Poker e arte, quando i dipinti incontrano il gioco d’azzardo

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Al giorno d’oggi smartphone e tablet hanno rivoluzionato non solo l’arte, ma anche il gioco d’azzardo. Dalla ricerca che porta a individuare il sito migliore per poter giocare gratis alla roulette, fino alla scoperta delle più grandi opere e affreschi mediante un’apposita applicazione che si sta installa sul proprio dispositivo mobile in pochi secondi.

La tecnologia ha fortemente rivoluzionato due mondi, quello del poker e quello dell’arte che, in realtà, condividono molti più aspetti di quello che si potrebbe pensare.

Poker night, di Benton

Uno dei quadri più belli legati al mondo del poker è sicuramente quello ribattezzato “Poker night (from a streetcar named desire)”, che è stato realizzato da parte di Thomas Hart Benton nel lontano 1948. Esattamente come tutte le altre sue opere, anche in questo caso si tratta di un quadro che presenta delle linee notevolmente sinuose.

Questo quadro rende omaggio ad una scena in cui Blanche, tenendo in mano uno specchio, non fa altro che prendere in giro Stanley, che aveva alzato particolarmente il gomito in quell’occasione ed era stufo di ascoltare la vanesia della donna. Il quadro è chiaramente legato allo spettacolo teatrale, diventato anche film in seguito, intitolato “Un tram chiamato desiderio”.

Arts of the West, di Benton

Un altro dipinto di Benton sempre legato al mondo del poker che è diventato molto famoso è indubbiamente “Arts of the West”. Si tratta di un’opera che rientra all’interno di una serie di enormi murali che, in origine, dovevano essere destinati al Whitney Museum.

Seguendo un filo logico dei vari murali, Benton inserisce varie scene di vita all’interno del medesimo dipinto. All’interno di questo quadro, il tratto comune è sicuramente il West. Non ci sono solamente i giocatori di carte ad emergere in primo piano, ma anche un uomo che è intento a pregare e dei danzatori insieme a persone che suonano.

I bari, di Caravaggio

Sono tanti gli artisti che hanno creato delle opere affascinati dal gioco delle carte. Tra i vari capolavori giunti fino a noi, troviamo sicuramente la tela “I bari”, di Michelangelo Merisi, chiamato Il Caravaggio. In questo dipinto si possono notare due giovani che stanno prendendo parte ad una partita di zarro, un gioco di carte che ebbe una notevole diffusione in Italia durante il periodo rinascimentale.

Il quadro venne realizzato addirittura nel lontanissimo 1594 e, al momento, si trova esposto al Kimbell Art Museum di Fort Worth, in Texas. Caravaggio lo dipinse su commissione del cardinale Francesco Maria Del Monte. Secondo tante persone, lo zarro si può considerare una sorta di antenato rispetto al poker.

Ci sono, infatti, alcune caratteristiche in comune, come ad esempio il punteggio assegnato al tris, alla coppia e al colore. Lo zarro era un gioco che prevedeva l’impiego di un mazzo da 20 carte, di cui cinque venivano distribuite a ciascun giocatore.

Interessante notare come questo gioco d’azzardo venne considerato, nei primi decenni del 1500, come socialmente pericoloso: a Milano, ad esempio, venne bandito da un editto, risalente al 1531, da parte di Francesco Sforza.

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