevi composizioni a carattere lirico, testimonianze di impegno civile, astrazioni videomusicali e pittoriche, animazioni digitali, film sperimentali.
Accanto ad autori affermati molte le scoperte di nuovi autori.

Dal 16 al 18 novembre Invideo prosegue alla Sala Maddalena di Monza, a due passi dalla quale e fino al 19 novembre, il Nine Hotel ospita Art Hotel: un albergo a disposizione di 6 artisti (Mario Canali, Correnti magnetiche, Andrea Faciu, Martin Rieser, Giacomo Verde e Terry Flaxton) che hanno carta bianca per reinterpretare e allestire gli spazi e trasformarli in un’esposizione d’arte video.

Il 26 novembre l’Apollo spazioCinema ospitera', fuori programma, Videos under siege una selezione di cortometraggi girati da filmaker libanesi nel luglio 2006, durante l’assedio di Beirut.

Direzione: Chicca Bergonzi, Romano Fattorossi, Sandra Lischi
Programmazione e organizzazione: Valentina Di Prisco

Catalogo italiano/inglese a cura di Sandra Lischi e Elena Marcheschi (Mimesis Edizioni)

INVIDEO e' un progetto AIACE sostenuto da: Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali, Direzione Generale per il Cinema; Regione Lombardia, Direzione Generale Culture, Identita' e Autonomie della Lombardia; Provincia di Milano, Settore Cultura; Comune di Milano, Direzione Centrale Cultura, Settore Spettacolo.

INVIDEO si avvale anche del contributo e della collaborazione di: Ambasciata di Svezia, Apollo spazioCinema, Ayam Beirut Al Cinema’iya ’06, Bref - magazine du court me'trage, Le centre culturel francais de Milan, Comune di Monza - Assessorato alla Cultura, Istituto Svizzero di Roma-Centro Culturale Svizzero di Milano, Forum Austriaco di Cultura a Milano, Fondazione Cineteca Italiana, Fractalzoom, Galeazzi Moscatelli, Goethe-Institut Mailand, Instituto Cervantes - Mila'n, Istituto Italiano di Cultura - Vienna, Iulm, Medialogo, Nine Hotel, Oikosassociati, Ondavideo, Sixpackfilm, Centro Culturale Amici di INVIDEO e inoltre da: L’Austria per l’Italia Hotels, Hotel Hilton Milan, Mercedes-Benz Milano, SkyEurope Airlines, Vertical Vision, Verzolla.

Ufficio stampa
Aigor - Regina Tronconi e Cristina Mezzadri
Tel. 02.83241199

Spazio Oberdan (Provincia di Milano)
Viale Vittorio Veneto 2 (MM1 Porta Venezia) - Milano

Orari: mercoledi' 8 ore 21.00-23.30; da giovedi' 9 a domenica 12 ore 15.30-23.30
ingresso libero







 
Wherever We Go 


Wherever We Go – Ovunque andiamo
Arte, identità, culture in transito
mostra promossa dalla Provincia di Milano
in collaborazione con il Museo di Fotografia Contemporanea
a cura di Hou Hanru e Gabi Scardi
Spazio Oberdan, viale Vittorio Veneto 2, Milano
Dal 17 ottobre 2006 28 gennaio 2007
orari: tutti i giorni 10-19.30, martedì e giovedì fino alle 22, chiuso il lunedì
biglietto: intero €6,20, ridotto €4,10; gruppi scolastici €2,70
ingresso libero il primo martedì di ogni mese
catalogo edito da 5 Continents
Inaugurazione: lunedì 16 ottobre, ore 18.00; vernice stampa ore 11.30


Presso lo spazio Oberdan di Milano si terrà dal 17 ottobre prossimo la mostra Wherever We Go – Ovunque andiamo: Arte, identità, culture in transito, a cura di Hou Hanru e Gabi Scardi. L’esposizione, promossa dalla Provincia di Milano e realizzata in collaborazione con il Museo della Fotografia Contemporanea, raccoglie più di cinquanta opere (video, sculture, installazioni, disegni, fotografie) di ventitre artisti, per la maggioranza inediti in Italia.
Di provenienza differente, dall’Albania al Sud Est asiatico al Medio Oriente, questi artisti sono accomunati dal fatto di abitare in Paesi diversi da quelli in cui sono nati e di aver sperimentato in prima persona l’incontro con valori, visioni del mondo e sistemi di vita eterogenei, facendosi portatori di una cultura sfaccettata che integra punti di vista molteplici. Proprio questo tipo di personalità sta infondendo oggi all’arte nuove energie creative, in un rapporto di confronto, di scambio, di travasi e di influssi.

Attraverso le opere di Adel Abdessemed, Nindityo Adipurnomo, Kristine Alskne, Maria Thereza Alves, Keren Amiran, Carlos Amorales, Maja Bajević e Danica Dakić, Yael Bartana, Banu Cennetoglu, Magali Claude, Latifa Echakhch, Huang Yong Ping, Mella Jaarsma, Koo Jeong-A, H.H. Lim, Elena Nemkova, Ni Haifeng, Adrian Paci, Pascal Marthine Tayou, Tsuyoshi Ozawa, Nari Ward e Shen Yuan si manifesta così l’orientamento interculturale che caratterizza molta parte della società e dell’arte del presente, e si esprimono i temi della dislocazione e della stratificazione culturale, della rappresentanza, e l’idea di cultura come ambito dotato di vitalità capace di assimilare ed integrare continuamente, nella propria forma e nella propria tradizione espressiva, elementi nuovi ed estranei.

La mostra parla quindi di identità, intendendo con questo termine qualcosa che non si definisce solo in base a una radice geografica ma che è soprattutto prodotto di esperienze e di relazioni; qualcosa che non è fissato una volta per tutte, ma che è vivo e mobile, che resiste alle semplificazioni e alle classificazioni.

Tra i video in mostra: What Is the Colour of German Roses? di Maria Thereza Alves; I Like – I Don’t realizzato a quattro mani da Maja Bajević e Danica Dakić; la doppia video proiezione Wild Seeds di Yael Bartana; Vajtojca di Adrian Paci, dove l’artista mette in scena il proprio funerale e la propria rinascita; la poetica videoanimazione che Carlos Amorales ha realizzato a partire da una serie numerosissima di disegni digitali, parte dei quali a loro volta in mostra e Turtely di Keren Amiran: una donna proietta emozioni e nostalgie su una tartarughina domestica, con la quale avvia uno struggente monologo.

Parte delle sale espositive è occupata da grandi sculture e installazioni: è il caso, tra l’altro, degli interventi site-specific di Koo Jeong-A e di H.H. Lim, dell’opera appositamente concepita da Nindityo Adipurnomo per Wherever We Go, consistente in una serie di sedie montate l’una sull’altra facenti da supporto a una telecamera e di Crusader di Nari Ward, una sorta di totem realizzato a partire da materiali riciclati ad alto valore simbolico: un carrello della spesa, pezzi di plastica, taniche per la benzina, un lampadario. Shen Yuan mette a disposizione del pubblico un’installazione da utilizzare come trampolino, consistente in un ampio materasso colorato e ricamato con simboli del mondo intero.
Una postazione per l’accesso in rete è riservata all’opera di Elena Nemkova: l’artista ha un blog in cui inserisce disegni ispirati alle notizie di attualità che più la colpiscono.
Banu Cennetoglu esprime attraverso una serie di fotografie l’esperienza del viaggio e l’idea che il tragitto possa essere più importante della meta stessa. E Magali Claude si fa ritrarre insieme a personaggi vicini e lontani che hanno contribuito in modo significativo alla sua formazione.

La mostra costituisce dunque un campo aperto di confronto e messa in scena di questioni cruciali del presente: ogni opera, frutto di una riflessione-azione, racconta cose del luogo in cui il suo autore è nato, ma anche di quello in cui attualmente vive.
La sera dell’inaugurazione sarà possibile assistere a una performance ideata da un’artista olandese trasferitasi in Indonesia, Mella Jaarsma. Al centro dell’azione una serie di abiti avvolgenti e costrittivi al contempo, realizzati dall’artista stessa a partire dai materiali più svariati.

L’esposizione è accompagnata da un catalogo (casa editrice 5 Continents) con testi critici dei due curatori e di Elvan Zabunyan, Gilane Tawadros, Pier Luigi Tazzi, apparati fotografici a colori e schede biografiche degli artisti.

Servizi didattici sono previsti durante tutta la durata dell’evento: visite guidate alla mostra in orario fisso, con o senza prenotazione, per piccoli o grandi gruppi e scuole di ogni ordine e grado. Per informazioni e prenotazioni: APC tel. 0286912297 fax: 028693046, dal lunedì al venerdì orario 10-15.
Inoltre, l’Associazione Viafarini, in collaborazione con la Provincia di Milano, promuove nel mese di novembre due workshop a cura di due artisti partecipanti alla mostra: Maja Bajević (dal 3 al 5 novembre) e Adrian Paci (dal 23 al 25 novembre). I laboratori, che si terranno presso Viafarini, sono rivolti a quindici giovani artisti, su richiesta degli interessati.

Informazioni al pubblico:
Spazio Oberdan, tel. 02 7740 6300/6302; www.provincia.milano.it/cultura
Museo di Fotografia Contemporanea, tel. 02 6605661 www.museofotografiacontemporanea.org







 
Dietro le quinte 


Giornata del Contemporaneo – 14 ottobre 2006

La Provincia di Milano aderisce con visite guidate alla mostra Wherever We Go – Ovunque andiamo. Arte, identità, culture in transito in allestimento allo Spazio Oberdan.

Sabato 14 ottobre 2006, Giornata del Contemporaneo a Milano: un’intera giornata dedicata alle espressioni artistiche più innovative, in un itinerario tra quadri, sculture, fotografie, installazioni, performance e video, esposti in oltre cento sedi.

La Provincia di Milano aderisce con l’iniziativa "Dietro le quinte: visita guidata ai lavori di allestimento della mostra Wherever We Go – Ovunque andiamo. Arte, identità, culture in transito” presso lo Spazio Oberdan.
Molte delle opere vengono realizzate espressamente per questa mostra, dunque saranno presenti anche gli artisti e i curatori.
La visita è prevista ogni ora, per gruppi di massimo dieci persone ciascuno, alle ore: 11.00, 12.00, 14.00, 15.00, 16.00 e 17.00.
Prenotazioni telefoniche dal 10 al 13 ottobre al numero 02.77406313.

Aperta al pubblico dal 17 ottobre prossimo, la mostra Wherever We Go – Ovunque andiamo: Arte, identità, culture in transito, a cura di Hou Hanru e Gabi Scardi, è promossa dalla Provincia di Milano e realizzata in collaborazione con il Museo della Fotografia Contemporanea. Raccoglie più di cinquanta opere (video, sculture, installazioni, disegni, fotografie) di ventitre artisti, per la maggioranza inediti in Italia. Di provenienza differente, dall’Albania al Sud Est asiatico al Medio Oriente, questi artisti sono accomunati dal fatto di abitare in Paesi diversi da quelli in cui sono nati e di aver sperimentato in prima persona l’incontro con valori, visioni del mondo e sistemi di vita eterogenei, facendosi portatori di una cultura sfaccettata che integra punti di vista molteplici. Proprio questo tipo di personalità sta infondendo oggi all’arte nuove energie creative, in un rapporto di confronto, di scambio, di travasi e di influssi.
Attraverso le opere di Adel Abdessemed, Nindityo Adipurnomo, Kristine Alskne, Maria Thereza Alves, Keren Amiran, Carlos Amorales, Maja Bajević e Danica Dakić, Yael Bartana, Banu Cennetoglu, Magali Claude, Latifa Echakhch, Huang Yong Ping, Mella Jaarsma, Koo Jeong-A, H.H. Lim, Elena Nemkova, Ni Haifeng, Adrian Paci, Pascal Marthine Tayou, Tsuyoshi Ozawa, Nari Ward e Shen Yuan si manifesta così l’orientamento interculturale che caratterizza molta parte della società e dell’arte del presente, e si esprimono i temi della dislocazione e della stratificazione culturale, della rappresentanza, e l’idea di cultura come ambito dotato di vitalità capace di assimilare ed integrare continuamente, nella propria forma e nella propria tradizione espressiva, elementi nuovi ed estranei.
La mostra parla quindi di identità, intendendo con questo termine qualcosa che non si definisce solo in base a una radice geografica ma che è soprattutto prodotto di esperienze e di relazioni; qualcosa che non è fissato una volta per tutte, ma che è vivo e mobile, che resiste alle semplificazioni e alle classificazioni.

Tra i video in mostra: What Is the Colour of German Roses? di Maria Thereza Alves; I Like – I Don’t realizzato a quattro mani da Maja Bajević e Danica Dakić; la doppia video proiezione Wild Seeds di Yael Bartana; Vajtojca di Adrian Paci, dove l’artista mette in scena il proprio funerale e la propria rinascita; la poetica videoanimazione che Carlos Amorales ha realizzato a partire da una serie numerosissima di disegni digitali, parte dei quali a loro volta in mostra e Turtely di Keren Amiran: una donna proietta emozioni e nostalgie su una tartarughina domestica, con la quale avvia uno struggente monologo.
Parte delle sale espositive è occupata da grandi sculture e installazioni: è il caso, tra l’altro, degli interventi site-specific di Koo Jeong-A e di H.H. Lim, dell’opera appositamente concepita da Nindityo Adipurnomo per Wherever We Go, consistente in una serie di sedie montate l’una sull’altra facenti da supporto a una telecamera e di Crusader di Nari Ward, una sorta di totem realizzato a partire da materiali riciclati ad alto valore simbolico: un carrello della spesa, pezzi di plastica, taniche per la benzina, un lampadario. Shen Yuan mette a disposizione del pubblico un’installazione da utilizzare come trampolino, consistente in un ampio materasso colorato e ricamato con simboli del mondo intero.
Una postazione per l’accesso in rete è riservata all’opera di Elena Nemkova: l’artista ha un blog in cui inserisce disegni ispirati alle notizie di attualità che più la colpiscono.
Banu Cennetoglu esprime attraverso una serie di fotografie l’esperienza del viaggio e l’idea che il tragitto possa essere più importante della meta stessa. E Magali Claude si fa ritrarre insieme a personaggi vicini e lontani che hanno contribuito in modo significativo alla sua formazione.
La mostra costituisce dunque un campo aperto di confronto e messa in scena di questioni cruciali del presente: ogni opera, frutto di una riflessione-azione, racconta cose del luogo in cui il suo autore è nato, ma anche di quello in cui attualmente vive.
La sera dell’inaugurazione sarà possibile assistere a una performance ideata da un’artista olandese trasferitasi in Indonesia, Mella Jaarsma. Al centro dell’azione una serie di abiti avvolgenti e costrittivi al contempo, realizzati dall’artista stessa a partire dai materiali più svariati.
L’esposizione è accompagnata da un catalogo con testi critici dei due curatori e di Elvan Zabunyan, Gilane Tawadros, Pier Luigi Tazzi, apparati fotografici a colori e schede biografiche degli artisti.



Wherever We Go – Ovunque andiamo
Arte, identità, culture in transito
mostra promossa dalla Provincia di Milano
in collaborazione con il Museo di Fotografia Contemporanea
a cura di Hou Hanru e Gabi Scardi
Spazio Oberdan, viale Vittorio Veneto 2, Milano
dal 17 ottobre 2006 al 28 gennaio 2007
orari: tutti i giorni 10-19.30, martedì e giovedì fino alle 22, chiuso il lunedì
biglietto: intero €6,20, ridotto €4,10; gruppi scolastici €2,70
ingresso libero il primo martedì di ogni mese

Inaugurazione: lunedì 16 ottobre, ore 18.00; vernice stampa ore 11.30


Informazioni al pubblico:
Spazio Oberdan, tel. 02 7740 6300/6302;
www.provincia.milano.it/cultura
Museo di Fotografia Contemporanea, tel. 02 6605661; www.museofotografiacontemporanea.org


Uffici stampa:
Provincia di Milano/Cultura tel. 02 77406358/59/88, p.merisio@provincia.milano.it, m.piccardi@provincia.milano.it
Museo di Fotografia Contemporanea; tel. 02 66056633, ufficiostampa@museofotografiacontemporanea.org
Ilaria Gianoli e Marta Colombo, 02 514406 / 340 3442805, ilariagianoli@tin.it; martacolombo@gmail.com





 
Il nuovo sito inContemporanea.it 


La prima versione di inContemporanea.it era dedicata alle mostre, ai progetti e all’apertura coordinata delle diverse realtà artistiche dell’area milanese che hanno partecipato a “numero zero”, dal 22 marzo al 2 aprile 2006.

Quella che state oggi navigando e’ la nuova versione del sito, ampliata e pensata per approfondire i temi, accrescere il confronto e seguire da vicino i progetti e le iniziative a cura delle associazioni e delle istituzioni che, a diversi livelli, aderiscono alla rete.

L’ area i temi di inContemporanea ospitera’ testi, interviste e interventi sulle molteplici questioni ed argomenti affrontati da un progetto condiviso e diffuso come quello promosso dalla Provincia di Milano. Una sezione quindi per parlare degli aspetti piu’ strettamente progettuali, approfondire gli obiettivi anche teorici di questa iniziativa e dell’arte contemporanea in generale, contribuendo a promuovere il confronto. Ci auguriamo vorrete partecipare con il vostro punto di vista, tramite l’area commenti presente sulle pagine.

Attraverso inContemporanea.it sara’ possibile seguire l’attivita’ delle 16 Associazioni culturali che aderiscono alla rete, con le notizie sui loro eventi continuamente aggiornate in collegamento con il circuito Pressrelease di UnDo.Net. E’ un modo per sottolineare la molteplicita’ di iniziative e progetti promossi sul territorio.

Per completare il quadro d’insieme delle relazioni che il progetto sta attivando l’area La rete di inContemporanea offrira’ notizie su iniziative ed eventi che nascono da nuove collaborazioni con altre istituzioni e realtà culturali in città e in provincia.
In Perchè non parli? prosegue la presentazione degli appuntamenti, dei temi e dei protagonisti del doppio ciclo di conferenze ospitate allo Spazio Oberdan.

Potete iscrivervi alla newsletter periodica di “inContemporanea. La rete dell’arte” per ricevere aggiornamenti sugli sviluppi dell’iniziativa.

Infine prosegue il nostro progetto di mappatura delle associazioni culturali di Milano e provincia che si occupano prevalentemente di arti visive, in vista di un futuro allargamento del circuito di “inContemporanea. La rete dell’arte”. Se non l’avete ancora fatto, inviateci la documentazione sulle vostre associazione e sulle vostre attivita’.

freeUnDo.Net







 
'numero zero' in video 


Le associazioni culturali e le fondazioni attive nella promozione delle arti visive contemporanee a Milano: chi sono, cosa fanno, quali progetti hanno realizzato per 'numero zero', la manifestazione promossa dalla Provincia di Milano nell’ambito di 'inContemporanea, la rete per l’arte', per la quale sono state chiamate a ideare mostre, performance, eventi live media in concomitanza con MiArt edizione 2006, esprimendo ciascuna la propria specificità e vocazione.

Un tessuto ricco, vivace, variegato, che sarà raccontato in un video documentario promosso dalla Provincia di Milano, a cura della Scuola di Arti Visive dell’Istituto Europeo di Design di Milano e di Medialogo Audiovisivi. La realizzazione è un progetto didattico che coinvolge 'troupe' di studenti del secondo anno del corso di Video Design, con la supervisione di Giuseppe Baresi e Fabio Filippi, rispettivamente docente e assistente IED, e di Simona Bordone e Alessandra Pioselli in redazione.

Come parte del percorso formativo, agli studenti, divisi in 'troupe', è stato chiesto di gestire le riprese e il montaggio del video, con l’obiettivo di interpretare e narrare non solo le mostre e gli eventi che si sono susseguiti nell’ambito di 'numero zero', ma anche i paesaggi urbani, i luoghi, i contesti che vedono nascere e che caratterizzano la produzione creativa contemporanea a Milano.

La prima fase del lavoro, dunque, ha visto all’opera le 'troupe' nel seguire la manifestazione e allo stesso tempo ha previsto la realizzazione in studio di tre interviste (a Daniela Benelli - Assessora alla cultura, cultura e integrazione della Provincia di Milano, a Gabi Scardi - comitato scientifico Spazio Oberdan, a Sergio Risaliti – co-curatore della mostra 'Ecce Uomo. (33+1) artisti contemporanei da collezioni private a Milano'), un estratto delle quali è on line su questo sito.






 
Wurmkos presenta 


Isole sonore
Wurmkos partecipa a inContemporanea, la rete dell’arte, un progetto della Provincia di Milano per dare visibilità al ricco panorama artistico contemporaneo milanese e promuoverne la conoscenza presso tutti i cittadini.

Giovedì 27 aprile alle 18,30 Wurmkos presenta Isole sonore, presso O’artoteca in via Pastrengo 12. Una performance di Steve Piccolo costruita con i suoni delle maquette, e delle voci degli artisti di Wurmkos accompagnerà la presentazione.
Verrà presentato il progetto per un’opera permanente da collocare in un’area verde di uno o più dei comuni dell’hinterland organizzati nel “Sistema culturale del Nord-Ovest” coordinato dalla Provincia di Milano. L’opera, come dice il titolo, è concepita come una scultura sonora, a livello del terreno, antimonumentale e interattiva. Saranno le persone che vi cammineranno sopra a farla suonare.
Il progetto, come sempre nella pratica di Wurmkos, è concepito in laboratorio ed è frutto della collaborazione fra molte persone.
L’obiettivo è di realizzare Isole sonore nei prossimi 12 mesi.

Wurmkos sta lavorando da circa due anni intorno al suono, contemporaneamente ad altri filoni di ricerca. Il lavoro sul suono ha origini lontane, un primo passo può già essere individuato nella mostra al CCTA (Gran Bretagna, 1993), seguono anni dopo “Come api” e “tana”(Artandgallery, Milano, 2002; Museo di Villa Croce, Genova, 2002) con la presenza di una batteria nelle installazioni e con la relativa produzione di suoni che si sono intersecati ai segni.
Da qui prendono forma, nel 2004, gli strumenti sonori progettati in collaborazione con Filippo Monico, musicista d’avanguardia e sperimentatore. Questi strumenti, che saldano insieme l’aspetto visivo e quello sonoro, sono stati prodotti in laboratorio e realizzati con materiali perlopiù di recupero.
Sono stati suonati, nel 2004, da Filippo Monico nella performance “Wurmkos in concert #1” all’Istituto Europeo di Design di Milano. Da questo retroterra e dalla spiccata propensione del gruppo alla progettazione e poi alla realizzazione di oggetti (si vedano le numerose mostre intorno al tema dell’abitare e del confronto con il design) il lavoro si è orientato verso la progettazione di oggetti sonori destinati a spazi di verde pubblico.

Inaugurazione con performance di Steve Piccolo, giovedi' 27 aprile ore 18.30

Per informazioni:
Wurmkos via S.Michele del Carso 12, 20144 Milano
tel. 347 1585410
simona.bordone@libero.it

In collaborazione con: Provincia di Milano 'inContemporanea la rete per l'arte'

Grazie a: LAB laboratorioartibovisa, Milano/Angelo Colombo; Grafco3 e mdt&studio









 
Incontro pubblico 


Oltre 50 associazioni di Milano e provincia in un incontro aperto al pubblico:

"Spazio pubblico e arti per lo sviluppo di un'identita' culturale condivisa"

Martedi 18 aprile, ore 11 - 18. Ingresso libero
Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, Milano

UnDo.Net partecipa a 'numero zero' di 'inContemporanea, la rete dell'arte', un progetto della Provincia di Milano per dare visibilita' al ricco panorama artistico contemporaneo milanese e promuoverne la conoscenza presso tutti i cittadini.

Un progetto pubblico come 'inContemporanea', intendendo l'arte e la cultura come fattori di crescita sociale, attiva delle dinamiche e solleva delle questioni che oggi sono prioritarie.

Quest'incontro, che rappresenta la seconda fase del progetto di UnDo.Net per 'inContemporanea', intende costituire un momento di confronto e di approfondimento su alcune delle tematiche aperte nella prima fase del progetto.

"Spazio pubblico e arti per lo sviluppo di un'identita' culturale condivisa" e' il titolo che abbiamo scelto per l'incontro perche' ci sembra un'angolazione interessante da cui leggere gli obiettivi dell'iniziativa della Provincia: cooordinare le energie esistenti sul territorio, rivitalizzare il tessuto culturale valorizzando gli spazi che fanno ricerca e promuovendo l'attivazione di una rete tra tutti gli attori del contemporaneo, pubblici e privati.

Abbiamo invitato a partecipare gli spazi non profit e di ricerca che hanno lavorato con il Settore beni culturali, arti visive e musei della Provincia in questi mesi e una serie di associazioni culturali che non sono state coinvolte in questa prima fase di 'inContemporanea' ma che sono parte integrante del tessuto culturale del territorio: i materiali di documentazione che hanno inviato rispondendo al nostro invito sono stati raccolti in un dossier che consegneremo all'Assessorato alla cultura, culture e integrazione della Provincia di Milano.

Nell'arco della giornata insieme a queste associazioni affronteremo una serie di temi per comprendere meglio la loro idea di territorio, il loro rapporto con la citta', con le altre realta' culturali e con gli altri ambiti della societa'; cercheremo di analizzare le sfaccettature degli intenti, le differenze delle proposte, i pubblici e le comunita' che coinvolgono e come queste potranno estendersi.

Nel corso dell'incontro sara' inoltre presentato 'Appuntamenti metropolitani' un servizio di comunicazione dedicato alle associazioni culturali promosso dal Settore Comunicazione della Provincia di Milano e da Rete Civica Milanese.

Parteciperanno all'incontro:
Alt(r)i Spazi, aMAZElab, Amici di Aligi Sassu, Area Odeon, Area Bovisa, AR.ME.S. Arte Media Scienza, artandgallery, Art action, Arte Giovane Milano, ArteTadino6, ARTEventi, Assab One, Ass.Italia-Corea Calmo Mattino, Associazione Zona Tortona, Atelier Spazio Xpo', Atelier Yaonde, Beatrice D'Este, C/O careof, Circolo di Palazzo Giovine, Contemporaneamente, Cultural-IN, dominoBarocco, esterni, freeUndo, Genesi Art, Gheroarte', Harta Performing, Isola dell'Arte, La scheggia, Milab, Milanocosa, Milarte, Museo Teo, Neon, O'Artoteca, People For, Perypezye Urbane, Pianoterra, Pol!femo, Koine', Quintocortile, Reload, Reporting System, Sciorum, Sitart, Spazio 92, Spazio Umano, Start, Tufanostudio25, Union, Viafarini, Wurmkos, Xing e tutti quelli che vorranno intervenire...

Martedi 18 aprile, ore 11 - 18
Spazio Oberdan viale Vittorio Veneto 2 - Milano

L'incontro e' aperto al pubblico

Uffici stampa:
inContemporanea tel. 3471585410/3355464491
ufficio.stampa@incontemporanea.it

Provincia di Milano/Cultura
tel. 02 7740.6358/6359/6388
p.merisio@provincia.milano.it
m.piccardi@provincia.milano.it

in collaborazione con Provincia di Milano



 
Info point 


Per numero zero è stato realizzato, all’interno dello Spazio Oberdan, un info point per tutta la durata di numero zero con un apposito allestimento temporaneo.
Questo spazio è stato pensato per essere a disposizione di tutte le realtà che partecipano alla rete dell’arte. Ognuna potrà disporre di questo spazio innanzitutto per presentarsi attraverso la documentazione in consultazione, inoltre, compatibilmente con le dimensioni del locale, per organizzare presentazioni, rilasciare interviste, ospitare incontri.
In prospettiva lo spazio potrà essere usato anche per piccole mostre e presentazioni video.

L’allestimento attuale costituisce anch’esso un numero zero, un assetto sperimentale che ci permetterà di mettere a fuoco le funzioni da realizzare nel progetto definitivo.

L’allestimento è stato progettato da http://www.afg.it

Gli arredi sono stati gentilmente forniti da Kartell







 
L'attività di Spazio Oberdan 


La Provincia di Milano ha nominato una commissione scientifica deputata a programmare le attività dello Spazio Oberdan, che comprende Giacinto Di Pietrantonio, Vittorio Fagone, Gabi Scardi, Roberta Valtorta.

In considerazione dell’impegno della Provincia nei confronti della cultura attuale, il programma di mostre e interventi dello Spazio Oberdan si concentrerà nei prossimi anni sull’arte contemporanea. Le attività dello spazio costituiranno così un elemento portante del programma di “inContemporanea” , progetto ideato dalla Provincia a supporto della produzione e promozione dell’arte e della cultura attuale.
Le scelte della commissione sono intese a far emergere le specificità e le risorse dell’ambiente culturale milanese. Si è inoltre ritenuto di dover operare da un lato per il rafforzamento della posizione e dell’immagine di Milano e del suo territorio nell’ambito del circuito internazionale dell’arte presente, dall’altro si vogliono recuperare le radici delle ricerche di oggi e i loro legami con il passato recente.
Per questo nel programma, che tiene conto sempre di un orizzonte di riferimento sovranazionale, si alterneranno personalità di artisti italiani e di altri Paesi: sono infatti state programmate mostre personali e collettive tematiche.
Tra le personali saranno realizzate sia mid-career exhibition che mostre dedicate ad artisti che hanno segnato significativamente gli ultimi decenni. Le mostre collettive saranno invece l’occasione di mostrare il lavoro di artisti emergenti.

La sequenza delle mostre comprende, per il 2006 e per la prima parte del 2007:

- “Ecce Uomo. (33+1 artisti contemporanei da collezioni private)” , dal 23 marzo al 21 maggio 2006, a cura di Gemma Testa e Sergio Risaliti, realizzata in collaborazione con l’Associazione Amici Arte Contemporanea-ACACIA. Ospiterà esclusivamente opere provenienti da collezioni private e farà parte del programma della manifestazione "numero zero", volta a presentare la nuova attività della Provincia e la rete dei suoi interlocutori privilegiati sul territorio: tra questi l’Associazione dei collezionisti rappresenta senz’altro una punta di eccellenza.

- “Tracey Moffatt”, dal 28 giugno al 24 settembre 2006, a cura di Filippo Maggia, monografia dedicata all’opera dell’artista australiana, già internazionalmente riconosciuta.

- “Wherever we meet (là dove ci incontriamo) ” (titolo provvisorio): da ottobre 2006, collettiva dedicata all’idea di identità quale si viene a configurare nel nostro mondo attuale, decisamente interculturale e in vorticosa trasformazione.

- “Franco Vaccari”, da gennaio 2007, monografica. Con questa mostra si intende rendere omaggio alla figura esemplare di artista che dagli Anni Sessanta ha precorso molti sviluppi delle attuali ricerche artistiche con un’opera autonoma, di grande vitalità e qualità.

La Provincia ritiene inoltre fondamentale rispondere alla variegata domanda di momenti teorici dedicati all’arte contemporanea. A questo fine ha organizzato una serie di momenti di incontro e di approfondimento teorico rivolti al pubblico più consapevole coinvolgendo personalità del mondo dell’arte.
Per questo ha ideato, in collaborazione con Unicredit, la rassegna di conferenze dal titolo “Perché non parli? Fatti d’arte e Conversazioni d’arte”.

Gli appuntamenti muovono sul doppio binario della teoria e della pratica artistica: i primi sei rappresentano una sorta di abc dell’arte del presente e sono intesi a facilitare le condizioni di un accesso più ampio possibile all’espressione artistica. A tenerli saranno studiosi italiani tra i più autorevoli. La seconda parte consiste in approfondimenti sotto forma di dialoghi tra un teorico e un artista e coinvoge prestigiose personalità del mondo dell’arte internazionale.

Gli incontri si svolgeranno nella sala Cinema dello Spazio Oberdan, rispettivamente da febbraio a maggio e da ottobre a dicembre 2006.

Nello stesso spazio continueranno a tenersi anche incontri e presentazioni di pubblicazioni e progetti d’arte.

la Commissione scientifica dello Spazio Oberdan



Spazio Oberdan


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